Teatri di Civitanova,
Aldo Santori nuovo presidente
E' STATO NOMINATO dal sindaco Ciarapica. Esponente di Vince Civitanova e già membro del vecchio cda decaduto dopo l'uscita di scena con aspre polemiche della Squadroni. Soddisfatta l'assessore Gabellieri: «Questa scelta permetterà di proseguire lo sviluppo delle iniziative culturali di questa amministrazione in un clima collaborativo e produttivo»

Gabellieri, Santori e Ciarapica
È Aldo Santori il nuovo presidente dei Teatri di Civitanova. Già membro del cda decaduto dopo le aspre polemiche dell’ex presidente Silvia Squadroni, Santori è esponente di Vince Civitanova. Il decreto di nomina è stato firmato questa mattina dopo che sotto le festività pasquali è maturata la scelta da parte del sindaco Fabrizio Ciarapica. È il terzo presidente dall’inizio di questa amministrazione. Ricostituito anche il cda dell’Azienda che è stato ridotto a tre elementi, gli stessi che erano presenti nel precedente diretto da Silvia Squadroni, ad eccezione di Giovanna Capodarca che non è stata riconfermata. Ne fanno parte Fabiola Polverini, vicepresidente e Michela Gattafoni consigliere. «La scelta è ricaduta su Aldo per proseguire il lavoro già iniziato – ha dichiarato il sindaco. Sono certo che assolverà con competenza e correttezza a questo ruolo delicato e importante per la città, come ha già dimostrato in questi mesi. Il cda composto da tre elementi è una scelta strategica per snellire le procedure e i processi decisionali». Soddisfatta anche l’assessore Gabellieri. «La nomina di Aldo Santori e del cda permetterà di proseguire lo sviluppo delle iniziative culturali di questa amministrazione in un clima collaborativo e produttivo – ha aggiunto – Auguro al cda di lavorare con entusiasmo, convogliando in maniera positiva le loro energie e idee». Aldo Santori, 48 anni, è laureato in giurisprudenza ed è responsabile vendite. «Sono emozionato e grato al sindaco per questo ruolo – ha commentato subito dopo la nomina – con Michela e Fabiola siamo un cda affiatato e motivato. Ci sarà continuità con il lavoro svolto finora e lavoreremo per migliorare sempre di più la nostra città dal punto di vista artistico e culturale, in collaborazione con l’amministrazione e l’assessorato alla Cultura». E proprio la collaborazione con l’assessorato alla Cultura aveva mandato in crisi i due precedenti presidenti che si sono dimessi in polemica con l’assessore.
(servizio aggiornato alle 16,46)
QUANDO LA CRITICA DIVENTA PERICOLO X LA DEMOCRAZIA.
Dalla lettura di un quotidiano locale,
deduco che sarei stata fatta” FUORI
perché……mi ero posta in posizione
critica verso l’amministrazione”.
Ora, in primis, il sindaco ben sa che ho accettato di buon grado l’ incarico di
membro del CDA, del tutto gratuito, solo
perché animata da desiderio da dare un contributo, disinteressato, svincolato, dalle regole della politica, o
come si dovrebbe dire dei ” POLITICANTI”.
Infatti ho accettato perché pensavo ( ora mi rendo conto, sbagliando) di poter esprimere il mio pensiero liberamente, senza lacci, lacciuoli,
o condizionamenti, come sempre fatto
Nella vita.
In realtà fin da subito ho notato che le
voci ” FUORI DAL CORO”, ben DUE PRESIDENTI, sono stati ” IMPALLINATI”
senza alcuna remora.( tra un po’ toccherà anche al direttore).
Ora, con grande stupore, vedo che il CDA
verrà ridotto a TRE membri ( i pugnalatori), di certo tale riduzione NON
FAVORISCE LA DEMOCRAZIA, le convergenze, un consenso più ampio.
(da non dimenticare che lo statuto prevede che per decidere i programmi
da attuare debbono avere il consenso
minimo di TRE persone, numero facilmente evaso…..che si farà? si cambia lo statuto? o si lavora senza rispettare lo stesso?).
Anzi, tale manovra appare volta a SEDARE IL DISSENSO, A COMPRIMERE CHI OSA ” ALZARE LA TESTA”.
Caro Fabrizio, avevo confidato in te,
perché mi apparivi in un modo animato da spirito costruttivo, libero: in realtà, è
condizionato più di altri, legato a logiche
NON DEMOCRATICHE, di gestione del
DISSENSO che credevo appartenessero
a epoche ormai DEFUNTE.
Allora, ti consiglio una buona lettura: LA NOSTRA CARTA COSTITUZIONALE ART.13, in modo che trovi spunti che ti permetteranno di continuare il mandato
con onore, a testa alta, senza piegare la
schiena, dimostrando che lo spirito democratico deve essere il FARO, LA STELLA POLARE, di ogni azione politica.
CHI COMPRIME IL DISSENSO, A VOLTE COSTRUTTIVO, NON È DEGNO DI RICOPRIRE IL RUOLO ISTITUZIONALE
CHELA CITTÀ TI HA DEMOCRATICAMENTE AFFIDATO.
GIOVANNA CAPODARCA AGOSTINELLI.