Scure sugli uffici postali,
in provincia ne chiudono 52
TAGLI - Il piano di razionalizzazione da qui al 2019 riguarda tutta la regione. A dirlo la deputata 5stelle Terzoni che denuncia: "Uno scenario preoccupante, c'è una mole di missive in giacenza, bollette consegnate anche dopo la scadenza, invii prioritari compromessi"

Sono 52 gli uffici postali che saranno soppressi in provincia da qui al 2019. A dirlo la deputata 5stelle Patrizia Terzoni, che denuncia “uno scenario preoccupante”, con “159 uffici che chiuderanno i battenti in tutta la regione”. La scelta è nazionale è riguarda un piano di razionalizzazione di Poste Italiane che coinvolgerà 4mila e 300 uffici in Italia. “In base al documento di 124 pagine che ci è stato consegnato – prosegue Terzoni – gli uffici a cui diremo addio sono 52 nella provincia di Pesaro-Urbino, 11 in quella di Ancona, 52 in quella di Macerata, 22 in quella di Fermo e altri 22 in quella di Ascoli-Piceno, molti dei quali in piccole realtà o in comuni interni dove a breve per un invio postale bisognerà fare svariati chilometri. Comprendiamo l’esigenza di riorganizzazione di Poste Italiane, ma un taglio così netto ci pare una scelta scriteriata”. I dati sono stati consegnati dal ministro dei Trasporti alla 5stelle Arianna Spessotto questa settimana.

Patrizia Terzoni
“Ci sono piccoli centri – dice Terzoni – dove il servizio postale ha ancora un ruolo basilare, soprattutto laddove è alta la concentrazione di cittadini in là con gli anni”. Il ministero “ci ha voluto rassicurare dicendo che in alcuni casi degli uffici rimarranno aperti comunque due volte a settimana e che si tratta solo di un piano di razionalizzazione, ma in base alle prime verifiche abbiamo appurato che non sono pochi nelle Marche gli uffici chiusi in via definitiva. Inoltre la scure su questo servizio ha prodotto una mole notevole di missive in giacenza, con bollette consegnate anche dopo la scadenza e compromettendo persino invii prioritari, come raccomandate dell’Inps, avvisi di Equitalia e telegrammi. Naturalmente come M5s non staremo a guardare, e chiederemo al ministro Graziano Delrio di prendere in mano la situazione, perché i cittadini in difficoltà per queste chiusure rischiano di diventare parecchi e molte famiglie ci stanno già inviando segnalazioni”.
Il mercato,come diceva Einaudi,non si pone problemi morali,ma applica tecniche puramente economiche.Si delocalizza,si chiude,si accorpa,si adotta tecnologia sempre più avanzata,e così via.Ma alle inevitabili flessioni occupazionali che ne conseguono che risposta viene data?Gli attuali livelli di disoccupazione non sono già tragicamente elevati?Non mi pare quella imboccata la strada migliore per rilanciare il mercato interno,premessa indispensabile per la ripresa economica,senza la quale alla fine gli stessi investitori sarebbero penalizzati.A me pare sia interesse di tutti rivedere in profondità tutta la logica economica oggi dominante,rivalutando una programmazione coinvolgente nella massima misura.
E i pensionati che ritirano la pensione alle Poste?
e se invece di creare problemi a noi visto che qualche povero deficiente si serve ancora delle poste per gestire quei qattro soldi che ogni tanto si riescono a mettere da parte (qualche retrogrado come il sottoscritto) si tagliassero gli stipendi sti stro.zi proiettati nel futuro, come qualcuno del resto fa? Che ne dite?
Chiudete gli uffici postali ma solo dopo aver realizzato la posta telematica.
ma la posta telematica non è una cosa che puo sostituire la presenza degli uffici postali, almeno per quanto riguarda l’utenza di una certa eta, esistono anche gli anziani ce lo vogliamo mettere in testa???