Camperisti in gita nella zona rossa,
scoppia la polemica a Camerino:
“No al turismo macabro”
IL CASO - Il sindaco Pasqui ha annunciato la Festa del Plein Air per il 30 settembre, con visite guidate in centro. Raffica di commenti contrari: "Magari dopo potreste impegnarvi anche a far entrare tecnici e ditte per le messe in sicurezza". Intanto l'opposizione chiede la convocazione di un consiglio comunale aperto sul terremoto "per ovviare alla mancanza totale di informazione nei confronti della popolazione"

Un’immagine del centro dello scorso maggio

Il sindaco Pasqui con la polizia municipale e gli alpini che hanno presidiato la zona rossa per quasi un anno
Festa del Plein Air a Camerino il 30 settembre, con giro turistico per quaranta camperisti: è polemica. L’annuncio, fatto ieri sera dal sindaco Gianluca Pasqui, sul suo profilo Facebook, ha suscitato un vespaio, finendo anche sul Corriere della Sera. L’evento, a cui Camerino ha aderito ogni anno, è inserito nelle iniziative dei paesi Bandiera Arancione del Touring Club. “Per l’occasione raggiungeranno la nostra città decine e decine di persone a bordo dei loro camper – scrive Pasqui – Il nostro centro storico, purtroppo, porta ancora evidenti i segni del terremoto dello scorso anno e proprio per questa ragione si è deciso di proporre a un ristretto numero di camperisti che raggiungeranno Camerino, un massimo di 40 per la precisione, una visita alla zona rossa per poter consentire loro di rendersi conto dal vivo e con i propri occhi della devastazione causata dal sisma”. Così nasce la volontà del giro turistico nella zona rossa, continua il sindaco: “Siamo infatti convinti che, all’esterno delle zone colpite, non sempre ci sia la vera percezione di quanto accaduto nei nostri territori. Questa è un’occasione per mostrare le ferite ancora aperte della nostra terra e far capire quanto ci sia ancora da fare e da lavorare per ripartire. Ci auguriamo, quindi, che tantissimi camperisti raggiungano Camerino il 30 settembre per una giornata da vivere insieme nel segno dell’ospitalità. Augurio che estendiamo anche per la domenica successiva: in programma c’è infatti il tour guidato delle nostre bellezze fuori il centro storico, a dimostrazione che questo territorio ha ancora tanto da offrire”.

Il post del sindaco
I COMMENTI – I cittadini che hanno la casa in zona rossa, hanno aperto un vivace dibattito sull’idea del sindaco. “, poiché i proprietari delle case in centro desidererebbero verder sbloccata una situazione che da troppo tempo è paralizzata nonostante i vari cronoprogrammi”, scrive Sara. Non condivide il turismo delle macerie Francesco: “Sindaco le ricordo che il paziente è malato. Grave. Anziché mandare medici e infermieri, mandiamo turisti i quali sono già ben a conoscenza della malattia e nessuno trarrebbe giovamento, dal fatto che ne toccassero con mano le piaghe. Le ricordo altresì che il malato non è stato messo in sicurezza, e se starnutisse potrebbe fare molto male. Confido nel suo buon senso affinché ci si possa ravvedere da questa decisione scellerata. Concordo che il territorio ha molto da offrire e da valorizzare e su questo punterei con forza”. Nemmeno Antonella comprende la scelta: “Percepire e raccontare i danni materiali, e non solo quelli, del terremoto è un’impresa assai ardua. Non condivido questo turismo macabro, lo trovo di pessimo gusto. Ma a questo punto sindaco le pongo la seguente domanda: una volta che i quaranta turisti si saranno resi conto della tragica realtà, quale vantaggio ne trarrá Camerino?”. Nel dibattito c’è chi sostiene la necessità di far toccare con mano la situazione del centro storico, come Maurizio: “Se non vivi a Camerino, e arrivi nella nostra cittadina solo per una fugace gita domenicale, non ti fai una idea di cosa è accaduto, della portata tremenda del dramma. Se non vedi il centro storico, e se non comprendi che è inaccessibile, che i giovani non possono più farsi una “vasca” per il Corso, che gli anziani non possono fare più due chiacchiere al tavolo di un bar, che i commercianti prima avevano negozi dignitosi posti sulla via di maggior passeggio, non ti farai mai una idea corretta di cosa è successo”. Secondo Nancy “dall’ esterno non si percepisce il dramma perché fuori dalle mura sembra tutto ok. Chi visita, parlo di persone comuni, possono anche loro fare molto. Tanti hanno deciso di fare delle donazioni alle associazioni, o hanno portato aiuti ad agricoltori ed allevatori, e nel loro piccolo hanno contribuito a migliorare l’ informazione laddove la tv non era stata efficente”.

Pietro Tapanelli
Le parole di Elisabetta, incarnano il sentire di chi viveva quelle vie ed ora non può più andarci: “Trovo di cattivo gusto entrare in zona rossa in questa particolare situazione. Oggi per poter rivedere il “mio” centro, ho percorso via Cisterna e via Betti fin dove possibile. Già Porta Caterina Cybo può dare l’idea di cosa è avvenuto, come pure il silenzio di quella zona ora praticabile – scrive la donna – noi residenti del centro che sentiamo di non avere un futuro nella nostra città, noi che abbiamo investito per viverla, affrontando anche i piccoli problemi quotidiani che un centro storico può dare, francamente ci sentiamo dispiaciuti dalla curiosità di chi, poi se ne tornerà a casa sua tranquillo. È un mio punto di vista, che paragono paradossalmente a certi spettacoli ad ogni costo, dove ad essere esposto è il mostro di turno. Noi, dopo un recupero, torniamo a casa col groppo alla gola e abbiamo bisogno di comprensione e rispetto”. In merito alla zona rossa a seguito della fine dei lavori a San Domenico, è stata riaperta al transito piazza dei Costanti (leggi l’articolo). Per quanto riguarda invece la gestione del post terremoto i consiglieri di opposizione del gruppo Comunità e territorio e l’indipendente Pietro Tapanelli, hanno chiesto la convocazione del “consiglio comunale aperto al fine di discutere con spirito costruttivo importanti problematiche della nostra città e ovviare alla mancanza totale di informazione da parte del sindaco e della sua giunta nei confronti della popolazione”. All’ordine del giorno interrogazioni sul centro commerciale a San Paolo, l’incarico a Cucinella, la messa in sicurezza del centro storico, le fast, la nuova scuola, i lavori a Santa Maria in via.
«Camerino è audace, stravagante, eccentrica, bizzarra, essenzialmente surreale… Camerino c’est le surréalisme en plein air.»
(Salvador Daqui)