Ladri equilibristi
alla Conceria del Chienti:
a segno colpo da 200mila euro
TOLENTINO - I malviventi per raggiungere l'azienda ed eludere le fotocellule di un ponte sul Chienti sono passati lungo una stretta canalina. L'amministratore, Marco Luppa: "Dietro questo furto c'è del marcio. Le pelli rubate erano per aziende famosissime. Questa è merce che si può dare a chi fa scarpe di qualità". Le indagini dei carabinieri sono in corso
di Gianluca Ginella
E’ sabato notte quando scatta l’allarme alla Conceria del Chienti, a Tolentino. Sul posto arriva un dipendente insieme ai carabinieri. Controllano ma tutto sembra in ordine, anche la rete della recinzione è a posto. Eppure le cose non sono come sembrano. Perché quella recinzione è stata ricucita da qualcuno che prima l’aveva tagliata e che, in maniera molto abile e andando a colpo sicuro, ha messo a segno un furto di pregiate pelli semilavorate. Il valore del colpo è di 200mila euro. Probabilmente è stato proprio sabato che i malviventi hanno agito, almeno è questa l’idea che si è fatto l’amministratore dell’azienda, Marco Luppa, che del furto ha appreso questa mattina «quando alcuni dipendenti sono andati a prendere le pelli che facevano parte del ciclo di lavorazione e hanno scoperto che non c’erano più» spiega Luppa. Da quel momento il furto è stato ricostruito andando a ritroso. Chi ha agito lo ha fatto passando da un lato dell’azienda dove c’è un ponte che passa sul fiume Chienti e va ad un depuratore. Sul ponte ci sono delle fotocellule che rilevano se qualcuno passa. Per eludere questo sistema i ladri, («persone abilissime» dice Luppa), sono passati lungo una canalina di 15-20 centimetri dove corrono cavi elettrici che passa di fianco al ponte e che si trova a 4-5 metri di altezza rispetto al Chienti. I ladri, autentici equilibristi, hanno tolto il coperchio della canalina e così, più comodamente, l’hanno utilizzata per raggiungere l’azienda e poi successivamente per trasportare il pellame rubato. «Hanno preso merce che si trovava nella fabbrica in corso di produzione. Il caveau con i pellami finiti invece non l’hanno nemmeno preso in considerazione – dice Luppa –. Chi viene a rubare in una conceria è qualcuno che sa a chi dare queste pelli. Ha preso prodotti identificati per due clienti, non famosi, di più, e di cui non posso fare il nome. Sapevano perfettamente quello che dovevano andare a prendere». Insomma, per Luppa è un furto su commissione da manuale. «Dietro a questo furto c’è qualcosa di marcio, profondamente marcio. Hanno preso proprio le pelli di quelle aziende importantissime, sapevano già cosa rubare. Poi non tutti sono in grado di lavorare le nostre pelli – continua l’amministratore –. Il valore delle pelli rubate è di 200mila euro. Siamo coperti dall’assicurazione, però fa male da un punto di vista umano, nel senso che questo è un furto pianificato scientificamente, non è un furto fatto per bisogno. Questa è merce che dai a chi fa scarpe di qualità. Provo molta amarezza». Sul colpo alla Conceria indagano i carabinieri del Nucleo operativo della Compagnia di Tolentino che sono intervenuti sul posto e hanno ricostruito quanto accaduto.
(Servizio aggiornato alle 17)
