Francesco Moser ad Overtime:
“Scarponi esempio per tutti”

ETICA E SPORT - Il festival omaggia il ciclista marchigiano scomparso lo scorso 22 aprile. Flavio Tranquillo e Nicola Roggero, giornalisti Sky, protagonisti agli Antichi Forni. LE FOTO

- caricamento letture

 

incontro-in-memoria-di-Scarponi-ad-Overtime-Festival-2017-foto-ap-6-650x433

Luca Panichi, Dario Ronzulli, Francesco Moser, Lino Secchi, Marco Pastonesi e Marco Scarponi

 

incontro-in-memoria-di-Scarponi-ad-Overtime-Festival-2017-foto-ap-7-325x217

Francesco Moser

 

di Marco Cencioni

(foto di Andrea Petinari)

Quando una leggenda ricorda un campione. Francesco Moser, il corridore italiano più vincente di sempre, capace di 273 successi in carriera, omaggia Michele Scarponi nella serata in cui Overtime, il festival del racconto e dell’etica sportiva, rende onore al ciclista marchigiano, scomparso lo scorso 22 aprile mentre si stava allenando, travolto da un furgone lungo la provinciale 362 nella sua Filottrano. Proprio lui, nel 2015, tenne a battesimo la kermesse maceratese ideata da Michele Spagnuolo. La rassegna – divenuta punto di riferimento in continuo movimento di un mondo, quello sportivo, di cui esalta i valori innalzandoli al di sopra delle storie e del tempo – ha voluto dedicare una delle sue serate ad uno dei pochi che ha saputo racchiudere nelle sue tante pedalate “il gregario e il campione”, tema dell’edizione 2017, rendendo meno marcate le differenze fra i due termini perché atleta capace di interpretarli con la stessa intensità e passione. 

incontro-in-memoria-di-Scarponi-ad-Overtime-Festival-2017-foto-ap-5-325x217

Marco Pastonesi

Moser: «Ho commentato la sua ultima vittoria (nella prima tappa del Tour of the Alps, gara ciclistica nata dal Giro del Trentino, disputata in Austria da Kufstein ad Innsbruck, ndr), successo al di fuori di ogni pronostico. Chiuse al quarto posto la corsa, il giorno dopo mi dissero che era morto. Non riuscivo a crederci. Al giro d’Italia sarebbe andato da capitano e sono convinto che si sarebbe tolto delle soddisfazioni: nel gruppo lo hanno pianto tutti, perché era un esempio». E lo era, non solo in sella ad una bici. «Scarponi non è morto», ha detto il giornalista della Gazzetta dello Sport Marco Pastonesi, a cui il corridore di Filottrano affidò le sue idee, impressioni e battute per il giro del 2002 contribuendo in maniera fondamentale alla nascita della rubrica sulla “Rosa”, ora divenuta libro, il “Diario del gregario”. Perché il ricordo delle sue gesta sportive, scritte nella storia del ciclismo, si alimenta dell’umanità dell’atleta, «del sorriso di un gregario campione, di un vulcano, della sua straordinaria semplicità che lo rendeva un ciclista antico».

incontro-in-memoria-di-Scarponi-ad-Overtime-Festival-2017-foto-ap-12-650x433

 

incontro-in-memoria-di-Scarponi-ad-Overtime-Festival-2017-foto-ap-11-325x217

Luca Panichi

 

L’esatta dimensione della grandezza dell’uomo, e del vuoto che ha lasciato, emergono al termine del ricordo di Luca Panichi, ex ciclista dilettante rimasto in carrozzina dopo un grave incidente nel ’94. «La serenità che trasmetteva condividendosi, il suo dare cittadinanza agli altri, il riuscire a fare in modo che chiunque ci sia entrato in contatto si sia poi sentito protagonista di sé stesso: questo era Scarponi». Nelle parole di Panichi c’è tutto lo spessore di un ciclista amato dagli sportivi al di fuori dei suoi successi. I cui tratti somatici, quelle rughe che trasudavano fatica dimostrandone la caparbietà, incarnavano «l’essere marchigiano dentro, nell’accezione più nobile possibile del termine contadino» precisa Lino Secchi, presidente regionale Federciclismo, che ha visto nascere, e non solo sportivamente, l’ “Aquila di Filottrano” e che ha esaltato l’omaggio di Overtime perché rispettoso e non basato sulla corsa al ricordo che in tanti dalla sua morte hanno cercato di fare.

incontro-in-memoria-di-Scarponi-ad-Overtime-Festival-2017-foto-ap-8-325x217

Marco Scarponi

Marco Scarponi, il fratello di uno dei pochi campioni che sapeva anche essere gregario, ha ascoltato commosso gli interventi dei protagonisti della serata. Non deve essere stato facile essere lì, su quel palco, gestire l’ondata di ricordi e di sentimenti che gli saranno passati in testa. Lo ha fatto semplicemente, non nascondendo le emozioni, svelando il segreto del successo di Michele e regalando ai presenti una vera propria lezione di vita. «Era talentuoso, ma per diventare professionista ha avuto bisogno di una cosa fondamentale: la famiglia. Che ha creato l’ambiente ideale affinché doti e qualità innate si esprimessero al massimo della potenza. Nessun uomo è un’isola, da soli non si va da nessuna parte. Aveva i nonni che lo accompagnavano agli allenamenti, il padre e la madre che lo seguivano in giro per l’Italia, un paese per cui era un eroe. Ed è diventato campione. Poi, diventato padre, è cresciuto. Prima voleva sempre vincere e non sapeva perdere. Si è trasformato al tal punto dal diventare gregario del suo avversario Nibali. Una scelta da uomo, perché lui aveva già vinto”.

flavio-tranquillo-e-nicola-ruggero-ad-overtime-festival-2017-foto-ap-3-650x433

Dario Ronzulli, Flavio Tranquillo, Nicola Roggero e Luca Leone

 

flavio-tranquillo-e-nicola-ruggero-ad-overtime-festival-2017-foto-ap-7-325x217

Flavio Tranquillo

 

Una giornata, quella di ieri a Overtime, ricca di eventi, vino, basket e grandi personaggi dello sport. Un programma “no limits” che alle 18 ha visto una buona affluenza per la presentazione del progetto “Tiro Libero”, ospiti dell’incontro l’attore Simone Riccioni, il regista del film Alessandro Valori, lo scrittore Jonathan Arpetti e Luca Savoiardi (Comitato Paralimpico), un evento offerto dalla Banca della Provincia di Macerata. A seguire Francesco Moser ha tenuto a battesimo la new entry “Overtime Wine Festival”, con i racconti sportivi “contaminati” dal mondo del vino. Il ciclista ha offerto la possibilità di poter assaggiare i vini della sua “Cantina Moser Trento” per una degustazione guidata dai sommelier di Ais Marche. Favole sul basket e non solo quelle andate in scena alle 20,30 agli Antichi Forni con la eccezionale partecipazione dei noti giornalisti di Sky Sport Flavio Tranquillo e Nicola Roggero. Si è parlato ovviamente di “Gregari & Campioni”, inserendo lo sviluppo del tema nella presentazione di due libri.

flavio-tranquillo-e-nicola-ruggero-ad-overtime-festival-2017-foto-ap-6-325x217

Nicola Roggero

Per Tranquillo (“Basketball r-evolution”, le cinque figure che con una rivoluzione hanno contribuito all’evoluzione della pallacanestro) è un campione «colui che non si limita a essere più forte in senso di performance, ma che influenza il risultato della gara. Un nome è Rolando Blackman, la sua grandezza sta nel dedicare il tempo a stancare l’avversario più forte, come fatto con Djordjevic nella vittoria dello scudetto della Stefanel Milano del ’96, anziché fare più punti possibili per vincere come avrebbe potuto fare», un esempio di gregario è Pete Newell, uno tra i più grandi allenatori di basket di sempre, un vero rivoluzionario. Secondo Roggero (“Caro nemico” è il titolo del suo libro che parla di 12 grandi rivalità nel mondo dello sport) un gregario è un Philip Boit, «un ragazzo kenyano che scelto per gareggiare sullo sci di fondo, in Norvegia, decide di accettare una sfida difficile per lui, si prepara e i suoi avversari anziché deriderlo per le sue capacità discutibili lo applaudono così come tutto il pubblico», un campione è, ad esempio, Usain Bolt, «ragazzo baciato dal talento, ma che ha sempre lavorato tantissimo e con grande serietà per diventare il più grande».

incontro-in-memoria-di-Scarponi-ad-Overtime-Festival-2017-foto-ap-3-650x433

Marco Pastonesi

incontro-in-memoria-di-Scarponi-ad-Overtime-Festival-2017-foto-ap-1-650x433

Lino Secchi

incontro-in-memoria-di-Scarponi-ad-Overtime-Festival-2017-foto-ap-10-650x433

Dario Ronzulli

 

incontro-in-memoria-di-Scarponi-ad-Overtime-Festival-2017-foto-ap-4-650x433

incontro-in-memoria-di-Scarponi-ad-Overtime-Festival-2017-foto-ap-13-650x433

incontro-in-memoria-di-Scarponi-ad-Overtime-Festival-2017-foto-ap-2-650x433

flavio-tranquillo-e-nicola-ruggero-ad-overtime-festival-2017-foto-ap-5-650x433

Luca Leone

flavio-tranquillo-e-nicola-ruggero-ad-overtime-festival-2017-foto-ap-1-650x433

cantina-con-francesco-moser-overtime-festival-2017-foto-ap-5-650x433

Stefano Vegliani, Francesco Moser e Cesare Lapadula durante la degustazione

cantina-con-francesco-moser-overtime-festival-2017-foto-ap-7-650x433

cantina-con-francesco-moser-overtime-festival-2017-foto-ap-4-650x433

cantina-con-francesco-moser-overtime-festival-2017-foto-ap-19-650x433

 

cantina-con-francesco-moser-overtime-festival-2017-foto-ap-17-650x433

cantina-con-francesco-moser-overtime-festival-2017-foto-ap-3-650x433

Michele Spagnuolo

 


© RIPRODUZIONE RISERVATA

Torna alla home page
Quotidiano Online Cronache Maceratesi - P.I. 01760000438 - Registrazione al Tribunale di Macerata n. 575
Direttore Responsabile: Gianluca Ginella. Direttore editoriale: Matteo Zallocco
Responsabilità dei contenuti - Tutto il materiale è coperto da Licenza Creative Commons

Cambia impostazioni privacy

X