Bottiglieri su Gas Marca:
“La vendita è stata una scelta politica
non una necessità”
CIVITANOVA - Il Movimento 5 Stelle torna sulla partecipata del Comune dopo la spiegazione dei vertici Atac che, secondo Fabio Bottiglieri, « non chiariscono assolutamente il punto cruciale della questione. Si doveva fare un consorzio con i comuni limitrofi»

Fabio Bottiglieri
«Gas Marca non si doveva vendere, si faceva un consorzio come hanno fatto i comuni in Toscana». Il Movimento 5 Stelle torna sulla partecipata del Comune di Civitanova dopo la spiegazione dei vertici Atac (leggi l’articolo) che secondo Fabio Bottiglieri « non chiariscono assolutamente il punto cruciale della questione». I grillini avevano già messo in discussione la vendita (leggi l’articolo).
«Come mai ben 97 comuni della Toscana – ribatte di nuovo Bottiglieri – così come si evince da dal sito della Estra possono possedere una società di servizi simile all’Atac di Civitanova e quindi possedere una azienda che vende gas, la Estra energie Srl, mentre il comune di Civitanova non poteva? Per giunta nelle spiegazioni fornite sulla stampa a differenza di quanto indicato nella delibera di vendita si fanno richiami al decreto Madia che ricordiamo è entrato in vigore solo dal 23 settembre 2016, sicuramente ben dopo gli atti di vendita di Gas Marca». Se si esamina il decreto, stando aòl grillino, all’art 4 è espressamente detto che le amministrazioni pubbliche non possono, direttamente o indirettamente, costituire società aventi per oggetto attività di produzione di beni e servizi non strettamente necessarie per il perseguimento delle proprie finalità istituzionali, né acquisire o mantenere partecipazioni, anche di minoranza, in tali società. «L’articolo 5 prevede che l’acquisto di partecipazioni – prosegue Bottiglieri – anche indirette, da parte di amministrazioni pubbliche in società già costituite deve essere analiticamente motivato con riferimento alla necessità della società per il perseguimento delle finalità istituzionali di cui all’articolo 4. E qui ritorna la domanda quali sono le diverse finalità istituzionali che avrebbero i comuni che possiedono aziende di vendita del Gas rispetto a Civitanova? Nei piani di razionalizzazione dei comuni toscani non sembrerebbero risultare attività di vendita di gas, ma come è possibile ? Se non bastasse questo, recentemente il comune di Ascoli ha fatto la stessa cosa, vendendo però solo il 49% della propria azienda del Gas proprio alla Estra energie. In questo caso alle obbiezioni specifiche delle minoranze è stato dichiarato nel Consiglio comunale che , la vendita non era un obbligo di legge ma una precisa volontà politica per necessità di cassa. Quindi è presumibile pensare che anche a Civitanova sia una scelta politica, che però non si vuole esplicitare».
Il grillo aggiunge che i soldi della vendita saranno impiegati, dai vertici Atac, in parte per la riduzione dei debiti Atac stessi, rimasti immutati finora sotto la gestione di Cognigni, e la differenza a spesa corrente del Comune. «Allora ci chiediamo pure – continua Bottiglieri – quale possa essere il motivo per cui l’Atac ha deciso recentemente di comperare nuovi autobus nonostante la maggioranza abbia votato di dismettere il ramo trasporti. Chi ci guadagna dal vendere un bene dei civitanovesi per fare cassa oltre alle banche ? Finora sembrerebbe di sicuro i commissari giudicatori visti i compensi stabiliti. Ricordiamo che fra questi commissari giudicatori c’è quell’ex presidente di Gas Marca al quale Cognigni aveva cercato in silenzio di raddoppiare i compensi anni fa e venne smascherato dalle opposizioni ritornando sui suoi passi. Questa vicenda secondo il Movimento 5 Stelle di Civitanova continua ad avere dei contorni poco trasparenti. Infine rispondiamo al presidente Mantella, la nostra soluzione è semplice: non si vendeva Gas Marca, e si faceva un consorzio con i comuni limitrofi come hanno fatto i comuni della Toscana».