Errani, fuga dal Pd
e scaricabarile con la Regione
Le colpe ricadono sui terremotati

LETTERA 22 - Siamo alla tragicommedia, il Commissario di nomina politica abbandona Renzi e poi dice sulla ricostruzione: "Così non va, serve un'altra governance". La situazione è insostenibile. O ha ragione lui e Ceriscioli deve rispondere oppure è necessario che si dimetta. Le opposizioni, se ci sono, chiedano a Gentiloni d’intervenire e pretendano subito una commissione d’inchiesta
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Carlo Cambi

 

di Carlo Cambi

Siamo oltre Pirandello, siamo al limite dell’anatema biblico: “Le colpe del Pd ricadono sui terremotati”. A dir la verità un po’ consola noi sfollati – siamo protagonisti di un Esodo anch’esso biblico – sentirsi oggetto di una così sublime tragicommedia. Noi terremotati assurgiamo a pretesto di una contemporanea rappresentazione della commedia umana, assai più densa e varia di quella affabulata da Honoré de Balzac e a oggetto di una condanna comminata dalla Bibbia. Voi cari lettori leggete Vasco Errani, ma errate. Egli è la sublimazione di Vitangelo Moscarda banchiere-usuraio in una Sicilia decadente che in cerca di riscatto subisce una metamorfosi che lui immagina perpetua: uno, nessuno e centomila! Ma Vasco-Vitangelo voi sapete che non basta cambiar partito per sfuggire alla prigione in cui la vostra vita vi rinchiude! Narrazioni da premio Nobel vanno in scena sul diruto palcoscenico delle macerie del sisma. Non pensavamo di giungere a tanto! Sta scritto all’articolo 1 comma 2 del Dpr 2542 del 9 settembre 2016: “Il Commissario straordinario provvede, in particolare, al coordinamento delle amministrazioni statali, anche in raccordo con i Presidenti delle Regioni e i Sindaci interessati, nonché con l’Autorità Nazionale Anticorruzione, alla definizione dei piani, dei programmi di intervento, delle risorse necessarie e delle procedure amministrative finalizzati alla ricostruzione degli edifici pubblici e privati, nonché delle infrastrutture nei territori colpiti dal sisma di cui al comma 1”.

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Luca Ceriscioli e Vasco Errani

Quello è il decreto che nomina – attenzione anche alla dicitura – Vasco Errani Commissario Straordinario di Governo per la Ricostruzione di Lazio, Umbria, Marche e Abruzzo. Ora si dà il caso che a Errani io abbia posto una decina di domande sul perché per i terremotati non si è fatto pressoché nulla. Lui non ha risposto, non ha fatto sapere neppure quanto piglia di stipendio, ma Cm ha scoperto che i suoi emolumenti estratti dalle tasse degli italiani hanno una parte fissa di 50mila euro e una variabile per altri 50 mila euro legata ai risultati. Ora sappiamo da Errani medesimo che i risultati non ci sono e perciò 50 mila euro li abbiamo risparmiati. Niente non è. Il signor uno, nessuno e centomila da Massalombarda in una riunione di sindaci svoltasi ad Ancona il 15 febbraio, mentre noi stavamo chiedendo conto a lui e alla Regione del perché non si facesse nulla per la ricostruzione, ha detto ai primi cittadini – secondo una registrazione in possesso di Panorama e di cui ha dato conto anche Cronache Maceratesi – “Non riusciamo ad andare avanti su alcune cose: macerie, stalle, casette… Questa non è ricostruzione, non lo è, questa è gestione dell’emergenza. Bisogna darsi un’altra governance sennò non ce la faremo. Non mi interessano le polemiche sui giornali, ma non esiste il fatto che per cominciare a fare le casette, che non è ciò che devo fare io, si attenda il fabbisogno definitivo. Non e-si-ste!” Così parlò Vasco Errani che stavolta ha esortato i sindaci – quelli stessi come sa bene il primo cittadino di Camerino che prima lui si è affrettato a zittire appena hanno accennato a una protesta – a farsi sentire. E allora la colpa di chi è? Di Fabrizio Curcio il capo della Protezione Civile? Errani lo chiama in causa quando dice che ciò che si è fatto finora è solo gestione dell’emergenza.

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Il commissario Vasco Errani

E’ colpa delle Regioni? Sì cari lettori avete indovinato ora la colpa è delle Regioni. “Dobbiamo modificare la nostra organizzazione – ha poi detto Errani – dobbiamo articolare gli uffici della ricostruzione a livello delle Province, i sindaci li riuniamo insieme a livello dei territori provinciali, per avere un rapporto più diretto e per avere più concretezza nel confronto”.

Ma lui il Vasco non c’entra nulla. “Non è ciò che devo fare io” ha tuonato. Il Dpr che vi ho riportato in realtà dice che sono cose che deve fare lui. A lui spetta il coordinamento, a lui spetta di velocizzare gli iter burocratici, a lui spetta la regia della ricostruzione, ma anche dell’emergenza. Perché tra le ragioni che inducono a nominarlo Commissario Straordinario nel già citato Decreto il Presidente della Repubblica scrive “considerata l’esigenza di assicurare il raccordo delle attività di ricostruzione con il richiamato coordinamento delle attività di protezione civile, allo scopo di garantire la complessiva coerenza degli interventi e il perseguimento degli obiettivi di efficacia e rapidità degli interventi a favore delle popolazioni e dei territori interessati”. Capito Errani? Se le cose non funzionano è (anche) colpa sua.

Ma ora mi chiedo perché il signor uno, nessuno e centomila da Massalombarda ha cambiato così repentinamente stile? Perché mi ha fatto rispondere dal portavoce che fa parte dello staff del Commissario straordinario – ma che più straordinario di così non si può – composto da 25 persone e che ci costa un mezzo milioncino di euro che le mie domande erano inutili perché le risposte stavano nei fatti e poi in una riunione “carbonara” sente il bisogno di scaricarsi dalle sue responsabilità e di inchiodare le Regioni a tutte (e per la verità ne hanno) le loro colpe? Errani non può cavarsela così. Deve dire di chi sono le colpe, chi ritiene responsabile del fallimento della sua missione. Altrimenti ne prenda atto e si dimetta.

pieve-torina-villaggio-container-errani-curcioDimissioni che a questo punto dovrebbero chiedere a gran voce i partiti di opposizione – ammesso che esistano –visto che la nomina di Errani è stata politica, voluta da Renzi, e non tecnica. E i partiti d’opposizione sia in sede nazionale che regionale dovrebbero chiedere subito una commissione d’inchiesta sulla gestione del post terremoto. Le dimissioni dovrebbero chiederle i presidenti delle Regioni perché delle due l’una: o ha ragione Errani oppure il rapporto fiduciario tra lui e i presidenti si è rotto. Ed egualmente il Presidente del Consiglio dovrebbe prendere atto che c’è un attrito insanabile tra Commissario, Protezione Civile e Regioni e deve chiede o a Curcio o a Errani di fare un passo indietro. E’ uno spettacolo penoso quello a cui noi vittime del terremoto stiamo assistendo. Qui cari lettori si sente tonitruante l’anatema biblico. Ed è quello che più io temo e anche voi dovreste cominciare a preoccuparvi seriamente. Rischiamo davvero che le colpe del Pd ricadano sulle nostre teste. Non è un mistero per nessuno che Vasco Errani – disarcionato dalla guida della Regione Emilia Romagna da una vicenda giudiziaria dalla quale è stato definitivamente assolto (anche lui in qualche modo è una vittima) – è per ora il solo risarcito del terremoto. L’allora trionfante e tronfiante Matteo Renzi per tacitare la sinistra Dem e in particolare l’ala bersaniana che ha forti radici in Romagna offrì a Vasco Errani la poltrona di Commissario. L’Errani errante che erra insediandosi disse: non farò polemiche, non farò politica, non sono un uomo del Pd, ma dello Stato. Roba seria, che uno se lo immagina elmetto in testa, squadra e compasso nel taschino e cazzuola in mano e via a ricostruire l’Italia di mezzo più forte e più spendente che pria (Bravo! Grazie ! Che pria! Bravo! Grazie! Risate e applausi dal Nerone di Petrolini).

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Il presidente della Regione Luca Ceriscioli

Gliele hanno fatte passare tutte e non gli hanno chiesto nulla. Si dà il caso che i Presidenti delle quattro Regioni martoriate dal sisma siano tutti del Pd. Ci sono un ex democristiano come D’Alfonso abruzzese, un ex veltroniano come Zingaretti nel Lazio, una ex Pds convertita la renzismo come la Marini in Umbria, e un Renzi boy che sarebbe meglio dire un Ricci boy e pertanto eterodiretto come Luca Ceriscioli marchigiano. Questi quattro in nome del Pd renziano a Errani non hanno chiesto nulla e da Errani si sono fatti fare di tutto comprese le raffiche di ordinanze che si sono contraddette le une con le altre e che hanno bloccato le certificazioni Fast e poi Aedes che sono alla base del fatto che non ci sono le casette perché non si sa quanti siano gli sfollati. Ma ora si è aperto un nuovo scenario. Vasco Errani errante che erra ha detto addio al Pd di Renzi e ha seguito la corrente bersaniana che si prepara a dare vita ad un nuovo soggetto politico. E il primo segnale di discontinuità qual è? Che Vasco arringa i Sindaci e dice loro: “ Questa non è ricostruzione, non lo è”! E’ la prima bordata contro il poker di Presidenti renziani o pseudorenziani che parte dalle fila degli scissionisti del Pd.

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Remigio Ceroni in Senato

C’è un rischio reale: che si rimanga sotto le macerie anche del Pd. In quel caso però c’è la possibilità di pigliarsi un risarcimento immediato: basta non votarlo. Ho sentito alcune sere fa l’assessore regionale Angelo Sciapichetti elencare, in una trasmissione televisiva, il molto di buono che la regione Marche avrebbe fatto per i terremotati e ha concluso la sua pensosa perorazione affermando: “Noi non abbiamo saputo comunicare ciò che abbiamo fatto”. Sciapichetti va bene che siamo nell’era della post verità, ma a dire che non avete fatto nulla stavolta è il Commissario Straordinario di Governo alla ricostruzione. Ora se permettete faccio una delle mie tante domande. Caro Sciapichetti delle due l’una: o ha ragione Errani, o ha ragione lei. Ma nel primo caso la Regione mente, nel secondo caso è vero che saremo vittime del Pd perché se Errani che deve coordinare la ricostruzione vi sfiducia per ragioni di partito vorremo sapere come si va avanti. Ma se noi terremotati finiamo vittime del terremoto politico allora una domanda va posta anche all’opposizione e in questo caso vorrei farla a Remigio Ceroni segretario di quel che resta di Forza Italia nelle Marche: ma davvero pensa che basti per dire di aver fatto opposizione e tutelato gli interessi delle popolazioni colpite far notare che se Ceriscioli non viene a onorare Taiani che ci porta l’elemosina europea è una caduta di stile? Ma se lei Ceroni sta in Parlamento le dispiacerebbe interrogare subito il Presidente del Consiglio – come hanno fatto i 5 Stelle – per sapere cosa pensa delle parole del suo Commissario di Governo sulla ricostruzione? Siamo solo noi che avvertiamo la gravità delle parole di Errani?

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Paolo Gentiloni in visita a San ginesio

E in ultimo una domanda va posta anche al presidente del Consiglio onorevole Paolo Gentiloni nobile di Filottrano, Cingoli, Tolentino e Macerata. Che garanzie ci dà presidente che il Commissario di governo Errani oggi possa godere della fiducia dei quattro presidenti di Regione che gli sono diventati avversari politici ? Poiché la nomina di Errani era solo politica sarà egli in grado di coordinarne l’azione delle regioni oggi che assume una diversa posizione? Errani errante che erra ha avuto il lampo di genio di dire a noi terremotati che così non si va avanti. Noi caro Commissario lo sappiamo da mesi, lo viviamo tutti i giorni che così non si va avanti. Eppure ci abbiamo provato, eppure lo facciamo. Da soli. Ci avete detto tutti: non vi lasceremo soli. Ma noi lo sapevamo che avremmo dovuto fare da soli. E ce la faremo. Se lei e quelli come lei non ci foste ce la faremmo anche meglio. Ebbe a dire lei Errani: non sono un uomo del Pd. Fu quasi profetico, ma siccome la sua nomina è stata politica – i soliti giochini di Renzi – e non tecnica oggi che si è consumata la scissione non ci sono più ragioni che Paolo Gentiloni lo mantenga in quel posto. Perché altrimenti saremo noi a prenderla in quel posto.

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