La maceratese Mirella Gattari
confermata presidente Cia Marche
NOMINA - La maceratese ancora ai vertici regionali della Confederazione Italiana agricoltori: «Lotta dura per i risarcimenti da ungulati»

Il nuovo gruppo dirigente regionale: Alessandro Taddei e Giuditta Politi (vicepresidenti) Gianfranco Santi (direttore regionale) Ugo Marcelli (vicepresidente), Mirella Gattari Massimo Sandroni e Evasio Sebastianelli (direttori provinciali)
di Monia Orazi
La maceratese Mirella Gattari è stata riconfermata ai vertici della Cia (Confederazione italiana agricoltori) Marche. L’elezione si è tenuta ieri nel corso dell’assemblea regionale, alla presenza del vicepresidente nazionale Alessandro Mastrocinque. Il nuovo gruppo regionale è composto dai vicepresidenti Alessandro Taddei e Giuditta Politi, dal direttore regionale Gianfranco Santi, dal vicepresidente Ugo Marcelli, da Massimo Sandroni ed Evasio Sebastianelli, quali direttori provinciali. La presidente ha tracciato un bilancio di questi ultimi quattro anni di lavoro, gettando le basi per l’impegno futuro.
Dopo l’approvazione del nuovo piano di sviluppo regionale, ci sono delle correzioni di rotta da fare, spiega Gattari: «Ad oggi risulta urgente e prioritario permettere agli imprenditori di accedere ai fondi presentando piani di sviluppo senza il timore di vederli bocciati a causa di un documento di identità mancante o mal leggibile; necessario inoltre avere tempi certi nelle risposte, sapere che il proprio piano verrà finanziato nel breve termine garantisce immediatezza nel miglioramento aziendale». Sottolineato anche il problema dei fondi della Pac (politica agricola comune) che arrivano con il contagocce: «In un ciclo depressivo economico che dura da troppo tempo, risposte certe e celeri diventano determinanti per la sopravvivenza stessa delle attività. Agea non migliora la situazione, anzi la peggiora sensibilmente. I contributi Pac che, nostro malgrado, rappresentano una percentuale del reddito troppo importante – prosegue Gattari – non possono sopportare tutte le lungaggini e le incertezze nelle erogazioni. E’ necessario costituire un organismo pagatore snello e dinamico».
Un altro nodo sono i danni da animali selvatici per cui la Cia annuncia lotte e rivendicazioni in vista: «Non voglio sembrare un disco rotto, ma la Regione deve capire che non sono più sopportabili, nè i danni che questi causano nè tutte le lungaggini per ottenere risposte concrete, che affrontino seriamente la devastazione che stanno producendo gli ungulati. In mancanza di queste risposte che dovranno avvenire in tempi brevissimi, è dal mese di dicembre che attendiamo ufficialmente risposte a quelle che sono state le proposte da parte di Cia, Confagricoltura e Copagri, entro e non oltre il mese di febbraio. A tal fine abbiamo portato a conoscenza il presidente della giunta regionale Luca Ceriscioli e l’assessore Moreno Pieroni che organizzeremo una grande manifestazione, compresa l’occupazione della Regione a difesa dei nostri diritti». Dopo l’analisi delle difficoltà tipiche dell’agricoltura di montagna, che avrebbe bisogno di fondi dedicati e politiche specifiche, Mirella Gattari è tornata sul tema del terremoto 2016: «Nell’ultimo anno la Cia ha dimostrato di cosa è capace, in risposta al devastante sciame sismico prima e al maltempo poi, ha dato risposte immediate, vere e concrete, e per questo non mi stancherò mai di ringraziare tutte le strutture che si sono impegnate a dare sollievo e speranza al nostro territorio. Il nostro sistema ha operato grandi cose, veri miracoli. Moduli abitativi per i nostri soci, ricoveri temporanei e cibo per gli animali, e a giorni vedrà la luce un fienile in legno, oltre a organizzare la vendita dei prodotti del nostro territorio in tutta Italia – ha proseguito la presidente regionale – la nostra struttura regionale e soprattutto la provincia Cia più martoriata, in collaborazione di Copagri, ha presentato il primo progetto di ricostruzione per quelle aree, un bacino di raccolta per le acque per l’abbeveraggio degli allevamenti ad alta quota. Necessario continuare a monitorare la situazione e cercare idee e soluzioni per il territorio tutto». Tra le prossime sfide la consultazione già iniziata, per la Pac dopo il 2020.
