Città Varano, sì di Sciapichetti:
“Ma si ricomponga l’Unione montana”
FUSIONE TRA CAMPANILI - All'assessore regionale alle Aree interne piace la proposta dell'ex senatore Mario Cavallaro di unire Camerino e Castelraimondo. Un' idea apprezzata anche dall'ex assessore Paola Giorgi. Il sindaco camerte Gianluca Pasqui asupica il coinvolgimento di Matelica e San Severino
di Monia Orazi
La proposta di fusione tra Camerino e Castelraimondo, avanzata dell’ex senatore Mario Cavallaro e pubblicata da Cronache Maceratesi (leggi), suscita consensi sui social e riceve la “benedizione” dell’assessore regionale alle aree interne, il maceratese Angelo Sciapichetti. “La proposta di Mario Cavallaro è senza dubbio la più interessante di questo inizio anno. Dopo gli esempi virtuosi dell’accorpamento di Acquacanina con Fiastra e la fusione di Pievebovigliana e Fiordimonte che hanno dato vita al comune di Valfornace, il 2017 dovrebbe vedere il protagonismo di molti sindaci che, partendo dalla devastazione del terremoto dovrebbero divenire i protagonisti di un nuovo assetto istituzionale dei comuni dell’entroterra per il rilancio delle aree interne”, spiega l’assessore regionale.
Sciapichetti pone sul tavolo anche il “nodo” della divisione dell’Unione montana di Camerino, che al momento della trasformazione dall’ex comunità montana, ha perso per strada sette comuni dei tredici originari, accorpandone soltanto sei (leggi l’articolo): “Intanto bisognerebbe ripartire da una rapida ricomposizione della vecchia comunità montana che a fine 2015 al momento della nascita dell’Unione si divise in due tronconi, e poi occorrerebbe proseguire con le fusioni comunali per dare un segno evidente di un “nuovo inizio” in un territorio da ricostruire soprattutto economicamente. Perché funzioni però, occorre che i cittadini ne diventino i paladini e al tempo stesso i protagonisti. Per quanto mi riguarda, la condivido in pieno e nei prossimi giorni, per quello che posso, mi farò protagonista di una riunione per la ricomposizione dell’Unione Montana”.
La questione politica sollevata da Sciapichetti potrebbe trovare facile soluzione in tempi di terremoto, anche considerato che la candidatura di Gianluca Pasqui in provincia è stata appoggiata da una lista unica dei sindaci della montagna, in tempi non sospetti (leggi l’articolo). Il dibattito sulla fusione tra Camerino e Castelraimondo risale al 2014 (leggi l’articolo) e il sindaco camerte Gianluca Pasqui ha più volte parlato di un’unione allargata anche ai comuni di Matelica e San Severino (leggi l’articolo).
Anche l’ex assessore regionale Paola Giorgi plaude alla proposta di Cavallaro: “E’ un buon inizio di anno, Mario Cavallaro è persona seria, non certo un provocatore e seria è la sua proposta. Mi sembra un po’ forzato il confronto con ciò che è avvenuto tra Fiastra ed Acquanina, due comuni con impatto demografico di piccola entità, comunque molto coraggiosi: Castelraimondo e Camerino creerebbero un nucleo importante che può mettere in campo servizi e, sopratutto Unicam, già a servizio dello sviluppo dell’intero territorio. Questa proposta acquista ancora più valore in questo momento di innegabile crisi dei nostri territori causa terremoto: proprio ieri parlando con un imprenditore di un comune leso e che ha subito il momentaneo esodo dei cittadini verso la costa, ascoltavo la sua paura di un possibile non rientro di quanti sono stati costretti a lasciare i già fragili territori terremotati”. Paola Giorgi apprezza anche la scelta del nome “Città Varano”: “Sento anche molte lamentele in merito alla politica regionale e nazionale, come se ci fosse una volontà di far perire queste zone: a questo non credo assolutamente, credo però che i territori debbano reagire con forza e coraggio, con proposte concrete e sono certa che i cittadini, che sarebbero chiamati ad esprimersi tramite referendum su una proposta del genere, siano assolutamente consapevoli della necessità di reagire, perché se c’è una cosa che ha mostrato a tutti questo terremoto, è stato l’amore dei cittadini per le proprie terre, che qui sono complesse da vivere, ma uniche. Città Varano mi piace e la proposta va vista oggi con occhi nuovi, perché nuova è la condizione delle nostre comunità”.
Nel dibattito entra anche Giancarlo Ricottini, ex sindaco di Acquacanina, da pochi giorni incorporata in Fiastra, il quale avverte che le fusioni vanno fatte tra piccoli Comuni: “Sono un convinto promotore delle fusioni, addirittura pioniere con l’incorporazione di Acquacanina, penso invece che in comuni che superano i diecimila abitanti, non funzionerebbe. Ci sono una serie di differenze, di sfumature, di logistiche, di spazi, ambientali che non le renderebbe semplici. Ancora più impossibili lo sono quando le differenze tra i due comuni sono enormi e diventa chiarissima la motivazione legata esclusivamente ai contributi. Proprio quest’anno qui nelle Marche ne abbiamo avuto prova con il fallimento delle fusioni Urbino-Tavoleto e Pesaro-Mombaroccio decretate dai referendum, e quella Tolentino-Camporotondo, tanto desiderata da Pezzanesi ma morta prima di nascere. La legge è fatta per l’aggregazione giusta di piccoli comuni, se la finalità diventa solo quella di risanare bilanci, non funziona”.


















e perché non riproporre Aristonia . . . . si pensi in maniera più concreta alla ricostruzione degli immobili, di quelle economie e di quelle socialità di questi territori, particolarmente e drammaticamente colpiti dai recenti eventi sismici – incrociando le dita –
Secondo me Castelraimondo non vorrà mai fondersi con Camerino. L’idea è ottima, ma i troppi campanilismi la rendono di difficile attuazione
Ah beh….se Sciapichetti ha detto si, stiamo in una botte di ferro!