Selvaggia aggressione in piazza:
“Botte perché ha rubato un cellulare”

MACERATA - Il marocchino ha dato la sua versione sui fatti di domenica notte: "Siamo stati in un bar a vedere una partita, lui ha portato via il telefono ad un cliente e io l'ho restituito e poi l'ho picchiato". Disposto il divieto di dimora

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tribunale

 

«Eravamo arrivati insieme da Bologna e abbiamo trascorso la giornata a Macerata, la sera siamo stati a vedere una partita in un bar e quando mi sono accorto che il mio amico aveva rubato un cellulare l’ho prima restituito e poi l’ho picchiato». In sintesi questo quanto ha raccontato il marocchino Naoufal Bensellam nel corso dell’udienza di convalida dell’arresto che si è svolta questa mattina al tribunale di Macerata. L’uomo, 31enne, assistito dall’avvocato Federico Valori, ha spiegato la violenta aggressione ad un connazionale avvenuta alle 23,30 di domenica notte in piazza Mazzini, a Macerata, che ha portato al suo arresto (leggi l’articolo). Il 31enne, nel corso dell’udienza davanti al giudice Danilo Russo e alla presenza del pm Francesca D’Arienzo, ha ricostruito i fatti.

L'avvocato Federico Valori

L’avvocato Federico Valori

Detto di essere arrivato a Macerata insieme all’amico suo connazionale, ha aggiunto che poi la sera in piazza Mazzini avevano assistito in un bar ad una partita di campionato. «Mentre eravamo al bar un cliente è andato in bagno e quando è tornato si è accorto che il suo cellulare era sparito. Mi hanno guardato tutti. Io ho cercato il mio amico, che era uscito dal locale e l’ho raggiunto». L’amico a quel punto gli avrebbe detto che il cellulare lo aveva preso lui e che dovevano andare a rivenderlo. «Io mi sono fatto consegnare il telefono e l’ho restituito. Poi sono tornato fuori ed è per questo che ho picchiato il mio amico». L’uomo, alto e dalla corporatura robusta, gli ha rotto il naso, un incisivo, lo ha ferito alla testa causandogli un trauma cranico. Il marocchino ferito, portato in ospedale, ha una prognosi di 40 giorni. Il giudice Russo ha disposto il divieto di dimora nella provincia di Macerata per il 31enne. Il pm aveva chiesto la custodia cautelare in carcere. «In seguito alla ricostruzione fatta in aula sono caduti i futili motivi» dice l’avvocato Federico Valori. Il processo con rito direttissimo rinviato al 9 novembre.

(Gian. Gin.)


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