“Gas Marca: operazione da manuale”,
Cognigni difende la vendita

CIVITANOVA - L'amministratore delegato dell'Atac spiega la scelta dagli attacchi dell'opposizione e replica: "Con il ricavo metteremo in sicurezza l'esposizione debitoria che Morresi e Ciarapica ci hanno lasciato"

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Sergio Cognigni, amministratore Atac

Sergio Cognigni, amministratore Atac

«La vendita di Gas Marca è stata un’operazione da manuale».  Non ci sta alle accuse di poca trasparenza e di cattiva gestione del bando l’ad di Atac Sergio Cognigni che replica ai consiglieri comunali che hanno avanzato dubbi sulla corretta procedura difendendo l’operato suo e dei tecnici che hanno lavorato al bando poi aggiudicato da Estra Energia srl. «Quanta amarezza, con la gara di vendita di Gas Marca abbiamo fatto un’operazione da manuale portando alla città una cifra che mai averemmo immaginato, il tutto nella più assoluta trasparenza, con ogni documento a disposizione di qualsiasi cittadino lo richieda – dice Cognigni – eppure, due probabili candidati sindaci del centrodestra, sollevano dubbi privi di qualsiasi fondamento politico e tanto meno giuridico». Cognigni passa poi ad analizzare punto per punto le accuse mosse: «Il consigliere Ciarapica, confondendo il nostro bando con le gare di appalto, normate dall’Anac, obiettava sulla presenza nella nostra commissione giudicante del segretario comunale. Nessun non rispetto della legge, sono stati presentati al Cda dell’Atac dei curricula e, come si stabilisce, per ogni operazione societaria, con votazione, e con il fondamentale apporto del Collegio dei Revisori, sono stati nominati i componenti della commissione, i loro supplenti e i relativi compensi. Il verbale è stato messo agli atti. Il consigliere Morresi è stato più prolifico di domande. Avevamo in mano una perizia che immaginava un valore di Gas Marca non inferiore ai 9 milioni e 500 euro. Il Cda dell’Atac, l’unico titolato a farlo, ha stabilito un valore minimo di 10 milioni e mezzo, e la gara ha consegnato l’unica offerta pari a 12.142.762 euro, offerta fatta da chi ha veramente intenzione di credere nel progetto che abbiamo messo nelle specifiche di gara.  Non comprendiamo le perplessità di Morresi, forse il consigliere di centro destra è rammaricato perché la città ha incassato un cifra così alta o è convinto che utilizzando nel bando il prezzo della perizia avremmo incassato una cifra superiore. Siamo nel campo delle ipotesi, l’unica certezza oggi sono numeri già codificati. Forse Morresi continua a sostenere che la legge non doveva essere rispettata e che potevamo, districandoci tra i cavilli, non vendere. La perizia è stata voluta fortemente per rendere ancora più trasparente l’operazione a cui la norma ci obbligava. Al consigliere Morresi diciamo che incasseremo non 180mila euro per il costo della procedura ma 157mila euro, importo che utilizzeremo per pagare i costi per la consulenza legale, per lo studio, la preparazione e la stesura del bando, per le  pubblicazioni, per la commissione, per gli annessi e connessi. L’eventuale differenza in eccesso rimarrà nel ricavi del profitti e perdite dell’Atac. Con quanto incasseremo metteremo in sicurezza l’esposizione debitoria che qualcuno ci ha lasciato, e quel qualcuno ha un nome ed un cognome. Morresi si Ricorda la precedente giunta, lui era assessore al bilancio e Ciarapica era assessore ai servizi sociali e qualche altro aveva governato l’Atac per diciassette anni. Poi le scelte per ulteriori eventuali utilizzi verranno fatte da chi competerà farle».


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