Civitanova capitale delle slot:
spesi quasi 3mila euro a testa
«C’è chi gioca per 8 ore»

IN PROVINCIA Corridonia e Tolentino sono gli altri due comuni dove finiscono più soldi nelle macchinette. A Macerata meno interesse per le videolottery: 629 euro pro capite. I gestori: «A giocare, almeno nei bar, sono soprattutto stranieri: il 70%»
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Una sala slot

 

di Laura Boccanera

(Foto di Fabio Falcioni)

Civitanova capitale del gioco. Secondo i dati diffusi dal database l’Italia delle slot, la città costiera maceratese è quella in cui nelle Marche si gioca di più in euro pro capite. L’algoritmo incrocia i dati di reddito, popolazione e raccolta dal gioco (dati Aams) e fornisce informazioni su giocate pro capite, giocate complessive, numero di apparecchi fra videolottery e new slot (quelle presenti anche nei bar) e fornisce un quadro del settore nel nostro Paese. Con i suoi 2.945 euro di giocata pro capite Civitanova è avanti a comuni come Macerata (629 euro), Recanati (268 euro), Tolentino (1.191 euro), Morrovalle (760 euro), Corridonia (1.908 euro), San Severino (897 euro). Anche confrontando con città più grandi fuori provincia Civitanova rimane comunque in testa: a Pesaro ad esempio si brucia in gioco e slot 845 euro, ad Ancona 1.011 euro e a Porto San Giorgio 2.696 euro. I dati sono riferiti al 2016 e rispetto al 2015 su Civitanova c’è un incremento del 9,7% sulle giocate per un totale di giocate complessive che ammontano a 124 milioni di euro. Il dato provinciale relativo a tutti i comuni della provincia invece si attesta su 977 euro pro capite nel 2016, nel 2015 erano 921 euro, confermando una crescita. A Civitanova sono 552 gli apparecchi complessivi fra videolottery (185) e new slot (367). Un dato che non stupisce gli operatori del settore: Michele Salvatelli gestisce un bar di Civitanova, all’interno ci sono alcune new slot: «la cifra pro capite mi sembra alta, ma probabilmente è dovuta al fatto che si tratta di una media – spiega – è pur vero che chi si mette a giocare davanti ad una macchinetta non guarda l’orologio, molti ci stanno quanto un turno di lavoro, anche 8, 9 ore, altri un paio d’ore e non c’è un giorno della settimana in particolare nel quale gli utenti giocano. Si registra un incremento durante le festività come adesso e a Natale o comunque dopo il 10 del mese quando solitamente si prende paga».

SalaVLT_SlotMachine_FF-5-650x433A giocare, almeno nei bar, soprattutto stranieri: «senza avere dati certi credo che si possa tranquillamente dire che per il 70% sono stranieri e per il 30% italiani. Pochissime le donne e pochi anche i pensionati». A guadagnare su queste macchinette è per il 19% lo Stato e per l’8% circa titolare del locale e gestire delle macchinette. Ad esempio su mille euro di incasso di una slot per legge il 70% deve andare, alla chiusura di un ciclo, in vincita. Sulle 300 euro rimanenti lo Stato riprende 193 euro di tasse e la restante parte viene divisa fra gestore e titolare del locale. «Civitanova ha numeri rilevanti perchè arriva ad avere anche un bacino di utenza di 100mila persone e anche più – commenta Piergiovanni Mercoldi proprietario del punto Snai di Civitanova in via Buozzi – spesso veniamo demonizzati, ma non si dice mai che il prodotto più venduto è il gratta e vinci, o le videolottery e sale slot, solo alla fine le scommesse e scommesse ippiche. Il settore del gioco invece secondo me è in crisi, basti pensare che nel Duemila in Italia c’erano solo mille punti di accettazione gioco e oggi ce ne sono fra legali e quasi legali 15mila e che anche in tabaccheria o al bar si può giocare. Noi osserviamo le regole, non facciamo giocare i minori e cerchiamo di contenere la ludopatia, di far giocare responsabilmente, Civitanova non è una città malata di gioco, qui arrivano da tutta la Regione, mi sembra che ci siano problemi più urgenti come alcool e droga». Dal punto di vista del regolamento comunale è stata bocciata la mozione proposta qualche tempo fa dal consigliere Stefano Ghio che chiedeva di regolamentare a livello di orari le attività con le macchinette, ma la mozione è stata respinta. «Nell’attesa che l’Amministrazione si attrezzi per portare in Consiglio un regolamento sulla ludopatia conforme alla legge sovraordinata – dice  Ghio – visto che la maggioranza non ha voluto approvare una mozione presentata da me e Pier Paolo Rossi ritenendo necessario attendere una ulteriore normativa nazionale, mi chiedevo se vi fosse la reale volontà di affrontare questo tema magari facendo rispettare nel territorio comunale tale disposizione. Se si fa un giro in zona stadio si può notare come la pubblicità relativa all’apertura o all’esercizio delle sale slot a Civitanova non sia affatto vietata».



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