Chiesa di San Francesco,
l’idea del sindaco:
«Diventerà un laboratorio d’arte»

LORO PICENO - La struttura è inagibile dopo il sisma, ma con un progetto in parte finanziato da privati può tornare a nuova vita e ospitare le opere dei Sibillini. Il primo cittadino Catalini con una lettera ha invitato il governatore Ceriscioli per parlarne

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Ilenia Catalini, sindaco di Loro Piceno

 

Restaurare dopo il sisma la chiesa di San Francesco a Loro Piceno, con l’obiettivo di farne un centro di restauro visitabile. Questa l’idea del sindaco Ilenia Catalini che con una lettera invita il presidente della Regione Luca Ceriscioli a fissare un appuntamento per discutere faccia a faccia del progetto. La chiesa in questione è inagibile dal sisma del 24 agosto 2016. Le opere che conteneva hanno migrato prima Osimo, per la mostra “Capolavori Sibillini” e presto anche Milano per una mostra organizzata dalla Regione. «Una grande opportunità per i comuni della rete museale dei Sibillini – dice Catalini – che garantirà una notevole visibilità a questo territorio e la possibilità di promuovere iniziative che avranno anche ricadute economiche per la nostra terra». Il terremoto insomma, come «presa di coscienza – dice il sindaco – e anche di scoperta di un bel patrimonio artistico». Per questo, finite le mostre, il piano dell’amministrazione per la chiesa di San Francesco è pronto. «Abbiamo elaborato un progetto di restauro attivando percorsi pubblico-privati significativi. Tra questi la realizzazione di un area di restauro pittorico visitabile, in uno con l’esposizione delle opere da restaurare per le quali stiamo ricevendo finanziamenti privati. Finanziamenti e “adozioni di opere” che saranno oggetto anche di specifiche iniziative nelle gallerie private a Milano durante il periodo della mostra, proprio per rafforzare il forte legame con l’iniziativa regionale». La chiesa di San Francesco è una struttura di proprietà comunale, molto spaziosa, che si può utilizzare anche per scopi diversi dal culto (dato che la chiesa parrocchiale nel frattempo è agibile). Per questo, spiega Catalini, «ben si presta a ospitare anche altre opere provenienti da altri comuni e sviluppare un laboratorio in divenire e a medio-lungo periodo, capace di affiancare le attività di recupero e ricostruzione nei lunghi anni che attendono a questa importante attività. Inoltre – conclude –  i lavori richiesti riguardano unicamente e principalmente il tetto e la copertura del cannucciato della navata. Gli importi sono abbastanza ragionevoli, specie se si considera che il restauro pittorico e ligneo degli arredi vede forme di finanziamento private già in parte raccolte».


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