Inchiesta sui lavori pubblici, la difesa:
«Opere in subappalto comunicate all’ente.
Accuse totalmente infondate»
PORTO RECANATI - La vicenda è al vaglio del Gup del tribunale di Macerata. L’avvocato Sandro Giustozzi, legale di Nando Sabbatinelli: «Il superamento della soglia del 2% e l’incidenza del costo della manodopera erano stati comunicati al Comune. Ho depositato una memoria per chiedere il proscioglimento»

L’avvocato Sandro Giustozzi
«Opere in subappalto con superamento della soglia del 2% comunicate dalla società appaltatrice al Comune, non parliamo di opere occulte o società sconosciute. Fondamentale la presunzione di innocenza, la reputazione di una società si costruisce nel corso di anni e può venire distrutta in poche ore». Così l’avvocato Sandro Giustozzi che assiste Nando Sabbatinelli, 70 anni di Montelupone, legale rappresentante della Marche Asfalti srl. La vicenda riguarda l’udienza preliminare relativa ad una indagine che vede 9 persone imputate davanti al gup del tribunale di Macerata, tra cui due dipendenti comunali di Porto Recanati che a vario titolo devono rispondere di turbativa d’asta e violazioni relative all’affido di subappalti. L’udienza si è svolta mercoledì, con la costituzione di parte civile del Comune e con il rinvio per questioni tecniche.
«Quando viene messo in discussione il nome di chi la rappresenta, viene colpita anche la reputazione di una società che da anni opera nel territorio, investe, crea occupazione e costruisce rapporti di fiducia con clienti, fornitori e istituzioni – dice il legale -. Da una parte vi è una realtà imprenditoriale consolidata; dall’altra una contestazione che ruota attorno a lavorazioni eseguite in subappalto per un importo di circa 21mila euro. La contestazione non riguarda opere occulte, lavori nascosti o soggetti sconosciuti alla pubblica amministrazione. Al contrario, il nominativo dell’impresa esecutrice era stato comunicato all’ente pubblico, che si trovava quindi nelle condizioni di svolgere tutte le verifiche e i controlli previsti dalla legge. Ancora più significativo è un altro aspetto. Le dichiarazioni concernenti il superamento della soglia del 2% e l’incidenza del costo della manodopera superiore al 50% risultano essere state formulate dalla società appaltatrice nell’ambito della comunicazione trasmessa all’ente pubblico». E si domanda «È davvero accettabile che il patrimonio reputazionale costruito in decenni di attività possa essere compromesso nel giro di pochi giorni da accuse che devono ancora essere sottoposte al vaglio del giudice?».
Il legale sottolinea che dietro una società ci sono «lavoratori, famiglie, investimenti, sacrifici e anni di attività. La reputazione di un’impresa si costruisce lentamente, giorno dopo giorno. È il risultato di anni di lavoro serio, di obbligazioni rispettate, di cantieri eseguiti, di professionalità dimostrata sul campo. Distruggerla, invece, può richiedere poche ore». L’avvocato Giustozzi conclude in merito alla prossima udienza: «Ho depositato una memoria con documenti allegati che abbiamo dovuto richiedere al Comune stesso, per chiedere il proscioglimento già in udienza preliminare di Sabbatinelli. L’accusa è totalmente infondata, come da sentenze di Cassazione che ho allegato». L’udienza si svolgerà il 20 gennaio.
Sono nove gli imputati, a vario titolo, si tratta di due funzionari del comune di Porto Recanati, sei imprenditori e del direttore tecnico di una azienda. L’indagine riguardava una serie di affidamenti e lavori eseguiti a Porto Recanati tra il 2021 e il 2022, dalle scuole alle strade fino al cinema Kursaal.
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