“Dietro Estra non c’è nessun comune”,
Atac risponde ai grillini su Gas Marca
CIVITANOVA - Il presidente Francesco Mantella e l'ad Sergio Cognigni chiariscono la composizione di Estra, la società toscana che si è aggiudicata la vendita della partecipata pubblica. Subito 6 milioni di euro dalla cessione
di Laura Boccanera
«Estra non è partecipata diretta di un’amministrazione pubblica, per questo ha potuto acquistare Gas Marca». Fanno chiarezza sulla compagine societaria dell’azienda che ha acquisito il 49% di Gas Marca, il presidente e Ad di Atac Francesco Mantella e Sergio Cognigni che rispondono alle obiezioni sorte nel merito dell’aggiudicazione del bando da parte della società toscana. I grillini avevano chiesto come mai a Prato il Comune poteva avere un’azienda che commercializza il gas mentre quello di Civitanova invece doveva venderla «Gas Marca è una partecipata al 100% da Atac che a sua volta è posta sotto il controllo diretto del Comune, socio unico di Atac. Quindi mentre in termini di legge il Comune deve dismettere la propria partecipazione in Gas Marca, il Comune di Prato non può essere considerato ente che detiene una partecipazione, nemmeno indiretta in Estra». Il perché è affidato ad un reticolato di società su tre livelli che sono a cascata racchiuse tutte sotto Estra energie srl. La società madre è costituita per il 54% da Estra spa, dal 24,47% da Edma Medio Adriatico e per il 21,21% da Eta3 spa. A sua volta la Estra spa è composta da una serie di società che la compongono tra cui la Consiag spa (43,90%), Intesa spa (27,93%), Coingas spa (27,93%) e Eta spa (0,24%). A sua volta è la Consiag spa ad essere composta da una compagine pubblica di amministrazioni, di cui la più “pesante” in termini percentuali è rappresentata da Prato (36,60%) a cui si sommano poi numerose partecipazioni, alcune anche minori al 5% di comuni toscani. «Pertanto non è possibile affermare che Estra srl sia partecipata anche solo indirettamente da un’amministrazione pubblica secondo la definizione stabilita dal decreto Madia» – spiega Cognigni.

La compagine di Estra
Chiarito l’aspetto societario i vertici di Atac sottolineano la positività dell’operazione: «L’offerta proposta da Estra è stata al di sopra della media delle offerte per società simili a Gas Marca. Ora Atac riscuoterà i 6 milioni di euro dalla cessione e li incamererà. In parte serviranno per mettere in sicurezza i conti dell’Atac, per prevedere dei fondi di riserva, per chiudere alcuni mutui e tutto verrà discusso nel cda. La parte restante verrà versata al Comune che potrà disporne come vuole sulla base della linea politica e sono soldi cash non vincolati agli investimenti». Un tesoretto per le casse comunali che potranno dunque disporre fin da subito di liquidità. L’operazione infatti permetterà un introito di 12milioni di euro (6 milioni subito e la restante parte in un secondo momento con la cessione del 51% entro 5 anni. «Estra energia investirà molto sul territorio – spiega Cognigni – anche sulla base del progetto presentato. Inoltre era presente nel bando una clausola che garantisce la permanenza della sede e del livello occupazionale attuale della società». In merito alle polemiche politiche replica Mantella: «Chi le ha sollevate non ha offerto soluzioni alternative, nemmeno rispetto ai problemi creati da decennali amministrazioni di centrodestra. Mi auguro che nella futura multiutility di Atac ci sia spazio per chi ha fatto grande Gas Marca consentendole di essere venduta ad una cifra che ci rende soddisfatti (il riferimento è a Flavio Rogani, ndr) e ad un altro presidente, come Carlo Centioni che ha dimostrato professionalità alla guida delle farmacie».
