Quando comincia la vecchiaia?
Dipende da come ci sentiamo

RUBRICHE - Gli ottant’anni non sono uguali per tutti, a questa età si può essere ancora “campioni” come Giulia Perugini
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liuti

 

di Giancarlo Liuti

Tempo fa ai pochi o molti che anche allora avevano la pazienza di leggermi chiesi a quale età, secondo loro, si entra nella vecchiaia e le risposte furono le più diverse: a cinquant’anni, dissero i pessimisti, a novanta fu il parere degli ottimisti, mentre i possibilisti se la cavarono con un più disimpegnato “dipende”. Da che cosa? Beh, da come uno si sente nel corpo e nello spirito. In generale, comunque, gli ottant’anni erano collocati in piena zona vecchiaia. C’erano eccezioni? Non tante, ma c’erano. Invece oggi, grazie anche ai progressi della medicina, le eccezioni cessano man mano di essere tali e cominciano a entrare nella quasi normalità. Attenzione, però. Anche se non è proprio vecchiaia, superare gli ottant’anni le sta comunque a due passi, le gambe non sono più quelle di prima e la memoria comincia a perdere colpi.

I dati dell’Istat confermano che la società italiana è sempre più vecchia, sia perché nascono meno bambini sia perché si muore più tardi. Ecco: morire più tardi. E’ un vantaggio rispetto al passato? Forse sì, per la maggiore saggezza che deriva da esperienze durate più a lungo. E’ uno svantaggio? Forse sì, per il calo di energia fisica e intellettuale con cui si fanno le cose. Ma, gira gira, sono secoli e secoli che dopo una fase mediana di stabilità la nostra vita passa dal leggero della giovinezza al pesante dell’età avanzata. Niente di nuovo sotto il sole, insomma. Sciocco io, allora, che credo di avere scoperto l’ovvio.

Perugini

Giulia Perugini

Ma torniamo alle eccezioni e scegliamone una in particolare, quella di Giulia Perugini, che nata a Macerata nel 1936 ha festeggiato proprio in questi giorni il suo ottantunesimo compleanno. Vecchia? Glielo si potrebbe dire, il tempo corre e impone i propri dazi . Ma dirle “vecchia” sarebbe un errore, perché, da eterna atleta qual è, ha vinto due settimane fa la gara internazionale di salto in alto – categoria “over 81”, con la misura di 0,90 – disputatasi al “Continental Master” di Aarhus in Danimarca. Essendo già stata campionessa mondiale “indoor” nel 2005 a Sindelfingen, in Germania, e campionessa europea nel 2013 a San Sebastian, in Spagna, è ormai chiamata la “Signora dell’Alto” in tutta Europa. Io la conosco bene, avendo entrambi fatto sport parecchi anni fa nella Sef di Macerata, e di lei ho sempre ammirato l’allegra, spensierata, giuliva passione per l’anticonformismo. E adesso che a ottantun’anni suonati ci dà lezioni di gioventù , alla mia ammirazione si aggiunge una buona dose di amichevole invidia.

Giulia Perugini “la signora dell’Alto”: campionessa europea a 81 anni



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