“Il nuovo progetto per Macerata”
al vaglio del centrosinistra
Ricotta: «Non sarà il Carancini-ter»

MACCHINA ELETTORALE in moto in vista delle amministrative del 2020. Questa sera all'Asilo Ricci si sono riunite in un confronto aperto le forze di maggioranza che hanno presentato un documento. L'obiettivo: «Ricostruire un gruppo dirigente ampio, che metta insieme le organizzazioni, le associazioni e anche le singole personalità che intendono rispondere all'attuale crisi della società con contenuti riformisti e democratici. E scegliere un candidato sindaco forte». L'attuale assessore ai Lavori pubblici continua ad essere in pole
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Da sinistra Angelo Sciapichetti, Narciso Ricotta e Marika Marcolini

 

di Federica Nardi (foto Falcioni)

Narciso Ricotta seduto in prima fila, Stefania Monteverde in fondo. Nella platea del convegno targato centrosinistra per raccogliere idee per Macerata c’è anche una sintesi visiva di quello che bolle in pentola in vista delle elezioni del 2020. Tanti gli interventi e i presenti, ma quasi tutti “istituzionali”. Il grande assente, nella sala dell’Asilo Ricci, è il “popolo” (oltre al sindaco Romano Carancini, impegnato a San Pietroburgo con l’Associazione Sferisterio). Di certo l’iniziativa è stata capace di riunire intorno a una molteplicità di punti (dalla sicurezza alle infrastrutture, fino a temi caldi come centro storico e ruolo dell’università) una realtà di centrosinistra ben più ampia del Pd e con largo anticipo rispetto all’appuntamento elettorale.

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Massimiliano Bianchini

FATTO E DA FARE – L’obiettivo dichiarato dell’appuntamento fiume, iniziato con un’oretta di ritardo rispetto alle annunciate 16,30, è la ricostruzione di un «gruppo dirigente ampio, che metta insieme le organizzazioni, le associazioni e anche le singole personalità che intendono rispondere all’attuale crisi con contenuti riformisti e democratici – si legge del documento che ha introdotto il convegno – e poi l’elaborazione di un “nuovo progetto per Macerata”». La crisi da cui muovono gli interventi, nella provincia, è una crisi al plurale: il crac di Banca Marche, il terremoto, l’omicidio di Pamela Mastropietro e il raid razzista di Luca Traini. Ma l’idea è anche quella di sottolineare quanto di buono fatto negli ultimi anni. A livello di infrastrutture Macerata ha portato o sta portando a casa diversi successi. Tra gli altri: le due nuove scuole alle ex Casermette (anche se il cantiere per la Dante Alighieri è ancora al palo), l’ex Gil, il finanziamento per il collegamento Mattei-La Pieve a cui è legato a doppio filo anche l’ospedale unico provinciale. E poi il capannone Rossini, oggetto di un piano di recupero, così come il Centro Fiere di Villapotenza (ammesso che il governo conceda i finanziamenti). Al capitolo “Idee per lo sviluppo e l’identità della città” i temi forti sono quelli della cultura (con annessi turismo, università e accademia, con un accenno anche al percorso verde di 20 chilometri che circonda Macerata e l’inserimento nella via Lauretana), della mobilità (vedi ex Park sì, nuovo terminal bus ai Giardini Diaz) e infine quello della sicurezza. Per sintetizzarlo: no al controllo del vicinato («contrarietà massima»), sì però alla “mutualità” di vicinato, vigili di prossimità nei quartieri, interventi su droga e ludopatie, 36 telecamere che guardano le targhe e 24 che vigilano nei punti sensibili della città. Nel mirino del piano sicurezza poi vengono specificate tre aree: Fontescodella, Forte Macallè e via Carradori.

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L’intervento di Flavio Corradini

OBIETTIVI 2020 – Il centrosinistra stila poi nel documento una serie di obiettivi su cui lavorare nei prossimi due anni. In primis: riconquistare il consenso di quell’elettorato che è andato a votare altrove: M5s o a destra. Poi «far aumentare le contraddizioni nell’elettorato del M5s» e allo stesso tempo «lavorare per un vero e proprio progetto capace di organizzare una partecipazione attiva delle espressioni organizzate della città, che possa anche contribuire alla formazione delle liste elettorali per il 2020». Dopo i dovuti accenni alla necessità di coinvolgere i cittadini, il centrosinistra chiede anche che gli assessori «ogni due mesi predispongano una scheda sulle cose realizzate e su quelle che stanno realizzando», di «garantire il rispetto dell’eterogeneità della eventuale futura composizione politica da considerare un dato fisiologico della coalizione» e infine «lavorare per una corretta e incisiva comunicazione».

IPD_Convegno_FF-10-325x217L CANDIDATO FORTE – Leit motiv del documento, ma meno degli interventi, la «scelta di un candidato sindaco forte e convincente, che non risulti “scelto” solo dalle forze politiche, ma anche dalle organizzazioni e associazioni democratiche della città». Insomma, se ormai è sempre più chiaro che il candidato del Pd sarà Narciso Ricotta, non è escluso che oggi tra i presenti fosse seduto o seduta la rivale “civica” pronta a contendersi le primarie o a scendere direttamente in campo. Al momento tuttavia sembra aver perso un po’ di terreno l’ipotesi di candidatura dell’attuale vicesindaco Stefania Monteverde. «Bisogna avere il coraggio di osare e di fare una proposta che non sia il Carancini-ter – ha detto a margine Narciso Ricotta -, ma sia veramente coraggiosa e nuova per l’amministrazione della città. Partendo dall’ascolto e dal dialogo».

In sala presenti oltre alla giunta e a diversi assessori di maggioranza, anche l’assessore regionale Angelo Sciapichetti (Pd), il consigliere regionale Luca Marconi (Udc), il presidente di Istao Pietro Marcolini, l’ex rettore ed ex candidato dem Flavio Corradini (per l’associazione “Cittadini in cammino”), Lorenzo Marconi dell’Anpi, l’ex deputata Irene Manzi.

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L’intervento di Pietro Marcolini

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Gli assessori Vanesin, Iesari e Casoni

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