Chiede un finanziamento,
si ritrova tassi al 43%
URBISAGLIA - Sotto accusa davanti al gup per usura è finito il legale rappresentante della banca. Una operaia avrebbe chiesto un prestito di 3.500 euro e dopo averne pagati 13mila euro le sarebbe stato detto che ce n'erano ancora da versare altri 14mila
Tassi da usura sulle rate del finanziamento, sotto accusa legale rappresentante della banca. La vicenda è finita davanti al gup del tribunale di Macerata. Il giudice ha disposto una perizia. Vittima del presunto caso di usura una 58enne di Urbisaglia, che nel 1998 si era rivolta alla Findomestic banca spa con cui aveva stipulato un contratto per un prestito (si tratta di un credito finalizzato ad un acquisto rateale). Inizialmente era di 3 milioni di lire (poi convertiti in 1.600 euro) e in seguito era stato elevato a 3.500 euro. A distanza di alcuni anni, nel 2011, la donna, una operaia, si era vista arrivare la richiesta di pagare 2.500 euro circa per rate non pagate. La banca, stando a quanto denunciato dalla donna, aveva già incassato 13mila euro circa e lamentava rate non versate per 14.228 euro. Troppo secondo la donna, che alla fine si era rivolta agli avvocati Federico Valori e Benedetta Tommasoni, per essere assistita. Sotto accusa davanti al gup è finito Carlo Fioravanti, 81 anni, di Sesto Fiorentino, in qualità, all’epoca dei fatti, di amministratore e legale rappresentante della Findomestic. L’accusa parla di interessi usurari pari al 43,53% nel 2001, al 29,38% nel 2002, al 26,41% nel 2003, al 24,53% nel 2006. Il giudice Giovanni Manzoni, nell’udienza che si è svolta ieri, ha disposto una perizia (l’incarico sarà affidato il 13 dicembre) pe accertare sia la mancanza di documentazione dichiarata dalla banca, sia sulla questione sollevata dall’istituto che si tratti di usura susseguente.
(Gian. Gin.)
