Razzismo sul bus, il dipendente:
“Chiedo scusa, ho sbagliato
Pronto a incontrare lo studente”

DISCRIMINAZIONE - L'addetto alla biglietteria della Contram: "Non è tutta colpa mia, sono stato provocato"
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Martin

Narcisse Martin Lekemo

 

«Chiedo scusa, ho sbagliato anche se sono stato provocato. Sono pronto a presentare le scuse personalmente allo studente». Così il dipendente della Contram che il 21 luglio avrebbe aggredito e insultato uno studente dell’università di Camerino, originario del Camerun (leggi l’articolo). L’episodio è avvenuto su di un bus di linea dell’azienda. La Contram ha sospeso il suo dipendente. Che ha chiesto scusa alla sua azienda e si dice pronto ad incontrare lo studente, Narcisse Martin Lekemo. «Mi rendo conto di avere sbagliato, però quello che nessuno ha scritto e nessuno ha detto è che sono stato provocato. Dovevo non vedere e non sentire, invece sono caduto nella trappola della provocazione. Ho chiesto scusa all’azienda, dell’atto, anche se non è tutta colpa mia». Il dipendente, che lavora alla biglietteria, ribadisce: «ho sbagliato e mi scuso. Sono pronto a incontrare questa persona e a chiedergli scusa personalmente. Sono 22 anni che lavoro alla Contram e non ho mai creato problemi a nessuno». Secondo la ricostruzione fatta dai carabinieri della stazione di Caldarola della vicenda, il dipendente della Contram aveva chiesto allo studente e ad un suo amico di vedere il biglietto, pur non avendone titolo. Lekemo alla fine glielo aveva mostra e il bigliettaio lo avrebbe strappato. Poi ci sarebbero stati insulti a sfondo razziale, come «Tornatene in Africa» e altri anche peggiori. Lo studente aveva poi chiamato i carabinieri che, una volta raggiunto l’autobus a Belforte, avevano sentito i testimoni dell’accaduto. Il caso era stato segnalato dal Garante dei diritti delle Marche, Andrea Nobili.

(Gian. Gin.)



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