Villa Paolini, niente nuova sospensiva:
il Tar respinge le istanze

CIVITANOVA - I giudici non hanno ravvisato un rischio imminente e hanno rinviato al marzo 2027. La variante ha eliminato il piano interrato per la presenza di una falda

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Villa Paolini

di Laura Boccanera

Il Tar delle Marche respinge le istanze cautelari presentate dai ricorrenti per Villa Paolini di Civitanova. Con l’ordinanza cautelare numero 299, depositata oggi il tribunale amministrativo regionale ha respinto la nuova istanza di sospensiva presentata dai residenti del quartiere, confermando la piena operatività dei lavori di demolizione e ricostruzione dell’immobile di via Vodice e rimandando il verdetto definitivo sulla legittimità dell’intervento a marzo 2027 quando si entrerà nel merito.

Il nuovo pronunciamento dei giudici inserisce un tassello fondamentale in una contesa legale e urbanistica che si trascina ormai da quasi due anni. La vicenda prende il via tra la fine del 2024 e i primi mesi del 2025, quando il comune di Civitanova rilascia alla ditta costruttrice il permesso a costruire per il progetto di demolizione, ricostruzione e ampliamento di Villa Paolini.

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L’iniziativa incontra da subito l’opposizione dei vicini di casa che, assistiti dall’avvocato Andrea Galvani, ricorrono al Tar contestando presunte violazioni in materia di distanze e volumetrie. In prima battuta, i giudici accolgono le ragioni dei residenti congelando i lavori e disponendo una verificazione tecnica sul posto. La svolta nel procedimento arriva nel corso del 2026. A seguito dei rilievi tecnici, la società costruttrice, tutelata dall’avvocato Andrea Calzolaio, presenta in Comune una variante al progetto originario, ottenendo il permesso a costruire e una successiva Scia di modifica.

Con la rimodulazione degli elaborati e la conclusione delle verifiche sul campo, il Tar revoca la prima e parallelamente il comune di Civitanova, rimuove il proprio provvedimento di blocco dei lavori. Contro i nuovi titoli edilizi rilasciati dall’ente locale, i ricorrenti presentano un nuovo ricorso per motivi aggiunti, tornando a chiedere un nuovo stop cautelare d’urgenza e sollevando, tra i vari punti, perplessità sull’adeguatezza della relazione geologica. Nell’ordinanza numero 299 del 2026, il collegio giudicante chiarisce le motivazioni del rifiuto alla nuova sospensiva: le variazioni apportate dalla ditta con la variante e la Scia configurano interventi di natura riduttiva rispetto al progetto iniziale.

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Dal progetto originario è venuto meno il piano interrato per la presenza di una falda e di conseguenza è stato rimodulato il progetto alla luce di questa criticità. Per quanto riguarda i profili geologici e le altre contestazioni tecniche, i giudici hanno rilevato l’assenza di un rischio imminente, stabilendo che tutti i dettagli formali e sostanziali verranno approfonditi nel merito nell’udienza fissata l’11 marzo 2027.

 

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