Un new deal politico per Macerata
nel segno di Varoufakis:
«Siete avvisati, noi ci saremo»

POLITICA - Presentato il movimento Diem25 riconducibile all’economista e docente universitario greco. Obiettivo: una lista per le regionali del 2020 e per le amministrative in città
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Michele Eleonori, Silvia Grassetti e Alessandro Seri

 

di Gabriele Censi

Diem25 Macerata si è presentata questa mattina, con Michele Eleonori e Silvia Grassetti del coordinamento provinciale e Alessandro Seri del coordinamento regionale. Anche nel nostro territorio si sta formando una presenza diffusa del movimento politico transnazionale riconducibile all’economista e docente universitario greco Yanis Varoufakis, e oltre alle elezioni europee del 2019 mette in calendario anche le regionali le amministrative a Macerata del 2020. «Avvisiamo tutti, faremo parte della partita, speriamo di essere coinvolti nelle discussioni a sinistra ma noi comunque ci saremo. In Europa – spiega Seri -Il movimento ha oltre 70.000 iscritti in tutti i paesi dell’Unione. In Italia il manifesto del movimento è stato sottoscritto da migliaia di persone e tra queste il sindaco di Napoli Luigi De Magistris e il sindaco di Parma Federico Pizzarotti».

diem25-2-325x153Tra gli esponenti noti a livello internazionale del movimento ci sono anche il regista cinematografico inglese Ken Loach, il filosofo Noam Chomsky, la saggista Naomi Klein, il giornalista e divulgatore Julian Assange, il musicista Brian Eno, e lo scrittore e giornalista Lorenzo Marsili che sarà a Macerata il 30 novembre per presentare il libro scritto a quattro mani con il leader greco, il 10 novembre a Roma ci sarà l’assemblea nazionale del movimento.

«Pensiamo – continua Seri – che anni di politiche scellerate da parte dell’establishment di governo europeo abbiano ottenuto un solo risultato: sprofondare l’Europa in una stagnazione permanente e fare cresce l’estrema destra in tutto il continente.  Dopo le delusioni recenti dei tentativi falliti di unione della sinistra ci impegniamo per rompere il rapporto malato fra un establishment in bancarotta morale ed economica e il ritorno di pulsioni razziste, nazionaliste e xenofobe».

Il programma  punta dunque a riempire un terzo spazio attraverso un’agenda progressista con obiettivo 2025: «Una proposta politica nuova, – continua Seri – coerente e credibile, italiana ed europea. Con la partecipazione di tutti i nostri iscritti stiamo sviluppando un programma dirompente e una grande alleanza transnazionale per portare le nostre idee in ogni parte del continente alle elezioni europee del 2019. In provincia di Macerata il movimento è nato attraverso l’incontro tra diverse identità culturali, politiche e sociali presenti su tutto il territorio e ne fanno parte figure di riferimento nelle città di Macerata, Civitanova, Tolentino, Recanati, Corridonia e San Ginesio».

I punti di crisi evidenziati sono il debito dei paesi membri, il sistema bancario, i bassi investimenti, la povertà e l’immigrazione. Il new deal annunciato si concretizza su una ristrutturazione ecologica e su investimenti in infrastrutture, nelle Marche si punta sulla ricostruzione: «Non serve un uomo solo al comando – interviene Michele Eleonori – non è vero che non si è fatto ma si è fatto male, tante ordinanze e ad esempio a San Ginesio dove vivo il 98% degli edifici pubblici è inagibile, il 65% di quelli privati. Le parole “non vi abbandoneremo” stridono con la realtà che va verso lo spopolamento della montagna». «L’economia è al centro di tutto, – dice Silvia Grassetti – senza soldi non si fa nulla. Serve una riforma della Bce e un controllo democratico delle risorse».

Attenzione sul locale alla sanità con parere favorevole all’ospedale unico senza che questo significhi tagli ai servizi decentrati, poi il tema dell’immigrazione combattendo la percezione diffusa che indirizza le scelte elettorali: «Secondo uno studio  – dice ancora Seri – gli italiani credono che gli stranieri tra regolari, profughi e clandestini siano il triplo di quelli effettivi. Serve ristabilire una giusta informazione sul fenomeno che non si può fermare ma solo governare». 

 

 

 



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