Sisma, la ricetta per ripartire:
“Solidarietà, partecipazione e ricerca”
PIEVE TORINA - “Terremoto un anno dopo” è stato il tema dell'incontro a cui hanno partecipato tra gli altri il deputato dem Piergiorgio Carrescia e il senatore Mario Morgoni. Il presidente del Consiglio regionale ha fatto il punto sulle direttrici da seguire. A seguire due tavole rotonde, il segretario della Cisl Ferracuti: "Per trasformare il sisma in una opportunità di rigenerazione vanno superati i particolarismi e pensare al territorio"

“Terremoto un anno dopo, cosa va, cosa non va, cosa c’è da fare”, è stato il tema del partecipatissimo incontro che si è tenuto stamattina a Pieve Torina, organizzato dalle associazioni “Adesso Marche” e “Cittadini in cammino”. Hanno partecipato il deputato Piergiorgio Carrescia, il senatore Mario Morgoni, diversi rappresentanti degli ordini e categorie produttive, per parlare di ricostruzione e rilancio economico dei territori colpiti dal sisma. In apertura il sindaco di Pieve Torina Alessandro Gentilucci ha evidenziato i problemi di una zona montana che già prima del sisma evidenziava preoccupanti criticità a livello economico, invitando a fare il possibile per far ripartire l’economia locale ed affrontando di petto il problema dello spopolamento. Ad introdurre i temi è stato l’onorevole Carrescia. Il presidente del consiglio regionale Antonio Mastrovincenzo ha spiegato come l’assemblea legislativa regionale si sta muovendo. “La prima direttrice – ha detto – è la solidarietà, che ha visto i consigli regionali italiani attivarsi in una raccolta fondi che ha superato il milione di euro. Li abbiamo destinati ai comuni di Ussita, Visso e Castelsantangelo che decideranno come impegnarli. La seconda pista è quella della partecipazione: il Consiglio, a maggio, ha infatti approvato all’unanimità una risoluzione in cui impegna la giunta alla stipula di un patto per lo sviluppo sottoscritto da istituzioni, enti locali, parti sociali. Il terzo impegno assunto si muove sul terreno della ricerca e vede il coinvolgimento dei quattro atenei marchigiani che stanno lavorando nello studio di nuovi sentieri di sviluppo per la rinascita di questi territori. Gli esiti di questa ricerca dovranno essere alla base delle azioni che l’assemblea legislativa e il governo regionale concretizzeranno in futuro a favore delle zone colpite dal sisma”.

Sono seguite le due tavole rotonde programmate. La prima su: “Ricostruire il territorio con Maurizio Paulini presidente dell’ordine degli ingegneri di Macerata, Silvano Rossini urbanista, Gianni Niccolò di Confindustria Macerata, Osvaldo Messi sindaco di Appignano, Mauro Falcucci sindaco di Castelsantangelo. La seconda su: “Rilanciare l’economia” con Pietro Marcolini, presidente Istao, Giorgio Menichelli di Confartigianato Marche, Giorgio Ligliani presidente Cna Macerata, Flavio Corradini rettore Unicam, Marco Ferracuti segretario regionale Cisl Marche, Massimiliano Polacco direttore Confcommercio Marche, Giordano Nasini di Coldiretti Marche. Tra le criticità evidenziate dai tecnici presenti le difficoltà burocratiche nella presentazione dei progetti, per cui il personale dell’ufficio speciale per la ricostruzione valuta la conformità delle pratiche. Si allungano i tempi per la mancanza di un centro decisionale che si assuma rapidamente responsabilità necessarie ad accelerare la ricostruzione. E’ stato fatto il paragone con l’Umbria, che pur avendo meno danni, che sta procedendo più celermente nella presentazione delle pratiche, tanto da far presagire un tempo di pochi anni per la ricostruzione, mentre per le Marche, anche visto il livello dei danni, si parla di almeno dieci, quindici anni. Il sindaco di Castelsantangelo Mauro Falcucci ha chiesto di dare più potere ai sindaci, legando ai centri più danneggiati una specifica normativa, secondo il livello di danno, spiegando come non tutti debbano avere la stessa priorità. Gianni Corvatta dell’Arpam ha approfondito la situazione della gestione delle macerie.

Pietro Marcolini, presidente Istao, ha avvertito della necessità di non usare le risorse straordinarie per il terremoto, destinate a progetti aggiuntivi e di sviluppo, per progetti ed iniziative che andavano portati avanti in modo ordinario. Evidenziata sia da lui che dal senatore Mario Morgoni, la mancanza di un ente intermedio, come la Provincia che si possa fare aggregatore delle istanze dei Comuni, piccoli e frammentati, nei confronti della Regione che ha un compito di programmazione generale. Marco Ferracuti della Cisl ha spiegato: “Occorre convogliare le tante idee e energie in un patto per lo sviluppo condiviso. Serve lavoro, scuole di qualità, servizi pubblici gestiti in modo integrato, nuove infrastrutture, valorizzazione del territorio, maggiori collegamenti tramite il trasporto pubblico. Per trasformare il sisma in una opportunità di rigenerazione – ha aggiunto – vanno superati i particolarismi e pensare al territorio. Una situazione straordinaria non può essere affrontata in modo ordinario”. Sul fronte delle categorie produttive, è stato proposto per le imprese della Provincia di Macerata un canale attraverso cui abbiano la possibilità di lavorare nella ricostruzione post terremoto pubblica e privata. Il rettore Unicam Flavio Corradini ha ricordato tutti gli ostacoli burocratici incontrati per la progettazione e la realizzazione del nuovo campus donato dalle province autonome di Trento e Bolzano, invitando chi di dovere ad essere più coraggioso nell’assunzione delle proprie responsabilità. Morgoni con il suo intervento ha concluso la mattinata.
Ma cominciate a costruire in muratura e naturalmente antisismica. Ma non vedete che siete voi politici e burocrati che rallentate tutto, ma fate decidere ai cittadini e poi voi fate pagare il conto allo stato con i soldi che poi anche dei terremotati sono. Che c…o state a fare punti, tavoli, progetti ed altre perdite di tempo. Costruire, subito, riportare il lavoro ed il turismo che da quelle parti ci vivono pure. Andate a chiacchierare in qualche Bar lontani dalle zone terremotati e fatevi sostituire da gente che sa quello che vuole, quello che c’è da fare a cominciare da subito. Fate venire ingegneri, geometri, architetti, muratori e lasciate a loro fare il punto, costruire senza perdere tempo e a cominciare dalle cose più urgente tenendo presente un disegno collettivo. Se proprio volete rendervi utili, andate a mettervi in tuta e cominciate a spalare. Non c’è bisogno di Errani, De Micheli per ricostruire, ma di persone intelligenti che conoscono il loro lavoro e che si applichino subito senza tante chiacchiere. Questi ancora a chiacchiere ricostruiscono. Qui si deve cominciare a parlare di mesi non di anni.
La presidente della palla a volo ci mandano per la ricostruzione, specialista in pomodori, dalla coltura al fallimento, con esperienza politica maturata nel Pd, che ha TERREMOTATO LO STATO SOCIALE E LO STATO ITALIANO CHE CI STA PORTANDO SULL’ORLO DELLA TENUTA DELLA DEMOCRAZIA COME DICE MINNITI E CHE HA LA PRESUNZIONE DI AVER RIDOTTO GLI SBARCHI ( LO VEDREMO ), CHE SPENDE MILIARDI PER MIGRANTI CHE VENGONO A VILLEGGIARE IN ITALIA, CHE CI RUBANO LE CASE MENTRE GLI ITALIANI VENGONO SFRATTATI. MA VERGOGNATEVI, CIALTRONI.