Morresi non concede la parola,
il Pd presenta un esposto
CIVITANOVA - Secondo il Pd la conduzione dell'ultimo Consiglio comunale è stata antidemocratica. "Ci è stata vietata la parola dopo le comunicazioni del sindaco". Mirella Franco: "gestione fascista". Pronto un ricorso al ministero dell'Interno e alla prefettura
«Il presidente del Consiglio comunale toglie la parola all’opposizione e impedisce di parlare di ospedale, così si uccide la democrazia». Dura critica da parte del Pd e della consigliera Mirella Franco a seguito del consiglio comunale di lunedì scorso, quando dopo le comunicazioni del sindaco sull’ospedale unico, il presidente del consiglio ha rimandato ad un consiglio aperto le opinioni dei consiglieri chiudendo il dibattito. E il gruppo consiliare annuncia un esposto che sarà inviato al prefetto e al ministero dell’Interno. «E’ una violazione del regolamento che disciplina i lavori dell’aula – scrive in una nota il Partito democratico – Claudio Morresi, con la complicità del segretario comunale Morosi, ha impedito al capogruppo del Pd, Giulio Silenzi, e di conseguenza a tutti i consiglieri, di maggioranza e di opposizione, di discutere nel merito delle comunicazioni date dal sindaco sulla questione della collocazione dell’ospedale provinciale unico alla Pieve di Macerata». Il gruppo consiliare cita l’articolo 70 del regolamento che afferma che “sulle comunicazioni, del presidente o del sindaco, può intervenire, per associarsi o dissentire, un consigliere per ciascun gruppo, per un tempo non superiore a cinque minuti”. «Morresi non ha dato la parola a Silenzi consentendo che in consiglio comunale fosse portata una sola versione dei fatti, quella di Ciarapica. Un comportamento che avrà conseguenze. Il Partito democratico annuncia un esposto al ministero dell’Interno e alla prefettura di Macerata per segnalare la scorretta conduzione dei lavori consiliari da parte del presidente del Consiglio, non nuovo a imposizioni personali delle regole, nell’occasione specificata avallata dal segretario generale Sergio Morosi che non è intervenuto, pur sollecitato, a richiamare il rispetto del regolamento, venendo meno anche lui alla funzione di garante. Non è la prima volta che succede, esistono precedenti diffide in merito, per cui agiremo in altre sedi per denunciare comportamenti “dolosi” di abusi di chi invece deve essere garante dell’intero Consiglio comunale nel rispetto del regolamento e dei diritti dei consiglieri e quindi della città, e che sembra preoccuparsi di tutelare prevalentemente gli interessi della maggioranza». Parla di “assassinio della democrazia” la consigliere Mirella Franco: «il sindaco ha parlato 21 minuti anzichè i 5 consentiti, ma nulla hanno avuto da eccepire Presidente e Segretario. Durante questo lungo tempo di monologo il sindaco, più che esporre i fatti, non ha perso l’occasione per una bieca propaganda pro domo sua e per un subdolo attacco contro gli esponenti cittadini del Partito democratico, condendo la sua presunta ricostruzione dei fatti con un ventaglio ricco di inesattezze, strumentalmente fatte passare per verità, e di offese, diffamazione ed insulti, arrivando persino a parlare di sciacallaggio, nei confronti degli esponenti cittadini del Partito democratico. Ancora, nulla hanno avuto da eccepire presidente e segretario. E quando il capogruppo Silenzi ha chiesto la parola non è stata concessa. E’ una conduzione antidemocratica e fascista del consiglio comunale».

Oggi, ad una certa ora, è venuta a mancare la Democrazia. Dopo 21 minuti di malattia da parte del sindaco, è stata improvvisamente assassinata. Ne dà il triste annuncio la nipotina Franco.
I funerali saranno svolti in forma privata dai familiari, l’ex di Silenzi Dott. Corvatta, Silenzi stesso e la nipotina Franco. I familiari chiusi nel dolore lasciano l’iban It 29484004958485 per eventuali fior di banconote per spese concernenti il funerale e la cena sociale che seguirà alla cerimonia funebre così come fanno in America dove dopo si ingozzano, si ubriacano e si sposano la sera per divorziare al mattino. Quest’ultima abitudine ha preso piede anche negli ambienti politici civitanovesi forse perché fanno sempre i loro meeting in qualche bar.
Non fiori e ne parole di circostanza, bastano le supercazzole sparate dalla nipotina Bruno.