Parcella dell’avvocato Berti,
“Al Comune costato 96mila euro”

PORTO RECANATI - Gli esponenti della lista Upp intervengono sulla nota spese presentata dal legale che era stato chiamato dalla giunta Montali ad assistere l'ente in questioni rilevanti come Burchio e Dicearco

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Il comune di Porto Recanati

 

Querelle a palazzo Volpini per la nota spese presentata dall’avvocato Berti, il professionista fortemente voluto dall’amministrazione di Sabrina Montali e condiviso con il comune di Gabicce in un ufficio unico di avvocatura. Il legale ha “staccato” al comune di Porto Recanati un saldo di parcella pari ad oltre 60mila euro. Per la precisione 61.761,00 euro che, sommato agli importi già versati a lui (8.182,00 euro) e al comune di Gabicce (26.277,00 euro ), portano ad un esborso totale per il comune di Porto Recanati di 96.220 euro in appena due anni. Aspra, nei giorni scorsi, la critica del vice sindaco Rosalba Ubaldi nei confronti dell’ex amministrazione Montali, capeggiata dall’allora vice sindaco Lorenzo Riccetti, capogruppo di Upp (Uniti per Porto Recanati). Oggi, Upp, torna sull’argomento e fa un analisi delle questioni legali a Palazzo Volpini. “In soldoni Berti ci è costato 48.110 euro all’anno per circa due anni di lavoro svolto su cause rilevanti (vedi Burchio e Dicearco) con indubbio successo – dice Upp – Facendo il calcolo delle spese relative al 2013 abbiamo appurato che ammontano a 70mila euro annui. Di questi, ben 12.410 euro sono stati pagati per rimborsare le spese legali sostenute dall’allora sindaco Ubaldi e dal consigliere Cingolani per un processo penale a loro carico, conclusosi con l’assoluzione, ed altri 1.258,40 euro per presentare una querela nei confronti di un concittadino che non ha avuto seguito da parte della magistratura. Esaminando le determine abbiamo anche constatato che, successivamente all’interruzione del rapporto di lavoro con Berti e precisamente nei soli mesi di novembre e dicembre 2016, sono state impegnate spese per competenze legali per un totale di 40.177,00 euro”. Upp, poi, punta il dito sul discorso della Coneroblu: “All’avvocato Sanino di Roma, quello che rese il parere per sapere se era possibile riproporre la tanto desiderata variante del Burchio, andranno 8.346,11 euro per l’incarico di rappresentare il Comune nel giudizio di revocazione promosso dalla Coneroblu e per la sola fase finale di altro non meglio precisato ricorso al Tar. Secondo Ubaldi, l’amministrazione Montali avrebbe dovuto ricorrere ad avvocati del territorio usando criteri di selezione più trasparenti. Per l’avvocato Sanino siamo arrivati a Roma e, nell’atto che ne dispone la liquidazione del compenso, non troviamo riferimenti a chi lo abbia incaricato, con quale atto e per quale importo”, chiede il gruppo di Loredana Zoppi.

(Em. Add.)


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