Sisma, perimetrazioni a Camerino
«Esclusi due palazzoni a rischio»
LA PROTESTA di un gruppo di residenti: «Costituiranno sempre un pericolo per la sicurezza »

La presentazione delle proposte di perimetrazione a Camerino ha evidenziato che non vi sono stati inseriti i palazzi in viale Seneca e viale Leopardi, danneggiati dal terremoto: un gruppo di residenti chiede all’amministrazione che siano messi all’interno, per poterli riqualificare e se sorgono in terreni non idonei dal punto di vista sismico, di ricostruirli altrove. La zona è la stessa di palazzo Toffee, demolito solo poco tempo fa, che ha tenuto bloccato viale Seneca con una zona rossa che ha diviso in due la circolazione intorno alla città. «Dopo la presentazione da parte dell’amministrazione comunale delle aree perimetrate ai sensi si è acceso un vivo dibattito nella città ducale relativo a ciò che doveva essere perimetrato e non lo è stato o a ciò che lo è stato ma non doveva esserlo – scrivono i cittadini – in particolare fra gli aspetti più criticati risulta la scelta di non perimetrare i grossi palazzi risalenti circa agli anni ’60 e ’70 collocati intorno alle mura di Camerino nei casi in cui questi palazzi risultino gravemente danneggiati e dovessero essere demoliti e ricostruiti». Per i residenti la perimetrazione permetterebbe una riqualificazione urbanistica, oltre ad eventuali delocalizzazioni nella ricostruzione se necessario. «La ricostruzione di queste strutture mastodontiche e ormai obsolete nelle forme e nelle proporzioni – aggiungono – sarebbe meritevole di una attenta valutazione da parte dell’amministrazione comunale che invece sembra affrontare la questione con eccessiva leggerezza derubricandola a mera questione condominiale. In particolare si fa riferimento a quei palazzi, primo su tutti il condominio in viale Tommaso Seneca 58 (palazzo Paoletti), i quali, a causa della scadente qualità sismica dei terreni su cui si ergono, hanno riportato seri danni ad ogni evento sismico. Palazzi che costituiranno sempre un pericolo per la sicurezza dei loro abitanti e per la sicurezza delle strade pubbliche e che pertanto dopo la ricostruzione resteranno semi deserti, monumento all’ottusità di chi li ha voluti ricostruire dove erano e come erano». La mancata perimetrazione dei palazzoni all’ingresso di Vallicelle, secondo i residenti rischia di mettere al bando la futura sicurezza, in caso di nuovi eventi sismici. «Desta più di una perplessità la scelta di non perimetrare palazzoni che potrebbero essere delocalizzati in terreni nelle loro vicinanze dando vita ad organismi edilizi del tutto diversi, più sicuri e più armonizzati al contesto urbanistico. Nel caso dei palazzoni in questione, le motivazioni legate al dilatarsi dei tempi di ricostruzione a causa della necessità di redigere i piani attuativi risultano chiaramente pretestuose ed inadeguate a giustificare il ripetersi di scelte errate e pericolose – conclude il gruppo di residenti – l’esigenza di fare rientrare la popolazione nelle proprie case deve essere commisurata all’esigenza di rango superiore relativa al miglioramento della sicurezza, della qualità urbanistica e della qualità architettonica. La demolizione di questi palazzi farà tornare indietro nel tempo Camerino e darà la possibilità di trasformare una terribile tragedia in una occasione irripetibile di correggere gli sbagli del passato. Ci auguriamo per il bene di Camerino che tale occasione venga colta, in caso contrario i responsabili dovranno darne conto alla popolazione per i prossimi 100 anni».