Oltre 15mila presenze a Tipicità
ma di Macerata solo l’ombra

TURISMO - La 26a edizione della fiera al Fermoforum ha mostrato l'enorme interesse per l'evento a cui però la città dello Sferisterio non ha dato adesione se non tramite Unimc. Nell'anno del tentativo a capitale della cultura 2020 manca la promozione proprio sul territorio. Scelta diversa fatta da Recanati che con solo 5mila euro di spesa si è accaparrata un lauto bottino in termini di visibilità. L'assessore Monteverde: "Abbiamo mancato l'appuntamento, ci rifaremo l'anno prossimo"
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La fila dei presenti a Tipicità

 

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Gli chef della manifestazione

 

di Marco Ribechi

Tipicità 2018: Civitanova presente, Recanati presente, Porto Recanati presente, Macerata assente. La città candidata a capitale italiana della Cultura 2020 ha rinunciato a mettersi in mostra di fronte alle oltre 15mila presenze registrate tra il 3 e il 5 marzo al Fermoforum. Un vero trionfo la 26a edizione che ha contato 120 eventi, più di 200 realtà partecipanti nei tre padiglioni allestiti, grandi chef e prestigiosi ospiti, oltre 20 delegazioni da altre regioni italiane e dall’estero. Però neanche una fotografia dello Sferisterio, dell’orologio planetario, di palazzo Buonaccorsi o della mostra Capriccio e Natura con i capolavori salvati dal terremoto. Eppure la stessa organizzazione considera la partecipazione di Macerata non solo auspicabile ma anche molto importante: «Visto che ci sono tutte le realtà turistiche della Regione ci piacerebbe inserire anche Macerata – spiegano i responsabili – purtroppo non abbiamo  mai ricevuto risposta eppure già ad ottobre il nostro staff contatta tutti gli enti e poi il corteggiamento prosegue durante l’anno. Se un ente ci crede non ha difficoltà ad entrare».

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Lo stand di Castelraimondo

Se il problema fosse relativo ai costi si potrebbe trovare qualche motivazione ma la spesa sostenuta per entrare nella fiera fermana è quasi irrisoria. Si parte dai 600 euro per lo stand che permette anche ai comuni più piccoli di avere una vetrina, di questo hanno approfittato realtà come Pollenza o Castelraimondo, che ha ottenuto grande successo con l’Infiorata (leggi l’articolo), alla cifra massima di 5mila euro per diventare ente coorganizzatore e avere un posto speciale. Questa è la cifra spesa da città come Civitanova o Recanati che comporta un bel pacchetto “pieno di balocchi”: «Essere coorganizzatori significa entrare di diritto in tutto il calendario di Tipicità che non si ferma ai tre giorni della fiera – spiegano gli organizzatori – oltre alla partecipazione alla Bit di Milano, alla presentazione all’Anci (associazione italiana comuni italiani) sempre a Milano ci sono degli eventi speciali realizzati nei padiglioni e degli appuntamenti del Grand Tour delle Marche da realizzare nelle piazze delle città».

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Una festa in piazza a Recanati

Questa è la formula scelta da Rita Soccio, assessore al turismo di Recanati che, come Macerata, si era candidata a Capitale italiana della Cultura 2018, senza però vincere. «E’ una vetrina che non vogliamo mancare – spiega Soccio – dedicata inizialmente alla gastronomia ma che negli anni ha assunto un ruolo cruciale anche per la cultura. Abbiamo realizzato degli eventi gastronomici legati alla poesia di Leopardi scritta da bambino sulla minestra e anche uno show cooking. Inoltre durante i festeggiamenti delle giornate Leopardiane in programma nel periodo del 29 giugno avremo due appuntamenti del Grand Tour. Tipicità ci permette anche di lavorare in rete visto che siamo nel brand delle città della cultura e presto entreremo in quello dei parchi letterari, dove inseriremo il colle dell’Infinito. Per concludere sponsorizzeremo insieme a altre città la triade di ricorrenze delle Marche: 2018 Rossini a Pesaro, 2019 Leopardi a Recanati, 2020 Raffaello a Urbino».

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Stefania Monteverde durante una delle presentazioni di Macerata Estroversa Capitale della cultura italiana 2020

La stessa cifrà è stata spesa dal comune di Macerata per un video pubblicitario (leggi l’articolo) oppure per delle foto della città affidate senza bando a una cooperativa (leggi l’articolo). «Tipicità è un bellissimo evento che per varie vicissitudini quest’anno abbiamo mancato – spiega l’assessore Stefania Monteverde – abbiamo puntato sulla Bit (leggi l’articolo) e siamo nel brand Marca Maceratese, un distretto turistico che ci permette di costruire una presentazione integrata del territorio. A Tipicità era presente l’Università che ha fatto un ottimo lavoro. Ci impegneremo per non mancare nel 2019». E mentre il Comune di Macerata riflette gli organizzatori di Tipicità sprizzano gioia da tutti i pori considerando il respiro sempre più nazionale che la manifestazione sta assumendo: «Il nostro sito cresce sempre più – concludono gli organizzatori – abbiamo avuto oltre 2300 accessi diretti da Roma, 1400 da Bologna, 1026 da Pesaro, e poi Ancona, San Benedetto, Milano, Macerata. La nostra rete è sempre più fitta e si avvale dell’impegno di tante realtà territoriali, vogliamo raccontare le Marche e mostrare il più possibile quello che hanno da offrire senza fermarci grazie al Grand Tour delle Marche e a Tipicità in Blu, dedicata al mare e fortemente sostenuta ad esempio da Civitanova».



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