Tragico gesto di un terremotato,
la moglie: «Il sisma ha contribuito»

DRAMMA - Massimo Dell'Orso, 56 anni, è precipitato dall'appartamento dove abitava. Attendeva la delocalizzazione per i suoi Bed & breakfast, tutti inagibili dopo il sisma. «Per ottenerla abbiamo dovuto rinunciare alla Sae e così ci hanno tolto anche il Cas e il contributo per l'albergo». Era appassionato di animali, gestiva il centro faunistico del suo comune, Castelsantangelo
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di Gianluca Ginella

Curava gli animali del parco dei Sibillini nella sua Castelsantangelo, ma il terremoto lo aveva costretto a lasciare i monti azzurri per trasferirsi insieme alla moglie sulla costa, ormai da un anno e mezzo. Ed è sulla costa, ad Alba Adriatica che Massimo Dell’Orso si è spento questa notte a 56 anni. Si è lanciato dalla finestra dell’appartamento che aveva preso in affitto, un volo di tre piani che non gli ha lasciato scampo e che ha sconvolto la cittadina e chi lo conosceva (leggi l’articolo). «La sua angoscia era legata allo stato fisico, aveva problemi a ginocchia e schiena, poi che il terremoto abbia contribuito non c’è dubbio» dice la moglie, Stefania Servili. Il terremoto aveva reso inagibili i tre bed & breakfast della coppia, che da tempo aspettava la delocalizzazione. Anche la loro casa non era più agibile. E proprio per la delocalizzazione «avevamo dovuto rinunciare alla sae perché altrimenti non ci sarebbe stata data. Ma se si rinuncia alla sae si perde il diritto all’autonoma sistemazione e all’albergo», spiega la moglie di Dell’Orso. Ora si cercava una soluzione per consentire, una volta ottenuta la delocalizzazione, di far riottenere i contributi alla famiglia. La coppia fino a Pasqua era rimasta in albergo poi, con la rinuncia alla casetta, si era trasferita, a proprie spese, ad Alba Adriatica «tra 15 giorni saremmo andati a Visso, in una roulotte». Nel gesto compiuto questa notte «il sisma non è la causa principale, ma ha contribuito» dice Stefania Servili. Appassionato di animali, Dell’Orso si occupava da tanti anni del centro faunistico di Castelsantangelo per l’ente Parco. Recentemente Dell’Orso si prendeva cura del lupo Merlino, andava a portargli da mangiare un paio di volte a settimana. Così legato agli animali che dopo il terremoto, quando era caduta una recinzione che conteneva dei caprioli, questi avevano cominciato a seguirlo come se fosse la loro madre. «Era una persona molto vicina al Parco – dice il presidente Oliviero Olivieri –. Era un faunista. Seguiva gli animali ricoverati nel centro faunistico di Castelsantangelo. Li accudiva, portava loro da mangiare. Lui e la moglie sono persone che hanno colto al massimo lo spirito di un parco nazionale. La figura di Massimo Dell’Orso sarà ricordata nel parco in futuro. Dedicheremo sicuramente un ricordo per lui all’interno del parco».

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