«L’antifascismo è un valore? Non lo so»
Rossi scrive al presidente Mattarella
dopo le parole del sindaco
«L’antifascismo è un valore? Non lo so». Dopo queste parole del sindaco Fabrizio Ciarapica, il consigliere Pier Paolo Rossi scrive al presidente della Repubblica Mattarella: «Subordina il valore della Costituzione al credo politico». Finisce sulla scrivania della prima carica dello Stato l’appello rivolto dal consigliere di opposizione Pier Paolo Rossi che auspica un intervento diretto di Mattarella per ristabilire la legalità. Succede a Civitanova nel post reazioni alla presentazione del libro dedicato a Donna Rachele per il quale anche l’Anpi si sta mobilitando. Nel dare spiegazione del perchè il comune abbia concesso la sala il sindaco afferma di non sapere se l’antifascismo è un valore. Una leggerezza che non viene perdonata da Rossi. Intanto la città si prepara al 2 dicembre quando alla Biblioteca Zavatti verrà presentato il libro di Edda Negri Mussolini, nipote del Duce, dedicato alla memoria della nonna e presentato in locandina con la dicitura “Per non dimenticare”. Parole che suonano come una beffa per l’Anpi che ha previsto due appuntamenti per il 2 dicembre: il primo alle 11 nell’atrio del comune con una mostra sull’antifascismo con il contributo di Annalisa Cegna e Letizia Perri. Alle 16 poi presidio al monumento della resistenza a piazza Gramsci. Sulla polemica si inserisce anche la lettera di Rossi che invia la missiva anche al Ministro dell’Interno Marco Minniti e al prefetto di Macerata Roberta Preziotti. Nella missiva si informa la prima carica dello Stato delle parole del sindaco Ciarapica che affermo di non sapere se l’antifascismo sia un valore. Rossi si chiede se sia lecito che un sindaco faccia tali affermazioni «che disattendono norme e principi fondamentali che regolano il nostro ordinamento. Le dichiarazioni del Sindaco Ciarapica a nostro avviso costituiscono un atto contrario alla Costituzione, poiché riconducibili ai casi in cui un ente locale manifesta apertamente la volontà di disattendere norme o principi fondamentali che regolano l’ordinamento repubblicano per il quale è prevista la rimozione e sospensione degli amministratori locali».

Se esistono cialtroni che ancora si definiscono “fascisti” a settanta anni dalla fine del Fascismo, e “comunisti”, dopo il crollo del comunismo in tutti gli Stati in cui esisteva, salvo il fantasma di Cuba che è affamato di dollari americani, e il Regime nord coreano, che vorrebbe avere dagli USA il grano che questi davano fino a poco tempo fa, ciò non fa confermare che questi pericoli esistono. Lasciamo inconsiderate le manifestazioni con gagliardetti, camice e slogan vari. Se usano quei termini è perché non sanno qualificare il nuovo corso politico che vorrebbero attuare.
Se fossero ancora vivi il comandante Augusto Pantanetti e il Compagno Mario Pianesi correrei da loro per chiedere lumi sulla faccenda. All’epoca temevamo i colpi di Stato autoritari e noi giovani, oltre ad essere inquadrati dal PCI, correvamo dai due Partigiani, che veramente hanno combattuto i nazifascisti, quando altri “partigiani” svernavano nelle case dei contadini, oppure si dedicavano a espropri proletari per loro uso e consumo.
Tutto questo borbottio intorno al rigurgito fascista serve solo per gonfiare un pallone sgonfio della Destra estrema, e nel contempo gonfiare qualcosa che a Sinistra non “legge” più nella mente della masse. E magari per stornare l’attenzione di qualcuno dai problemi reali della società che una casta politica cialtrona non riesce più a gestire, in quanto la gestione avviene da fuori dell’Italia, magari dall’Europa e senz’altro dagli USA.
Dire non lo so, è come dire sì, no, forse. Quindi Gufo Triste, quando riceverà questa lettera da un oscuro rappresentante politico di un ancora più scuro movimento politico che farà? Scriverà una lettera di protesta diretta a Ciarapica e a tutti gli italiani dicendo che il sacro fuoco italico non può finire sotto le ceneri di un forse, il quale rischia di soffocarlo mentre invece va ravvivato con i fogli di carta usati per scrivergli lettere che non si capisce bene che cosa vogliono, sperando che Gufo Triste lo scomunichi decretandone l’esilio a Stromboli fino a che questo bel governo che pur con una gamba nella fossa, malandato, reggobbato ( vedi mezza tacca conte ) pieno di acciacchi, mezzo democratico lo è ancora perché il democratico Renzi che voleva sconvolgere buona parte del contenuto della Costituzione a suo uso e consumo e che gli avrebbe dato secondo i suoi folli calcoli,la possibilità di conquistare il Mondo come guida della Spectre, acerrima nemica di 007 ossia James Bond quello che beve Martini Vodka agitato non mescolato. Ah Rossi, a proposito di agitati, tra te, Corvatta n.1, Silenzi, la Franco ( fatti avallare la lettera da lei che i fascisti li vede dappertutto ), vedo che nonostante vi siete divisi, rimanete ancora collegati alla fiamma tricolore che brucia nelle vostre vene. Scusa Rossi, devo essermi confuso, la fiamma tricolore bruciava per il MSI quindi non sapendo quale sacro spirito vi brucia nelle arterie, proviamo ad indicare l’acetilene che purtroppo un po’ di ” nero ” lo faceva. Rossi ti auguro che ” Non vi lasceremo soli ” ti risponda, ma tu devi fare solenne giuramento con le mani appoggiate sul capo indomito dell’ex n.1 che qualunque sia la risposta al dispaccio,ne renderai pubblico il contenuto, magari all’ex Cinema Italia presso l’ex Casa del Balilla.
Ritengo che si giudichi politicamente conveniente continuare con gli sdoganamenti,visti i brillanti risultati di quelli precedenti.Solo che l’antifascismo,per me fondatamente, trova spazi anche in settori diversi da quello strettamente politico.