Domenica flop di presenze, Corvatta:
“Castagnata marchetta costata 1800 euro”

CIVITANOVA - Poche le presenze in piazza ieri pomeriggio per Castagne e vino. L'ex sindaco: "Si perde di credibilità, evento organizzato dall'amico di partito di Borroni, solo poche bancarelle e nessun espositore delle zone terremotate"
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Piazza XX Settembre ieri mattina nella foto postata da Corvatta

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Piazza XX Settembre un anno fa nella foto postata da Corvatta

 

«La castagnata una marchetta flop costata 1800 euro». L’ex sindaco Tommaso Corvatta interviene sulla prima domenica di nuovo ztl con chiusura limitata a vialetto, corso Dalmazia e via Duca degli Abruzzi e definisce un flop l’evento “Castagne e vino” organizzato dall’amministrazione tramite la Sibil iniziative. Per il consigliere di Futuro in comune si tratta di una “marchetta” che non ha incontrato l’interesse del pubblico con piazza vuota senza le bancarelle del mercatino e solo qualche stand sul vialetto. Impietoso il confronto fotografico mostrato da Corvatta fra la piazza di ieri e la corrispondente fotografia della quinta domenica dell’anno precedente. «L’evento è stato pagato dall’amministrazione ben 1.800 euro ed affidato alla Sibil Iniziative del compagno di partito dell’assessore Borroni, Giovanni Casoni. Dalle foto si può ammirare il risultato, confrontato con la stessa quinta domenica del mese di ottobre 2016. I civitanovesi che hanno comprato le castagne dallo stand in piazza, sappiano che le hanno pagate due volte: una direttamente, l’altra perchè quelle castagne erano già state pagate ben 1.800 euro dall’amministrazione, cioè da tutti noi. Purtroppo sembra essere l’ennesimo caso di marchetta a favore dell’amico di partito. Una marchetta che presenta altri aspetti negativi per tutti noi. Innanzitutto vi è la perdita d interesse della città da parte degli abitanti dei paesi limitrofi, che continuando così le cose, perderanno l’abitudine di venirci a trovare. Delle 8 bancarelle aperte, nessuna, se non quella delle stesse caldarroste (che sembra essere di Casoni medesimo), è di espositori delle zone terremotate. Questo comporta una perdita di credibilità ed una beffa che per la mia sensibilità sono un danno ancora maggiore».



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