Ricordo di un innamorato delle parole
MACERATA - Danni Antonello e la sua libreria Scaramouche, un gioiello sconosciuto
La libreria Scaramouche è stata troppo di nicchia, troppo aristocratica, per potere essere conosciuta, se non dopo i tristi fatti della morte del suo proprietario, dalla cultura locale sempre in cerca di eventi e personaggi con l’accento maceratese. La casa editrice fondata da Danni Antonello e Gino Giometti già cofondatore di Quodlibet ha pubblicato in pochi anni libri molto importanti della cultura europea tra i quali Osip Mandel’Stam, Andreij Tarkovskij e Carlo Belli, sconosciuti ai più ma degni di ben rappresentare la letteratura del secolo scorso. Danni, di origine veneta, diceva di aver trovato a Macerata il luogo giusto dove fare nuove traduzioni e svegliare un latente interesse per quello che era sconosciuto. Le traduzioni anche innovative, come quella di Joyce, facevano parte della sua passione per la conoscenza che lo rendeva divoratore di libri.
Quella piccola libreria che si affacciava sulla storica piazza Mazzini era una carezza e non uno schiaffo, per chi ne riconosceva la dignità. Venivano da fuori a frequentarla ma non si sentiva mai parlare di lui, quando si elencavano le “specialità” culturali della città. Seguiremo il destino di quella piccola bottega che ci stimola ad essere più attenti alle cose di valore.
In ricordo di un innamorato delle parole.

Ti si accostano ghignando, ti guardano in cagnesco, ti squadrano, ti etichettano: «Questo, è uno psicopatico» oppure «Quello è un parolaio». E quando non sanno che etichetta appiccicarti in fronte, dicono: «È un uomo strano, proprio strano!» Amo le foreste: è strano. Non mangio carne: anche questo è strano. Un rapporto diretto, pulito, libero con la natura e con la gente non c’è più…(Anton)