Lube, “essere o non essere”
La lezione dell’azienda alla squadra

LE DUE FACCE - Ieri l'ennesima delusione in finale con il ko al Mondiale per Club e l'ira del patron Fabio Giulianelli. Il silenzio che ha accompagnato il rientro dalla Polonia della pattuglia biancorossa lascia aperti tutti gli scenari. Oggi intanto è iniziata la convention a Civitanova sul concetto "Essere Lube": oltre 500 persone per il punto della situazione sulle eccellenti performances ottenute dal gruppo nell’ultimo periodo
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L’AMMINISTRATORE DELEGATO Fabio Giulianelli oggi durante la convention del Gruppo Lube a Civitanova

 

di Mauro Giustozzi (foto di Federico De Marco)

Il ko nel Mondiale per Club, l’ira del patron Fabio Giulianelli e il futuro della stagione. Dalla Polonia rientra una Lube in silenzio, con le ossa rotte ma con una stagione davanti che non si può già buttare nel cestino. L’interrogativo è come ripartire da questa enorme delusione, visto che nella finale tutta italiana proprio la squadra di Medei partiva da favorita rispetto agli avversari, ma non ha saputo ripetere le prestazioni offerte in precedenza nel torneo polacco. Il Mondiale per Club era una manifestazione molto voluta dalla società (tanto che Lube e Trento vi erano arrivate tramite una wild card) per la visibilità internazionale e mediatica che tale torneo dava anche per la copertura televisiva per la prima volta della Rai. L’aver fallito l’ennesima finale, dopo le 5 inanellate la scorsa stagione, ha fatto sbottare il patron Fabio Giulianelli che non le ha mandate a dire a staff tecnico e squadra. «Provo solo vergogna. La società non si sente rappresentata da questa squadra» è stato lo sfogo dell’amministratore unico della Lube il quale, dopo la delusione della Supercoppa dove pure Civitanova non era stata protagonista ma li si era con la rosa al completo da poche ore, ha dovuto vedere la sua squadra, costruita con grandi investimenti economici in estate e rivoluzionata quasi totalmente, arrendersi di fronte ad una Trento nelle cui fila c’erano due dei protagonisti biancorossi della scorsa stagione come Candellaro e Grebennikov. Una sconfitta bruciante per il modo in cui è arrivata, perché Trento ha rappresentato negli ultimi anni, prima dell’avvento di Perugia, l’antagonista principale della Lube in Italia e in Europa. E perché la convinzione di tutti, dagli addetti ai lavori agli stessi dirigenti biancorossi, che stavolta superato l’ostacolo Kazan depotenziato dal fuoriclasse che è Leon, davvero il Mondiale per Club fosse a portata di mano. Invece la Lube ha dovuto assistere ancora una volta agli avversari che festeggiavano ed ora dovrà ripartire lavorando a testa bassa.

convention-gruppo-lube-civitanova-FDM-11-325x217Il silenzio che ha accompagnato il rientro in Italia della pattuglia biancorossa lascia aperti tutti gli scenari possibili facendo riferimento alle parole del patron, anche se ieri e oggi il pensiero dei vertici del sodalizio mobiliero è tutto concentrato sulla convention organizzata con centinaia di ospiti a Civitanova. Già in questo scorcio di stagione, nei momenti meno brillanti del club, sul banco degli imputati erano finiti a turno sia il coach Medei che il direttore sportivo Cormio. Logico quando le cose non vanno come si vorrebbe o si era ipotizzato alla vigilia. A maggior ragione oggi, di fronte alle dichiarazioni di Fabio Giulianelli. Ma ci saranno davvero cambiamenti sostanziali in chi ha responsabilità e guida la squadra e, soprattutto, in circolazione ci sono alternative di alto livello in grado di subentrare in un momento così delicato della stagione? Quando sono ancora in ballo traguardi importanti e decisivi come Coppa Italia, Champions League e Superlega.

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Giampaolo Medei, coach della Lube

Insomma l’interrogativo è se cambiare conviene solo per il gusto di cambiare. Anche in passato Giulianelli si è lasciato andare a dichiarazioni di forte delusione in occasione di sconfitte brucianti del suo club. Ma poi, a stagione in corso, raramente è intervenuto sollevando dall’incarico allenatore o direttore sportivo. In oltre 25 anni di volley ad alto livello ricordiamo solo un esonero a stagione in corso di un tecnico, capitò all’argentino Lozano, e pochi anni fa il siluramento del diesse Recine a Cracovia durante una final four di Champions League in cui la Lube fu eliminata in semifinale. I cambiamenti veri e corposi la società li ha fatti, giustamente, sempre a fine stagione valutando i risultati della stessa. Ci sarà un’inversione di tendenza in questa occasione? Tutti interrogativi che nei prossimi giorni dovranno avere delle risposte ed essere sciolti per fare chiarezza sul futuro che attende questa Lube e soprattutto i suoi protagonisti. Decisivo potrà essere la ricomposizione o meno della fiducia della proprietà in chi ha responsabilità ora nella squadra. Se questo rapporto si è incrinato o spezzato definitivamente allora sì che potrà accadere davvero di tutto.

LA CONVENTION in corso di svolgimento al centro fiere di Civitanova vede la partecipazione di oltre 500 persone tra clienti, autorità locali e le direzioni generali dei principali gruppi Eldom partner del Gruppo Lube (Whirlpool, Electrolux, Candy, Samsung, Bosch, Elica, Frank).

convention-gruppo-lube-civitanova-FDM-10-325x208Nella due giorni viene fatto il punto della situazione sulle eccellenti performances ottenute dal Gruppo nell’ultimo periodo e sulle tendenze del mercato che vedono Lube leader del settore grazie alla precisa strategia commerciale focalizzata sugli Store Lube e Creo messa in atto che ha portato a dei risultati di molto superiori alla crescita del mercato di riferimento. In questa occasione vengono presentate non solo le performances del gruppo ma anche l’evoluzione della strategia che ha portato all’ottenimento di questi significativi risultati, con delle importanti novità sia per le strategie di sviluppo degli Store Lube che degli Store Creo. Atteso anche l’intervento dell’illustre economica De Rita del Censis, a corollario dell’outlook di mercato presentato dall’amministratore delegato Fabio Giulianelli.

convention-gruppo-lube-civitanova-FDM-3-325x217E’ stata confermata alla platea la precisa volontà della proprietà di riportare il negozio al centro dell’interesse del gruppo, in antitesi a forme più fredde e meno coinvolgenti di acquisto; un’attività questa che si sta già concretizzando con le numerose e capillari aperture dei mesi scorsi su tutto il territorio nazionale. Quello che il Gruppo Lube vuole trasmettere è il concetto “dell’essere Lube”, molto più di due semplici parole, ma un modo di vivere l’emozione e l’esperienza memorabile dell’acquisto. Uno modo di essere e concepire il proprio spazio cucina, la propria casa e la propria vita. “Essere Lube” significa per l’azienda qualità, ricerca, solidità, prossimità e famiglia. 

 

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La Lube si ferma sul più bello, Trento campione del mondo Giulianelli: «Provo vergogna»



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