Spuri: “Danni dagli Appennini alla costa,
crolli in 40 comuni maceratesi”
Frazioni isolate, strade chiuse
Cesare Spuri, capo della Protezione civile delle Marche: “I danni si estendono dalla dorsale appenninica alla costa. Molti crolli in 40 comuni maceratesi, tanta paura e un senso esteso di insicurezza. Stiamo creando una rete di tecnici a supporto dei comuni in continuo contatto con le tre sale operative di Ascoli Fermo e Macerata. L’ emergenza dopo il controllo di ospedali e scuole riguarda la verifica di condomini con molti appartamenti, strutture pubbliche. In questo momento non é sicura la riapertura delle scuole mercoledì”.
Dopo la forte scossa di magnitudo 6.5 che ha colpito alle 7,40 le province di Macerata e Perugia, con epicentro nei comuni di Castelsantangelo, Norcia e Preci il punto della situazione alle 12 nel comunicato diramato dalla protezione civile:
“Al momento non risultano vittime, anche se alcune frazioni sul territorio sono ancora isolate. Il quadro emerso dalle prime ricognizioni evidenzia crolli diffusi e alcuni feriti. Molto compromessa l’intera rete viaria che sarà interdetta al traffico privato e utilizzata esclusivamente dai mezzi di soccorso, per i quali sono stati individuate in modo puntuale le vie per accedere alle zone colpite. Numerosissime le utenze disalimentate e, in generale, i disagi sulle reti. Anche in questo caso è fondamentale non sovraccaricare le linee e utilizzare il telefono solo per i casi di reale necessità.
Il capo dipartimento, in conferenza stampa da Rieti, ha rivolto il suo ringraziamento ai sindaci, già così provati dal terremoto del 24 agosto e dall’ulteriore scossa del 26 ottobre. Ha ricordato a tutti che la priorità assoluta è la popolazione, che per essere assistita adeguatamente dovrà raggiungere le strutture sulla costa, individuate con questo obiettivo. I trasferimenti, già avviati nei giorni scorsi, potranno continuare regolarmente.
Curcio ha chiuso il suo intervento richiamando l’intero Paese a un approccio responsabile anche in questa nuova fase dell’emergenza: essere solidali significa non intralciare le operazioni sul territorio e naturalmente non muoversi in alcun modo al di fuori della filiera delle strutture operative”.


