Recanati, ecco l’ospedale di comunità
SANITA' - Inaugurata la nuova dialisi, i nuovi locali poliambulatorio, mammografo e “Baby pit stop”. Ceriscioli: «Riforma non per tagliare, ma per investire e avvicinare servizi ai cittadini»
Assicurare ai 40 mila abitanti di Recanati e dei comuni limitrofi una struttura sanitaria in grado di dare risposte ai bisogni di salute delle diverse fasce di popolazione, con particolare riguardo alla cronicità. Un progetto che prevede la ristrutturazione del vecchio nosocomio cittadino per adeguarlo alle nuove esigenze assistenziali. È perseguendo questa strategia che sono stati inaugurati, oggi, i nuovi locali dell’Ospedale di Comunità di Recanati, la cui realizzazione ha richiesto una spesa di 1,6 milioni di euro. Ospiteranno la nuova dialisi, il poliambulatorio, il mammografo e l’area “Baby pit stop”, attrezzata per consentire alle mamme di allattare al seno fuori casa. Alla cerimonia sono intervenuti il presidente della Regione Marche, Luca Ceriscioli e il direttore dell’Area Vasta 3, Alessandro Maccioni. “Il timore è sempre quello che nelle ristrutturazioni si voglia togliere qualcosa. In realtà abbiamo continuato a investire e a creare spazi di qualità per servizi migliori, come quello della nuova dialisi – ha detto il presidente Ceriscioli – Il senso del percorso che abbiamo portato avanti non è una riforma per tagliare, ma per realizzare quello che serve alla comunità, per avviare servizi indispensabili anche se non sono di natura ospedaliera. Quelli ospedalieri servono nella fase acuta, ma di salute c’è bisogno tutti i giorni. C’è bisogno di una medicina di territorio. Non servono undici centravanti per fare una buona squadra, ma un gruppo affiatato che ricopra tutti i ruoli in campo. Il ruolo dell’ospedale di comunità è quello di avvicinare la qualità dei servizi alle esigenze delle persone”.
Il direttore dell’Area Vasta 3,Alessandro Maccioni ha evidenziato che “a Recanati vediamo oggi il senso della riforma avviata nel 2013 e concretizzata negli ultimi due anni”. Il sindaco di Recanati, Francesco Fiordomo, ha parlato di una sanità che cambia, “che offre risposte vere e concrete. La concretezza si dimostra con i fatti. La Regione è stata di parola, consentendo alla struttura ospedaliera di riprendere il proprio ruolo per la città, per l’area vasta, per il territorio di riferimento”. Romano Carancini, sindaco di Macerata, intervenuto alla cerimonia, ha sostenuto che “il compito dei primi cittadini è quello di guardare avanti, guidando la nuova sanità lungo il necessario percorso di riforma”. Il consigliere regionale Luca Marconi ha sottolineato che la sanità territoriale, con i suoi servizi di prossimità, è quella più vicina alle esigenze delle famiglie. Il presidente della IV Commissione consiliare , Fabrizio, Volpini, ha parlato di una società in continuo cambiamento, alla quale la sanità deve saper dare le risposte attese.
Recanati fa parte della rete regionale degli Ospedali di Comunità. Per la loro natura territoriale, sono strutture più vicine alle persone, garantendo una degenza di trenta giorni, prolungabile a sessanta in caso di bisogno. L’ospedale di Recanati dispone attualmente di 30 posti letto per cure intermedie, di cui 20 gestiti da medici dipendenti e 10 da sette medici di medicina generale che hanno aderito a un accordo regionale. La dotazione dovrebbe essere di 40 posti letto, ma sette sono occupati da ospiti della Residenza sanitaria assistenziale (Rsa) di San Ginesio, inagibile per il sisma. I successivi investimenti che verranno fatti nella struttura (a breve, medio e lungo termine) consentiranno di attivare un centro assistenza cardiometabolica integrata, l’assistenza residenziale ai pazienti affetti da Alzheimer e demenza (con 20 nuovi posti letto Rsa che andrebbero a integrare l’attuale rete di servizi distrettuali dedicati), un Hospice (assistenza ai pazienti terminali). Sono previsti anche i trasferimenti del servizio di riabilitazione (ora su una palazzina esterna) e del Centro salute mentale, al momento ospitato nei locali della Fondazione Ircer.

In pratica il classico ambulatorio con ospizio annesso o viceversa. Ceriscioli, perché vista la competenza in campo calcistico non ti proponi come prossimo allenatore della nazionale così potresti apportare qualche taglio, magari a cominciare dal portiere. Perché ogni giorno un taglio di nastro con tante parole per spiegare quello che i cittadini normali hanno capito da un bel pezzo? Inquietante oltre alla solita rassomiglianza del sindaco della cittadina di turno con l’attore Boris Karloff nell’interpretrazione della “creatura” del dottor Victor Frankenstein, la presenza del sindaco maceratese Carancini. Che cosa dovevano dirsi con il Governatore faccia a faccia senza lasciare traccia del dialogo? Cosa stanno cospirando di così tanto segreto? Che centri qualcosa il fantomatico ospedale unico, benedetto anche dal nuovo presidente del Pd di un qualche circolo importante come il partito? Vorrei scrivere una Spy Story su tutta la vicenda, ho anche il titolo: ” La misteriosa scomparsa dell’ospedale e del Prof. Cerri Scioli dopo le prossime elezioni ” ma ho come l’impressione che siano in molti a conoscere la fine e in tanti a far finta di non sapere quale sia.
praticamente una cosa inutile, un poliambulatorio che paghiamo con le nostre tasse quando ce ne sono mille privati e quindi gratuiti per i contribuenti.