Macerata 2020, inizia la corsa

ELEZIONI - E' partita la macchina organizzativa delle forze politiche per individuare alleanze e candidature in vista delle amministrative. Carancini chiuderà il suo secondo mandato e due suoi assessori sono ad oggi i maggiori indiziati per la possibile successione: Narciso Ricotta, che avrebbe con sé il Pd, e Stefania Monteverde. Il centrodestra cerca di compattarsi. La Lega vuole “mettere le mani” sul capoluogo e nelle ultime settimane è stata indicato Maurizio Mosca. Circolano anche i nomi del giornalista Carlo Cambi e del prof di Unimc Giuseppe Rivetti. Più isolata Forza Italia, ma con Riccardo Sacchi sempre in prima fila. Pantana, Corradini e Pistarelli possono scendere in campo per le regionali. E l'attuale sindaco sta facendo un pensierino su Palazzo Raffaello?
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Il sindaco Romano Carancini eletto nel 2010 e rieletto nel 2015. Tra poco più di un anno concluderà il suo secondo mandato

 

di Matteo Zallocco

Tempo di elezioni a Macerata? Ancora no, per le amministrative si vota nel 2020. Ma la macchina elettorale è già partita. Si sta sondando il terreno per le candidature, si tesse la tela per i primi accordi, guardando con attenzione allo scenario nazionale. Ad oggi l’unica certezza è che nel 2020 Romano Carancini chiuderà il suo secondo mandato e non potrà ricandidarsi. Almeno in Comune, visto che negli ultimi tempi il sindaco ha allargato il suo raggio d’azione con interventi a carattere provinciale e regionale che potrebbero far pensare a mire su Palazzo Raffaello.  

E nelle stanze del centrosinistra maceratese da tempo si parla del suo possibile successore. I nomi caldi sono sempre quelli di due dei suoi attuali assessori, quelli più in vista: Stefania Monteverde e Narciso Ricotta. Carancini li appoggerebbe entrambi – anche se secondo i ben informati l’attuale vicesindaco resta la sua preferita – ma Ricotta gode di ampio gradimento nel Pd, sicuramente maggiore a quello che ha avuto in questi anni e che ha tuttora l’attuale primo cittadino. Dunque al momento Narciso Ricotta, assessore prima ai servizi sociali e poi ai lavori pubblici, è il nome più accreditato nel centrosinistra, coalizione che però potrebbe riproporre le primarie. E’ attivo anche il leader di Pensare Macerata Massimiliano Bianchini che potrebbe appoggiare lo stesso Ricotta.

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Dall’alto: Narciso Ricotta, Maurizio Mosca, Riccardo Sacchi, Stefania Monteverde, Carlo Cambi e Giuseppe Rivetti

E il centrodestra? Dopo le tristi pagine delle passate elezioni, sulla carta l’obiettivo dovrebbe essere quello di unire la coalizione. E il partito che più degli altri si sta muovendo per cercare di “mettere le mani” su Macerata è la Lega, forza politica che non ha ancora una rappresentanza diretta in città. Tuttavia il deputato treiese Tullio Patassini da qualche mese a questa parte si fa vedere di frequente nel capoluogo e ha allacciato rapporti con diversi consiglieri comunali di opposizione, compresi quelli di Forza Italia. E la Lega avrebbe già individuato una figura capace di unire il centrodestra: quel Maurizio Mosca già candidato sindaco nel 2015 con il sostegno di Fratelli d’Italia e due liste civiche. Era un centrodestra sgretolato con almeno quattro candidati se si considera anche la civica dell’ex presidente della Maceratese Maria Francesca Tardella, oltre ad Anna Menghi (Lega e Comitato Menghi) e a Deborah Pantana che aveva anticipato già due anni prima la sua candidatura con Forza Italia e sei civiche. Quella Forza Italia che da anni aveva individuato il suo “candidato fisiologico” in Riccardo Sacchi che ora però in città sembra essere rappresentata solo da lui e dall’altro consigliere comunale, Andrea Marchiori. Con Deborah Pantana lanciata per la corsa a consigliere regionale, Sacchi sarebbe stato il candidato naturale del centrodestra. Ma con l’exploit della Lega qualcosa è sicuramente cambiato, il vento nazionale non può che soffiare anche nella città che (ahinoi!) è stata il principale palcoscenico delle elezioni politiche dello scorso febbraio. Maurizio Mosca gode della stima da parte della Lega e di Fratelli d’Italia, in particolare attraverso il parlamentare Francesco Acquaroli. Il suo nome sarebbe già stato portato a Milano e avrebbe riscosso gradimento ma fino a poco tempo fa Mosca pensava a un ruolo diverso da quello di sindaco. Insomma, anche se da fine agosto il nome più caldo è quello di Maurizio Mosca, la situazione è ancora da definire.

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I consiglieri del centro destra oggi insieme a Tullio Patassini fuori dal Consiglio comunale di Macerata

Anche perché nella Lega maceratese, oltre a Patassini, c’è anche un’altra corrente che parte da Civitanova, comune dove è assessore alla sicurezza il coordinatore provinciale del Carroccio, Giuseppe Cognigni. E da quest’area sarebbero circolate altre voci su possibili candidature e si fanno anche i nomi del giornalista de La Verità Carlo Cambi e del professore di Unimc Giuseppe Rivetti. Nella rosa dei papabili ci sarebbe anche Andrea Blarasin, ex assessore provinciale che ultimamente si è avvicinato alla Lega. Insomma la corsa all’unità del centrodestra è appena iniziata e bisognerà sempre dare uno sguardo alla situazione nazionale che oggi vede i 5 Stelle come primi alleati di Salvini. Il gioco delle alleanze è ancora tutto da disegnare, ma i contatti sono partiti e i nomi circolano. Gli unici a scendere ufficialmente in campo ad oggi sono state due civiche di centrodestra che hanno unito le forze: Azione in Movimento di Simone Livi e Macerata nel cuore di Francesca D’Alessandro (leggi l’articolo). La corsa alle elezioni comunali si intersecherà con quella alle regionali dove, oltre a quello di Deborah Pantana per Forza Italia, circola con forza il nome dell’ex rettore Unicam Flavio Corradini per il Pd mentre viene accostato a Fratelli d’Italia quello di Fabio Pistarelli che nel 2010 perse con Carancini per un pugno di voti.

 



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