Strade danneggiate dal sisma, i sindaci:
“Senza viabilità non c’è ricostruzione”
L’Anas: “Chiarire competenze regionali”

IL PUNTO oggi in Provincia con i primi cittadini del cratere. Per riaprire parzialmente la Valnerina almeno altri 40 giorni di tempo. Tra i problemi il fatto che la società viene contattata anche per sopralluoghi di cui dovrebbe occuparsi la Regione: "siamo costretti a girare le pratiche ad altri uffici, da qui alcuni ritardi"

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Alcuni dei sindaci presenti oggi alla riunione in Provincia

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di Mauro Giustozzi

(foto di Fabio Falcioni)

La partenza del terzo stralcio di interventi di ripristino sulle strade comunali assieme al bilancio dei primi due interventi che hanno riguardato le arterie statali e provinciali. L’occasione per l’ennesimo confronto tra i sindaci del cratere sismico ed i rappresentanti di enti ed istituzioni che devono guidare la ricostruzione che deve inevitabilmente partire dalle strade, dalla viabilità che resta ancora una criticità ad oltre un anno dalla prima scossa del 24 agosto. Non sono mancati momenti di polemica e di accuse da parte di alcuni sindaci del territorio, ma alla fine si è convenuto che la concertazione, la maggiore vicinanza tra chi deve essere attore della ricostruzione e chi su quei territori ci vive tutti i giorni, conoscendone le problematiche, può essere l’unica strada da percorrere per cercare di velocizzare la ripartenza post sisma.

Tra le arterie più importanti chiuse sul nostro territorio c’è sicuramente la Sp 209 della Valnerina. Tre i cantieri al lavoro sui 6 km di frana dallo scorso 17 agosto: i responsabili dell’Anas tenteranno una riapertura provvisoria al traffico nel giro di una quarantina di giorni, meteo ed inconvenienti permettendo, mentre per il ritorno ad una completa viabilità i tempi saranno inevitabilmente di molto più lunghi. A fare gli onori di casa ai primi cittadini arrivati nella sala consiliare della Provincia, il presidente Antonio Pettinari, al cui fianco si sono seduti l’ingegnere Fulvio Soccodato, responsabile manutenzione straordinaria di Anas incaricato di seguire gli interventi nel cratere sismico, il dirigente del Ministero delle Infrastrutture, Andrea Capuani ed i rappresentanti nazionali e regionali della Protezione civile, incarnati da Giovanni Rainordi e Pierpaolo Tiberi.

Provincia_FondiStrade_Pettiari_FF-2-325x217PROBLEMI DI COMPETENZA – “E’ un territorio devastato dal terremoto, ripristinare e ammodernare i collegamenti è essenziale per poter parlare di ricostruzione” ha sottolineato proprio il presidente Pettinari aprendo i lavori. Fulvio Soccodato ha poi snocciolato sia i dati che riguardano i primi due stralci di interventi per il ripristino della viabilità, che hanno riguardato le strade statali, regionali e provinciali dell’intero cratere sismico, con riferimento in particolare a quelle maceratesi. Rimarcando, però, anche una criticità che sta portando all’allungamento delle tempistiche dei sopralluoghi. “I nostri interventi –ha detto il responsabile del soggetto attuatore Anas- sulle strade avvengono per i danni diretti provocati dal terremoto. Quindi riapertura strade, ripristino arterie, messa in sicurezza. Non riguardano, invece, la manutenzione o il miglioramento delle stesse che attiene alla Regione. Ecco, sotto questo aspetto segnaliamo dei ritardi dovuti al fatto che, in molti casi, veniamo chiamati ad effettuare sopralluoghi in casi che non riguardano il nostro intervento diretto. Per cui siamo costretti a girare le pratiche ad altri uffici che poi si dovranno mettere in contatto con la Regione”.

NUMERI E COSTO DEGLI INTERVENTI- Dal punto di vista dei numeri il primo stralcio di interventi finora approvati hanno portato ad un 70% di utilizzo della spesa totale di 270 milioni mentre per il secondo stralcio degli 85 milioni disponibili ne sono stati utilizzati il 25%. Complessivamente i progetti esecutivi totali dei primi due stralci sono 146 pari al 62% del totale, con 100 milioni che sono stati destinati alle Marche. Il terzo stralcio di opere riguarderà le strade comunali. Su 11 milioni 930 mila euro stanziati per la nostra regione, in provincia ne sono stati destinati 10 milioni 627 mila. I comuni del maceratese che saranno interessati da lavori nelle proprie strade comunali sono Fiuminata, Matelica, Ripe San Ginesio, Sarnano, Tolentino, Treia, Urbisaglia e Valfornace. L’invito dei vertici Anas ai sindaci è stato quello di cercare di indirizzare esattamente all’ente preposto, dunque ufficio della Ricostruzione o Regione, le pratiche: incombenza, però, non facile per i primi cittadini che già debbono affrontare e vivere il quotidiano in costante emergenza da più di un anno. Al punto che, diverse voci critiche si sono alzate dalla platea dei primi cittadini.

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Filippo Saltamartini, sindaco di Cingoli

LE RICHIESTE – Tra questi quella del sindaco di Cingoli, Filippo Saltamartini, che ha chiesto una pubblica assemblea con i ministri Del Rio e il vice ministro Morando assieme al presidente della Regione Cerescioli per comprendere veramente chi deve fare e che cosa deve soprattutto fare. I sindaci di Muccia e Fiuminata hanno sollevato dubbi sulla realizzazione della Pedemontana, subito rassicurati dal presidente della Provincia, Pettinari, che ha ribadito come i finanziamenti ci siano per completare l’intera intervalliva. Alcuni primi cittadini, tra cui Capponi di Treia e Gentilucci di Pieve Torina hanno chiesto con forza che i soldi anticipati dai bilanci comunali per interventi straordinari dovuti al sisma siano rimborsati rapidamente ed integralmente (al momento viene restituito subito il 70% ed il rimanente solo dopo un lungo iter). Tutti i sindaci, però, con Giuseppetti di Caldarola in testa, hanno chiesto con forza che si metta mano fortemente sulla viabilità, grande e piccola della provincia, senza la quale non potrà mai partire una vera e propria ricostruzione dell’entroterra maceratese.

 

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Cristina Gentili, sindaco di Bolognola


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