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Pozzo dell’orrore,
uno dei corpi è di un bambino

PORTO RECANATI - La svolta negli scavi questa mattina alle 11. Diverse le ossa ritrovate: ci sono un bacino, un omero, una mandibola con un dente. Gli altri resti sono di una persona adulta. Da accertare l'età del bimbo
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Gli scavi di oggi

 

Trovate le ossa di un bambino vicino al pozzo dell’orrore. Due i corpi, ora è certo, che sono stati sepolti nel terreno del casolare vicino all’Hotel House. Rinvenute diverse parti, tra cui il bacino e la mandibola. Le ossa sono di una persona adulta e di un bambino e non è escluso che possa trattarsi di un neonato o di un bimbo molto piccolo date le dimensioni ridotte. Dovranno però essere svolti accertamenti più approfonditi. Da capire anche se ci sia un legame tra i due corpi.

Verso le 11 di questa mattina un ultimo colpo di benna, quando sembrava non ci fosse nulla nella zona dove erano ripresi gli scavi, ha riportato a galla qualcosa. Poi sono iniziati gli scavi a mano e sono saltati fuori due corpi che erano stati sepolti vicino al pozzo dell’orrore di Porto Recanati. Uno di questi di un bambino. Si parla di ossa particolarmente piccole non è stato stabilito se di neonato o di età maggiore. Si parla di età pediatrica. Gli scavi svolti dalla Scientifica della polizia hanno consentito oggi di trovare diverse altre ossa in quello che sarebbe il luogo di sepoltura dei cadaveri. E sono due. Uno di una persona adulta, l’altro di un bambino. I primi accertamenti sui resti sono stati svolti dal medico legale Roberto Scendoni. Tutte le ossa sono state misurate e repertate. Tante le parti trovate: tra queste il bacino, un pezzo di mandibola con un dente, un omero, parti di colonna vertebrale. Ma gli scheletri non sono composti. Negli anni su quella terra ci sono stati scavi e probabilmente le ossa sono state smosse. Forse proprio per via di lavori eseguiti nell’area una parte delle ossa è finita dentro al pozzo. Intorno alle 17 le operazioni di scavo, iniziate da questa mattina, sono state sospese.

Domani e lunedì resterà tutto fermo. In settimana gli scavi dovrebbero riprendere. Tutto era iniziato lo scorso mercoledì quando nel corso di un controllo della Guardia di finanza era stato trovato un femore. Poi nella zona, vicino ad un casolare a poca distanza dall’Hotel House, sono partiti gli scavi che hanno riportato alla luce un pozzo. Nel pozzo sono state trovate altre ossa. E poi una scarpa bianca, una maglietta biancastra. Dalle prime ossa trovate si era parlato di un corpo esile, forse di una persona adolescente. L’ipotesi degli inquirenti è che le ossa possano appartenere a Cameyi, la bengalese di 15 anni scomparsa da Ancona nel 2010 e vista per l’ultima volta all’Hotel House dove era andata a trovare il fidanzatino dell’epoca. Il ragazzo, Monir Kazi, pure lui bengalese, che all’epoca aveva 20 anni, da qualche anno non si trova più in Italia. Ma per dire che si tratti di Cameyi sarà necessario svolgere un esame del dna e fare una comparazione che quello della mamma che è in mano agli inquirenti dall’epoca delle ricerche della figlia. Resta anche il mistero su chi sia il bambino. Sull’età che aveva, se ci sia un rapporto tra questo e l’altro corpo.

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