Alzheimer, Macerata dà l’esempio:
“Se la città è formata
la normalità è possibile”
PROGETTO - Incontro pubblico per l'iniziativa pilota che vede il capoluogo primo in Italia. La neuropsicologa Cipollari: "Spesso con la diagnosi arriva la reclusione in casa, abbattiamo lo stigma". Il sindaco Carancini: "Diventiamo un modello"


Manuela Berardinelli e Flavio Pagano
di Federica Nardi
“Ogni 3 secondi una persona si ammala di Alzheimer o di una forma di demenza. Ma se la città è pronta quella persona può ancora essere protagonista della sua vita”. Così Susanna Cipollari, neuropsicologa, ha sintetizzato oggi pomeriggio all’Asilo Ricci l’obiettivo di uno dei progetti più ambiziosi di Macerata: diventare la prima in Italia ad essere “città amica della persona con demenza”. È un progetto pilota, portato avanti con determinazione e coraggio da Alzheimer uniti per l’Italia e dall’associazione Familiari Alzheimer Marche (Afam) e con la collaborazione del Comune. Quello di oggi pomeriggio è stato il primo incontro pubblico, ma il lavoro è iniziato da tempo.

Da sinistra Susanna Cipollari e Romano Carancini
“Vogliamo abbattere lo stigma. Molte famiglie ancora non chiedono aiuto. Spesso con la diagnosi arriva la reclusione in casa, alla persona è impedito di andare a messa o a fare la spesa. Ma non è la malattia che lo impedisce – dice Cipollari – è la città. Il rischio di essere derisi al bar o che a messa la persona sbagli i tempi. O che in banca ritiri i soldi e poi li scordi da qualche parte. Ma se chi ha rapporti con il pubblico, se il mondo dei servizi e in generale le persone sono formati, la normalità è possibile”. Ci sono stati “già altri incontri con professionisti di diversi settore, che si sono impegnati a farsi portavoce della necessità di formarsi su questa malattia e di come ci si relaziona con le persone con demenza. Facciamo anche formazione con le famiglie, che ovviamente devono sentirsi sicure ma devono anche essere disposte a far uscire le persone di casa”. Già attivi in piazza Mazzini il centro di ascolto nella sede dell’Ircer e gli appuntamenti di Circolamente, che si tengono ogni martedì e giovedì e che propongono “non terapie- dice Cipollari – ma attività belle e normali, aperte a tutti”. Si canta, si disegna, si crea. L’ultima fase sarà “il progetto scuola – conclude la neuropsicologa – molti bambini hanno un nonno con questa malattia e rischiano di perdere il rapporto”. Presenti all’incontro anche il sindaco Romano Carancini che si è detto orgoglioso del progetto: “Macerata può essere un modello di sviluppo di un tipo di rapporto che prende in carico la fragilità delle persone. Bisogna lavorare molto in questo senso, anche per la comunicazione”. L’assessore ai Servizi sociali Marika Marcolini ha ricordato che “la persona con l’Alzheimer ha il diritto di vivere la propria città e anche di rivolgersi a un ufficio pubblico, per questo il progetto coinvolge anche realtà come l’ufficio tributi”. L’incontro è stato anche l’occasione per presentare il libro “Infinito presente” dello scrittore Flavio Pagano, che parla proprio dell’Alzheimer. Con lui Manuela Berardinelli, in prima linea per il progetto e presidente di Afam: “Macerata è una città accogliente, doveva solo capirlo”. Sul sito del progetto, con un fitto calendario di eventi fino a dicembre, ci sono informazioni utili e contatti. Il calendario verrà aggiornato a gennaio con una programmazione che arriverà fino all’estate.
