Mini ztl bocciata da Liberamente e Pd
“Si torna indietro di 10 anni
Rischio soglia altissima di Pm10″
CIVITANOVA - Per il gruppo indipendente la misura danneggia la salute e aumenta le polveri sottili: "Ciarapica doveva dare inizio ad un nuovo corso, non sta avvenendo, basta nomine". Duro il Partito democratico: "Scelta scellerata. Ha tenuto in considerazione solo le necessità dei commercianti"
«Pessima idea quella di ridurre la già sotto dimensionata ztl di Civitanova». Il gruppo consiliare Liberamente si schiera contro la scelta dell’amministrazione di individuare una zona a traffico limitato che escluda il corso principale e la piazza circoscrivendo l’area pedonale a sole quattro vie nella così detta forma ad H. La ztl modificata parte domani, ma Sergio Marzetti, Corrado Perugini, Simone Garbuglia e Marino Mercuri bocciano la misura soprattutto per una questione ambientale. «Si riporta Civitanova indietro sotto il profilo della fruibilità pedonale di oltre un decennio – dicono i consiglieri in un comunicato congiunto – Una scelta poi del tutto anacronistica se si considera che tutti i comuni italiani stanno adottando importanti ztl col duplice scopo di agevolare i pedoni e abbattere le Pm10. Il rischio concreto di una scelta di tale scelleratezza, con l’apertura centrale di corso Umberto, è quello di far schizzare i livelli di polveri sottili a soglie altissime. A poco servono le centraline di rilevamento poste in zona San Marone dove i rilevamenti fanno davvero sorridere secondo queste infatti la qualità dell’aria sarebbe paragonabile a quella di una malga alpina. Smantellare quella che ormai dopo varie difficoltà è divenuta una scelta condivisa non è certo un bene per la città. È bene ricordare che si amministra per l’intera popolazione di oltre 40mila abitanti e non per questa o quella categoria di volta in volta da accontentare. Ancora una volta si guarda il dito e non la luna le scelte da fare sono ben altre, parcheggi, mezzi pubblici e tutto quanto sia a sostegno della pedonalizzazione». Una scelta non condivisa dal gruppo che non risparmia all’amministrazione anche una critica politica: «il nuovo corso amministrativo avrebbe dovuto e dovrebbe inaugurare un nuovo modo di governare invece questo ancora non sta avvenendo. Il gruppo consiliare Liberamente è come promesso vigile ed attento alle dinamiche amministrative e non può non gridare alla sbagliata scelta che l’esecutivo del sindaco Ciarapica sta per effettuare. Civitanova ha bisogno di coraggio amministrativo ed i voti abbondanti che il sindaco ha ottenuto sono lì a ricordarlo. Ma come sappiamo la teoria dell’alternanza è un’altra certezza con la quale si dovrà fare i conti. Stiamo rischiando di ingigantire la buca scavata dalle sinistre durante i cinque anni del sindaco Corvatta. I tempi della “nomine” sono terminati occorre un’azione forte di governo che applichi il programma che abbiamo condiviso. Ai nuovi assessori se pure acerbi si chiede intraprendenza e lungimiranza oltre al già citato coraggio delle scelte che in politica ha sempre pagato».
Una scelta non condivisa neanche dal Pd che come gruppo consiliare parla di “scelta scellerata”. «Mentre il problema delle polveri sottili rappresenta una emergenza nazionale, l’amministrazione Ciarapica va in controtendenza – scrivono – una scelta scellerata, che chiama in causa direttamente il sindaco in quanto responsabile della salute dei cittadini e fa compiere alla città un passo indietro, una mentalità in cui la qualità della vita non era tenuta in nessun conto e le cui conseguenze le stiamo pagando a livello globale e locale. Domani, domenica, i civitanovesi dovranno rinunciare alla spazio pedonale che per anni era stato loro garantito, da amministrazioni di centro destra e di centro sinistra, e questo perché Ciarapica, senza tenere conto delle esigenze di tutti i civitanovesi, si è principalmente confrontato con i commercianti e ha varato un provvedimento che restringe la ztl e che è gravemente penalizzante per la città. Nel suo programma elettorale Ciarapica indicava, nella sezione ‘Salute e ambiente’, l’impegno “alla riduzione di tutte le forme di inquinamento, in particolare quelle derivanti dalle polveri sottili”. E come primo provvedimento ha cancellato la ztl e tradito i cittadini».


Ma che succede stamattina. Vedo tutti titoloni pieni di lamentele incrociate che non sono facili da decifrare di primo acchito. Una è quella di Poeta che vede dune di sabbia vicino alla spiaggia e a ridosso della pista ciclabile che però si vede molto bene. Forse lui dimentica la pista ciclabile lungo il Chienti scomparsa per mesi e mesi, inghiottita dalla jungla che la serpeggiava , ricoprendola di mangrovie, piante carnivore, liane indistricabili e con ancora presente il coccodrillo mai catturato da Silenzi, che era poi una femmina e dopo aver partorito si vedono almeno una ventina di coccodrilletti nuotare felici protetti dalla mamma. Poi un rapido sguardo alla Festa dell’Unita che quest’anno si è svolta nel nuovo apparato florovivaistico Pellegrini, con i maggiori esponenti del Pd, dalla Giannini a Ceriscioli che sembrano abbiano gradito i Ciclamini giganti al gratin su letto di Rose incolori ( il rosso si vede sempre meno a differenza dell’azzuro e del verde ) e Tuberi di tulipano con salsa al rafano accompagnati da pomodorini da terrazzo. E dalla Festa dell’Unita dove doveva esserci anche Renzi ma sembra sia in fuga nelle campagne pugliesi, passiamo alla Ztl. La Ztl, non è un nuovo DDT , che spruzzato su Silenzi e compagni li riportano indietro nel tempo a ricordare tutte le lamentele nei loro confronti sull’inquinamento aereo, acustico e anche visivo. Non è neanche una sostanza che almeno per qualche tempo li faccia stare zitti, almeno per il tempo che se c’è da fare qualche critica al sindaco ben vengano prima quelle di chi sta amministrando più o meno, forse più meno con lui. Almeno sono critiche costruttive e non buttate là da chi dovrebbe tacere in tutto e per tutto, non essendoci una branca dell’amministrazione pubblica che non sia stata calpestata dall’amministrazione Corvatta e il povero Silenzi che troppi rospi ha dovuto inghiottire perché certi errori avrebbe preferito farli lui e non che Corvatta glieli soffiasse. C’è qualcosa che non va nel fare del sindaco? E chi meglio dei suoi collaboratori dovrebbe farglielo notare? Certe scelte vengono prese senza tener conto anche di quello che pensano gli altri amministratori? Bene, te lo dico, oggi e te lo dico domani, non fare come Corvatta che fu eletto per due errori del centro destra ( una foto de sindaco uscente con Brini e un comitato farlocco come No al cavalcavia ) e che poi non è stato rieletto per…. lo sappiamo tutti, dimentichiamolo, non sprechiamo più una parola su di lui.. su di loro, se vogliono parlare lo facciano pure, tanto scompariranno e se un giorno dovesse capitare che sia il centro sinistra a vincere di nuovo, non sarà di certo per qualcuna di quelle facce che verranno escluse dalla circolazione dei volti che garantirebbero una sconfitta sicura, senza nessuna probabilità, paragonabile ad un suicidio di massa sempre che un po’ di massa rimanga, spariti Renzi, quella mezza tacca del conte e tutti i suoi senatori e deputati attuali. Ciarapica può sbagliare, anzi deve sbagliare finché ha la fortuna di avere chi glielo fa capire. Capirà? Certo che capirà, come dovrebbe anche capire che se è diventato sindaco ci è diventato anche per il mio voto, il più importante, com’è il più importante quello di ognuno che lo ha votato. Sono stati in tanti, e tu Ciarapica li devi ascoltare tutti dal primo all’ultimo. Poi passerai ad ascoltare anche chi non ti ha votato, è giusto se fai il sindaco di tutti e non come Corvatta e Silenzi che erano sindaci per loro e gli amici. Ho rifatto il nome di quei due, va beh, e per far capire meglio il concetto. Finisco con una frase del maestro Leonida Rubistein: Siamo tutti sulla stessa barca e tu Ciarapica se non remi a tempo e nella stessa direzione, la barca comincia a girare su se stessa fino a formare un gorgo che ci inghiottira tutti quanti, neanche per far ridere quei due falliti. So che il commento è lungo e che verrà saltato a piè pari, ma a me basta che io lo abbia letto e che sono d’accordo su quello che ho scritto.