Dramma nella casa inagibile,
gesto legato al sisma
“Voleva tornare ad abitarci”

COLMURANO - La tragica fine di Franco Marzoli, 79 anni, è da ricondurre alle difficoltà legate al terremoto. E' morto nell'abitazione che aveva costruito con tanti sacrifici e che dal 24 agosto dello scorso anno era inagibile. La figlia: "Vedeva che il tempo passava e non c'era possibilità di rientrare". Il sindaco: "Persona squisita". Fissato il funerale: sarà domani alla 10 al palazzetto dello sport
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Franco Marzoli

 

di Gianluca Ginella

Una casa che aveva costruito con le sue mani e con tanti sacrifici, ritagliandosi il tempo quando finiva di lavorare. Una casa che il 24 agosto di un anno fa aveva dovuto lasciare a causa del terremoto, dove sperava di tornare e dove è morto nella tarda mattinata di ieri. E’ un gesto legato al terremoto quello compiuto dal 79enne di Colmurano che ieri è stato trovato senza vita dalla figlia (e non dalla moglie, come riferito in un primo momento) nella casa danneggiata dal terremoto. Franco Marzoli, a causa delle scosse del 24 agosto, si era trasferito con la moglie in un appartamentino vicino al centro del comune. Il 79enne nei giorni scorsi aveva appreso della possibilità di potersi trasferirsi in un nuovo appartamento, sempre nella stessa zona dove abitava dopo il sisma. Una casa più grande che, da quanto emerge, era una soluzione che piaceva al 79enne, anche come posizione perché comoda e vicina a negozi e ben servita. Certo, non era la sua casa, ma uno di quegli appartamenti che verranno acquistati dall’Erap. Si trattava di dover affrontare un nuovo trasloco ma nulla in chi lo conosceva faceva pensare a quanto poi sarebbe accaduto ieri. «Sì il problema è stato il terremoto – dice la figlia, Robertina Marzoli -. Lui sperava di tornare nella sua casa, ma non c’era possibilità. Accumula oggi, accumula domani ed è successa questa cosa. Vedeva che il tempo passava, che la sua casa era in categoria E, da demolire, e che ci sarebbero voluti ancora anni prima di tornare. Non diceva niente, si teneva tutto dentro. Diceva solo che voleva andare a morire a casa sua, ma sono cose che dicono in tanti». Marzoli, che in passato aveva una impresa edile, la sua casa l’aveva costruita nei ritagli di tempo, finito di lavorare. Una abitazione costruita nel 1970. Un lavoro e un sacrificio che il terremoto ha devastato. A questo si sono sommati i ritardi della ricostruzione che hanno tolto anche la speranza a Marzoli. Eppure non lasciava trasparire ciò che stava vivendo. «Quando ci abbiamo parlato per il nuovo appartamento sembrava contento, anche perché la casa si trovava sempre sul viale vicino al centro. Anche i vicini di casa gli piacevano – dice il sindaco di Colmurano, Ornella Formica –. All’esterno dava un’impressione di serenità, era una persona squisita, socievole, scherzosa. Forse però il dover pensare ad un nuovo trasloco ha aggravato la sua situazione interiore». Marzoli si era anche iscritto al corso di ginnastica dolce organizzato per le persone anziane e proprio ieri mattina aveva preso parte alla prima lezione. Poi il dramma che si è consumato nella casa divenuta inagibile dopo il sisma. Il corpo è stato trovato intorno alle 15 di ieri. Sul posto sono intervenuti i carabinieri della Compagnia di Tolentino per gli accertamenti del caso.

Il funerale si svolgerà domani alle 10 al palazzetto dello sport di Colmurano. Marzoli lascia la moglie Nicolina, le due figlie e i nipoti. 

 

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