Assemblea Cna,
Ligliani verso la conferma:
“Dopo il sisma serve concretezza”
IMPRESA - L'appello del presidente uscente in vista dell'assise di venerdì e sabato all'hotel Grassetti: "Serve l'input della politica, chi non è adeguato si faccia da parte". Domani la decisione sul ricorso al Tar contro la camera di commercio unica

Giorgio Ligliani e Luciano Ramadori

di Gabriele Censi
(foto di Lucrezia Benfatto)
Sarà ancora Giorgio Ligliani a guidare la Cna Provinciale per i prossimi 4 anni. La sua candidatura unitaria sarà presentata all’assemblea elettiva di venerdì e sabato prossimi all’hotel Grassetti di Corridonia. “Connessi al cambiamento” è il titolo della due giorni che avrà la presenza del segretario nazionale Sergio Silvestrini (venerdì 10 con Ligliani e il presidente del Consiglio regionale Antonio Mastrovincenzo). La mattinata di sabato sarà dedicata ad una tavola rotonda sul tema “Prospettive del territorio maceratese dopo il terremoto”. Ospiti i parlamentari Irene Manzi, Lara Ricciatti e Piergiorgio Carrescia, il presidente della Provincia Antonio Pettinari, l’assessore regionale Angelo Sciapichetti, il direttore provinciale Inps Ludovica Lignini, il segretario Cgil Daniel Taddei, i docenti Massimo Sargolini di Unicam e Eleonora Cutrini di Unimc. Coordina Piergiuseppe Vissani e interviene il direttore Cna Luciano Ramadori.
“La scelta di quattro anni fa – ha detto Ligliani – era stata fatta per riorganizzare la struttura, in modo da renderla autonoma economicamente e dare risposte concrete agli associati. Da imprenditore mi chiedo come mai non si riesce ancora a dare priorità ai prodotti locali, al made in Italy. Usando l’innovazione dobbiamo fare ciò che sappiamo fare meglio. Un altro tema importante è l’abusivismo, soprattutto nel settore del benessere. C’è una distanza tra impresa e organi di controllo che stiamo cercando di superare. Abbiamo stipulato dei protocolli con la prefettura anche per la sicurezza, altra problematica rilevante per cittadini e imprese”. Con il terremoto si sono accentuate le difficoltà del Maceratese. “E’ il territorio più colpito – continua Ligliani – ma quello meno citato dai media nazionali. Anche perchè manca l’input della politica regionale, serve più concretezza. Senza progetti concreti e condivisi la conseguenza è che le imprese moriranno. La situazione è complicata, una sfida per i politici, chi non è adeguato deve fare un passo indietro”.
Il direttore Luciano Ramadori ricorda i numeri del sistema Cna Macerata con 70 dipendenti, 3384 imprese e 2774 persone associate, dieci sedi tutte operative (anche quelle nel cratere). Le tappe di avvicinamento all’assise di venerdì e sabato hanno scelto i delegati con 12 assemblee di categoria e due dei gruppi pensionati e impresa donna, più dieci assemblee zonali. “I problemi per le imprese e i comuni sono anche la conseguenza dello svuotamento della Provincia, un soggetto con cui avevamo rapporti quotidiani. La riorganizzazione senza alcuna analisi non ha prodotto effetti positivi”. Altro tema scottante quello della Camera di commercio: “La scelta della camera unica regionale si aggiunge ad un disegno che ne aveva già limitato l’operatività con la riduzione dei contributi”. “I costi saranno gli stessi che con due camere – aggiunge Ligliani -, mi chiedo se l’obiettivo non sia solo spostare il patrimonio e le risorse degli imprenditori maceratesi verso Ancona”. Domani la decisione sul ricorso al Tar da parte di Macerata contro la scelta della camera unica, l’indicazione della Cna traspare chiaramente favorevole dalle parole dei due dirigenti: “Siamo stati i primi a votare senza tentennamenti per le due camere”

