Terremoto,
“il nuovo Pd” riparte dal territorio
POLITICA - Stamattina all'auditorium di Ussita il dibattito organizzato dall'associazione Adesso Marche e dai sindaci dell'Area Renzi sulla ricostruzione. Il senatore Mario Morgoni: "Si parte da una prospettiva per le aree interne e da un cambio di rotta rispetto alle ultime vicende di partito come Area vasta e segreteria"

L’incontro all’auditorium di Ussita. Da sinistra Piergiorgio Carrescia, Marco Rinaldi , Leonardo Catena e Mario Morgoni

Tra i presenti anche il sindaco di Castelsantangelo (tra i più colpiti del maceratese) Mauro Falcucci (a destra mentre ascolta l’intervento del collega Osvaldo Messi)
di Claudio Ricci
Ripartire dal terremoto per dare una scossa alla politica e allo sviluppo delle aree interne. Prende spunto da qui il percorso inaugurato oggi all’auditorium di Ussita dall’associazione Adesso Marche e dai sindaci dell’Area Renzi per dare un nuovo corso al Pd provinciale a partire proprio dalle tematiche legate alla ricostruzione. Presenti il presidente dell’associazione Adesso Marche e deputato Piergiorgio Carrescia, il senatore Mario Morgoni, i sindaci dei centri particolarmente feriti dal sisma Mauro Falcucci di Castelsantangelo e Adolfo Marinangeli di Amandola. “Il dibattito incentrato sull’iter parlamentare che il decreto terremoto dovrà affrontare a partire dal Senato muove i passi da un’idea diversa di politica – dice Morgoni – Una politica più legata al territorio e che abbia delle prospettive e dei progetti. Un cambio di rotta rispetto alle ultime vicende del Pd provinciale dall’area vasta alla recente elezione della nuova segreteria.
A tracciare il manifesto del nuovo corso Pd, con un intervento introduttivo all’incontro, il sindaco di Montecassiano Leonardo Catena tra gli astenuti, insieme ai colleghi Osvaldo Messi, Paolo Teodori (Ripe San Ginesio) Andrea Gentili (Monte San Giusto) e Sara Simoncini (Poggio San Vicino), nella votazione che ha consegnato la segreteria a Francesco Vitali. Alla rivoluzione del partito i sindaci vogliono associare un’evoluzione del territorio a partire prorpio dalla ricostruzione intesa come opportunità. “Anche se i margini di intervento sul decreto saranno minimi – specifica Morgoni – occorre utilizzare tutti gli strumenti che nel decreto possono essere sfruttati per la ricostruzione. L’iniziativa deve partire dai Comuni. La ricostruzione deve essere prima di tutto prospettiva non più marginale per usare le parole di Falcucci occorre invertire la marcia “fermando lo spopolamento” delle aree interne.
Emergono, portati dai sindaci, criticità e obiettivi: dalle risorse mancanti per Imu, Tasi e Tari all’inflazione turistica (come quella registrata da subito ad Ussita) fino alla necessità di coinvolgere il più possibile le imprese locali nella ricostruzione. “Tra le esigenze – continua Morgoni – la possibilità, nelle aree più toccate dal terremoto, di intervenire sulle case danneggiate ma non inagibili (escluse dal decreto) almeno in una zona circoscritta. Una possibilità poi può essere la legge sui parchi che arriverà al senato la prossima settimana. Io e Carrescia seguiremo comunque l’iter del decreto e abbiamo chiesto ai sindaci di mettersi insieme per formaulare possibili proposte di emendamenti. Crediamo che in questo modo la politica possa fare passi in avanti per tornare ad essere impegno concreto e di disegno ambizioso per il futuro del territorio.

Non è edificante dire il terremoto deve dare una scossa alla politica, ma al contrario è la politica che deve dare – e darsi – una scossa per risolvere i problemi del terremoto.