Consiglio, passa la mozione sul riuso
Partecipate, no alla cessione
di farmacie e magazzino

CIVITANOVA - Con 13 sì e 11 no l'assise approva la richiesta del consigliere Corvatta emendata ad aprire il centro entro il 30 ottobre. Approvata la revisione straordinaria delle partecipate. Stop alla vendita di farmacia e magazzino

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Il presidente del consiglio Claudio Morresi

 

di Laura Boccanera

Consiglio comunale, a sorpresa passa la mozione presentata da Corvatta sul centro del riuso. Quasi quattro ore di dibattito ieri sera durante la riunione dell’assise comunale che ha discusso e approvato diversi punti all’ordine del giorno. Il consiglio si apre con le comunicazioni da parte del presidente che fornisce informazioni sulla proroga al 30 novembre del termine per la presentazione dei documenti da presentare per la sezione trasparenza del sito con le dichiarazioni dei redditi e poi informa il consiglio sulle presidenze delle commissioni. Presidenti sono stati nominati per la commissione I cultura turismo affari istituzionali, ambiente, sicurezza e attività produttive Maicol Pezzola, per la seconda commissione bilancio finanze e tributi presidente Roberta Belletti, terza commissione attività produttive, pesca, commercio presidente Monia Rossi, IV commissione lavori pubblici presidente Costantino Cavallo, V commissione presidente Piero Croia, VI commissione istruzione e sociale presidente Maria Cristina Ruffini.

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Stefano Mei (m5s)

Il consiglio è poi passato all’analisi delle mozioni: la prima è quella presentata da Stefano Mei del Movimento 5 stelle che chiede alla giunta di istituire la banca del tempo: «È una mozione di carattere politico – spiega il consigliere pentastellato – una proposta di indirizzo politico. Chiedo l’impegno della giunta a istituire la banca del tempo nei tempi e nei modi che riterrà opportuni». L’assessore Barbara Capponi ricorda gli esperimenti già fatti nel passato e poi naufragati e la discussione si protrae sulla strutturazione del servizio. Bocciato un emendamento del consigliere Rossi per rendere più stringente la proposta e attuare la Banca del tempo entro 6 mesi. Alla fine la mozione passa con 22 sì e un no del consigliere Caldaroni e un’astensione (Pezzola).

 

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Marco Poeta e Tommaso Corvatta

Ma la vera sorpresa è l’approvazione della mozione presentata dal consigliere Corvatta sul centro del riuso. Inaugurato dalla precedente amministrazione lo scorso aprile e mai entrato veramente in funzione. L’ex sindaco con la mozione chiede le ragioni della chiusura a iter ormai concluso e sollecita l’impegno ad aprire entro 7 giorni. L’assessore Fausto Troiani polemizza: «avete inaugurato le opere 2, 3 volte, ma senza servizi»  e poi il dirigente spiega che il cambio di giunta e di competenze da Ripari a Guarnieri e poi di nuovo a Ripari ha prodotto uno slittamento. Dopo un incontro col Cosmari e un sopralluogo sono emerse alcune necessità e la data indicata per l’apertura è il 16 ottobre. Il consigliere Ghio presenta un emendamento per rivedere la richiesta di apertura entro 7 giorni e impegnare la giunta ad aprire entro il 30 ottobre. L’assessore Troiani ribadisce che l’impegno ad aprire c’è: «apriremo quando è pronto, ma ciò che gli altri non sono riusciti a fare in 8 10 mesi, io lo deve fare in 2 mesi. Non capisco il senso di questa mozione». La maggioranza si spacca: 6 consiglieri della maggioranza votano a favore della mozione che passa con 13 sì e 11 no. Tra loro Francesco Caldaroni, Monia Rossi, Maicol Pezzola, Paolo Nori, Flavio Rogani e il presidente del consiglio Claudio Morresi. Un voto che non avrebbe una motivazione di spaccatura politica secondo Morresi: «ho votato sì perchè con l’emendamento di Ghio sembravamo tutti d’accordo. Anche l’assessore ha detto che il centro avrebbe aperto entro metà ottobre, non ha lasciato intendere una volontà differente, perchè votare contrari» – dice Morresi. Dello stesso avviso anche Maicol Pezzola della Lega: «ho votato sì perchè da parte di Troiani c’era comunque la volontà di aprire il centro del riuso entro metà ottobre e con l’emendamento di Ghio che secondo me è stato costruttivo la proposta poteva essere accolta. E’ una proposta che non andava contro la volontà della maggioranza e che fa il bene della città, per cui come Lega non votiamo contro a prescindere».

In votazione ieri sera anche la revisione straordinaria delle aziende partecipate, un decreto legislativo dello scorso 16 giugno. La novità è rappresentata dall’indirizzo della giunta di rinunciare alla vendita di una farmacia e del magazzino. Incognita sulla Civita.s dove nella relazione, letta da Roberta Belletti, presidente della commissione bilancio e partecipate, si spiega che è necessario o inglobare la municipalizzata nell’Atac o incrementare i servizi per arrivare ad un milione di euro di fatturato, requisito necessario da raggiungere nel 2020. Su Gas Marca il dirigente Passarelli ribadisce che la vendita della società è stata necessaria per legge e che le attività di Gas Marca sono nel libero mercato e non è attività funzionale all’Ente. Critico Stefano Mei: «per anni il centrodestra andava dicendo che si poteva non vendere e ora approva un piano di riordino in cui si dice che ha seguito la legge?» Alla fine la revisione passa con 17 sì e 7 no.


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