Montagnano, incontro con il sindaco:
«Facciamo l’asilo altrove»
CAMERINO - Una rappresentanza dei cittadini che chiedono di spostare la scuola della parrocchia di San Venanzio ha avuto un summit con Gianluca Pasqui: «l'individuazione di una nuova area garantirebbe a Don Marco Gentilucci la realizzazione di un edificio in una zona idonea e di continuare a fruire dell’area verde»

Una parte della zona verde di Montagnano di Camerino
Incontro tra l’amministrazione comunale di Camerino, i responsabili dell’ufficio tecnico ed una rappresentanza dei seicento firmatari, che chiedono di spostare altrove l’asilo della parrocchia di San Venanzio, previsto nell’area verde di Montagnano. «Quello che ci preme far sapere è che nessuno dei 600 firmatari della lettera indirizzata al sindaco è contro la “scuola della parrocchia”, bensì a favore dell’individuazione di una nuova area – scrivono in una nota – questo può essere fatto solo dall’amministrazione comunale: ciò garantirebbe a Don Marco Gentilucci la realizzazione di un edificio scolastico in un’area idonea e ai cittadini di continuare a fruire dell’area verde». I cittadini esprimono le loro perplessità in merito all’area scelta: «Sull’area individuata sono emersi dubbi di conformità dal punto di vista urbanistico dato che viene fatta un’attestazione su una delibera di consiglio comunale che non esiste, che vengono omesse delibere di giunta del 2001 quando venne costruito il parco e che, cosa più importante, manca un parere favorevole del funzionario responsabile dell’ufficio tecnico. Voler procedere sulla posizione presa, oltre a scontentare centinaia di cittadini, potrebbe mettere in imbarazzo la parrocchia ed il benefattore, se non addirittura portare alla perdita della realizzazione del progetto di ricostruzione della scuola».

In giallo la sagoma del nuovo asilo a Montagnano di Camerino
Prosegue il comunicato: «I firmatari sono convinti che l’area verde vada mantenuta, tutelata, difesa e migliorata perché il verde è il principale fattore di riequilibrio dell’ecosistema urbano, non solo sotto il profilo estetico-paesaggistico, ma anche ecologico, igienico-sanitario e psicologico; in altre parole è un tessuto connettivo sul quale le attività umane si innestano e si equilibrano.Togliere un’area verde significa, oltretutto, togliere un servizio ai cittadini importante per tutti, giovani e anziani, tanto più quando una comunità ha speso tanti soldi dei contribuenti per la notevole bonifica e conseguente realizzazione». Riguardo all’incontro avuto con l’amministrazione così si esprimono i rappresentanti dei firmatari della petizione: «Si è tenuto l’incontro per vedere il piano regolatore e le eventuali aree disponibili. Uno dei capisaldi infatti, con i quali è stata motivata la scelta dell’area di Montagnano per la costruzione della scuola parrocchiale è sempre stata l’indisponibilità di altre aree. Questo da sempre ci è sembrato inverosimile. Effettivamente, durante quest’ultimo confronto, il sindaco ha dovuto ammettere che ci sarebbero altre aree nella disponibilità del Comune adatte a tale scopo che, tuttavia, a suo dire, non potrebbero essere utilizzate per svariati motivi». Nella lettera si spiega che un’area di Fonte San Venanzio vicino alla chiesetta non può essere usata, secondo il sindaco Pasqui poiché molto pendente e non idonea ad ospitare edifici. Un’altra area nella nuova lottizzazione di Fonti San Venanzio di fronte alle Sae non è utilizzabile perchè per l’uso occorrerebbe, secondo l’architetto Mattei dell’ufficio tecnico, attendere l’urbanizzazione. Riguardo alla zona nei pressi del cimitero, secondo Pasqui se usata si impedirebbe in futuro l’ampliamento del cimitero.
«Oltre a queste aree, l’Arch. Mattei ha dichiarato che nel territorio di Camerino ce ne sarebbero altre con destinazione d’uso pertinente (aree F), sia comunali che private, ma attualmente tutte sature in quanto hanno raggiunto l’indice di fabbricabilità. Nutrendo forti dubbi anche su tale questione, dietro nostra insistenza, si è aperta una discussione sui terreni attigui al seminario. L’architetto ha confermato per questa area, molto vasta, la coerenza della destinazione d’uso e il sindaco si è detto disponibile ad effettuare una variante qualora fosse necessario – spiegano i componenti del comitato – sono state proposte altre soluzioni in via straordinaria che comporterebbero tempistiche più brevi di quelle ordinarie, quali la delocalizzazione. Crediamo che questo aspetto debba essere approfondito allo scopo di trovare la formula piu’ opportuna». Riguardo alle possibili aree i cittadini si dicono perplessi sull’insistenza del sindaco per Montagnano: «Ci chiediamo come mai il sindaco, dal momento che risultano disponibili più aree e sono possibili procedimenti veloci, voglia ancora insistere sull’utilizzazione dell’area verde di Montagnano. Desideriamo sottolineare, inoltre, che, come appreso da una recente nota di Don Marco, un’area per l’edificazione della scuola era stata chiesta al Comune già nel gennaio 2017, quindi ci sarebbe stato tutto il tempo per realizzare l’asilo anche percorrendo vie ordinarie necessarie per variare la destinazione d’uso di altre aree». Una questione emersa durante l’incontro è quella degli standard urbanistici, cioè il minimo di verde obbligatorio per ogni area urbana: «L’impressione è che la collaborazione offerta dall’amministrazione per la risoluzione di questa problematica sia soltanto a parole poiché, anziché suggerire strategie ed iter veloci, sono stati mostrati soltanto ostacoli – spiegano – dall’amministrazione alla responsabile del settore urbanistica, si sono detti convinti del loro rispetto ( verde, parcheggi….) senza però spiegare e documentare quali siano queste aree. Dal nostro punto di vista, avendo approfondito anche con tecnici di settore la problematica, c’è la convinzione che qualcosa non torni». Nella nota si esprimono dubbi anche nella convenzione approvata tra Comune e parrocchia di San Venanzio, in cui manca il parere tecnico del responsabile del settore urbanistica. Conclude la nota, ricordando che nel 2001 nella zona furono spesi 270 mila euro per fare l’attuale giardino: «Il punto, semmai, è la valutazione, ad oggi, circa la compatibilità con la costruzione di una scuola privata e la valutazione di un possibile danno erariale per la rimozione di un’opera pubblica costata una bella cifra (circa 270 milioni di lire), regolarmente utilizzata e funzionante. Ora che sembrerebbero percorribili altre strade per l’edificazione dell’asilo, speriamo che l’area di Montagnano non corra altri rischi e possa rimanere a verde anche per il prossimo futuro».