Il miracolo Svila:
più dipendenti e fatturato
nonostante il terremoto

VISSO - La soddisfazione dell'ad Maurizio Crea: 'La crescita continua, speriamo finisca presto la spola dei nostri dipendenti con la consegna delle casette. L'acqua di questi monti l'ingrediente in più del successo'
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Maurizio Crea

 

di Gabriele Censi

Un miracolo di montagna, che si spiega con la grande capacità manageriale ma anche con la ricchezza specifica di Visso e dintorni: acqua e aria che contribuiscono a rendere unici i prodotti della Svila srl, un’azienda che ha rischiato di essere messa in ginocchio dal sisma e oggi presenta numeri che fanno sperare una intera comunità. Dipendenti e fatturato in crescita per l’azienda che dal 1974 produce ed esporta in tutto il mondo pizze, calzoni e focacce surgelati: oggi la società ha 160 dipendenti (135 nel 2016) e si appresta a chiudere l’anno con un fatturato di circa 19,5 milioni di euro (18 milioni nel 2016), in crescita per il quinto anno consecutivo.

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Il direttore di produzione Mauro Parretti

“E nel 2017 il trend positivo prosegue – ci dice l’ad Maurizio Crea – abbiamo iniziato la ricostruzione da subito, ci siamo messi all’opera dopo i danni di fine ottobre (600 mila euro) per il crollo di 3.800 metri quadri di controsoffitto. Un mese di fermo che ci è costato circa un milione di euro, ma i clienti ci hanno aspettato e oggi siamo contenti  del nostro lavoro, la proprietà ha fatto imporanti investimenti. Unico rammarico per i nostri dipendenti che ancora debbono arrivare in azienda con le navette (alle 4 del mattino per essere qui al primo turno delle 6). Speriamo siano pronte a breve le casette”.

Un successo che si basa su un consolidamento nel mercato interno con importanti soggetti della grande distribuzione come Ipercoop, Sma e Auchan e l’esplosione del mercato internazionale con al primo posto gli Usa: “In Inghilterra abbiamo ricevuto un prestigioso premio per l’innovazione della pizza. Facciamo pizze tenendo conto dei gusti dei diversi mercati. Manteniamo – spiega Crea – però una lavorazione semiartigianale con una lievitazione di 48 ore. Oltre a questo il qualcosa in più è l’acqua, quella delle sorgenti di montagna: potremmo dire, forzando un pò, che facciamo la pizza con l’acqua minerale, forse unici al mondo”.

 

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