Campus alle Casermette:
via libera del Consiglio

MACERATA - La delibera per il nuovo polo in cui sorgeranno Alighieri e Mestica passa con l'appoggio dei 4 consiglieri dell'opposizione Andrea Marchiori, Deborah Pantana, Francesco Luciani e Alessandro Savi. Il sindaco: "Astenersi su questo vuol dire essere ignavi"
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Il sindaco Romano Carancini con gli assessori Marika Marcolini, Paola Casoni e Marco Caldarelli oggi in Consiglio comunale

 

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Il primo cittadino ha replicato alle critiche sulla delibera per il nuovo campus alle Casermette

di Claudio Ricci

(Foto di Lucrezia Benfatto)

“Astenersi su questa delibera vuol dire essere ignavi, non prendersi la responsabilità. Se tutti ci astenessimo che risposta avrebbero la città, le famiglie gli studenti che oggi vivono in condizioni di disagio”. Rosicchia voti anche nelle file dell’opposizione il sindaco Romano Carancini nella sua arringa sul nuovo polo alle Casermette. Alla fine la delibera per la costruzione di un nuovo campus in sostituzione della Dante Alighieri e della Enrico Mestica passa con 23 voti a favore. Con la maggioranza sostenuta anche dalla fiducia di Andrea Marchiori e Deborah Pantana di Forza Italia, di Francesco Luciani di Idea Macerata e di Alessandro Savi di Macerata Capoluogo. Astenuti il capogruppo di Fi Riccardo Sacchi, i 5Stelle Carla Messi e Roberto Cherubini e Anna Menghi. “La realtà è che non si è compresa la missione di questa delibera – ha sottolineato il primo cittadino – E’ un fatto storico di cui siamo soddisfatti perché lì andranno 800 alunni, le loro famiglie, il personale scolastico e sarà un beneficio per la tutta la città”. Alla maggioranza ricorda che l’iter è ancora lungo: “Ora testa bassa perché dobbiamo andare avanti in questo cammino. E’ un voto di grande impegno per la soddisfazione della città. Una città che ha vissuto di nanismo per tanti anni ma ora abbiamo rimosso il cartello vietato sognare”.

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I banchi dell’opposizione

Mirate le repliche alle critiche ricevute nella seduta di ieri dall’opposizione (leggi l’articolo): “A Mosca voglio dire che non c’è niente di dovuto in questo atto. Avremmo potuto fare scelte diverse, come costruire aree che sono già di proprietà comunale senza investire 3 milioni di euro. E’ stato scelto un modello scolastico, accorpando due istituti in un campus. Avremmo potuto trovare un posto fuori città e non avremmo avuto problemi di mobilità. Questo voto trasforma l’emergenza in pianificazione”. Al M5s: “Siete un gruppo che spesso sfugge dal senso di responsabilità. Ma chi si astiene non dice cosa fare a quegli 800 studenti e relative famiglie”. Alle preoccupazioni di Marchiori sulla “destinazione complessiva” dell’area, con lo spettro di un supermercato a dominare le perplessità della minoranza il primo cittadino risponde: “Non modifichiamo la pianificazione urbanistica e il prg dice quella zone è destinata ad uffici e solo il 6% degli 8 ettari può essere destinato a fini commerciali. Ma su questo può decidere solo Cdp che è proprietà dell’area”.

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I banchi della maggioranza

Bocciati gli ordini del giorno presentati da Riccardo Sacchi sulla realizzazione di una bretella di collegamento tra Colleverde e Collevario, “che potrebbe costare fino a 15 milioni di euro” (risponde il sindaco) e sulla realizzazione della cittadella giudiziaria nella parte della lottizzazione destinata a spazio direzionale . “La proposta del tribunale è entrata in un orecchio e uscita dall’altro al ministero della Giustizia – ha detto Carancini – Perché non pensare ad un ampliamento del tribunale usando il Pannaggi, di proprietà comunale, una volta che sarà finito il domino delle scuole dettato dal terremoto? Non ci manca la possibilità di programmare, ampliando anche il parcheggio con una struttura leggera”. Via libera invece alle proposte presentate da Pantana ad utilizzare il resto dell’area per uffici pubblici e spazi parificati e da Marchiori per installare un monumento celebrativo dell’aeronautica. Disco verde anche all’ordine del giorno presentato da Marco Menchi (Città di tutti) sulla rendicontazione tempestiva degli interventi negli altri edifici scolastici parzialmente inagibili.

 

 

 

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