Tagli ai premi, l’Asur incontra i sindacati
Talevi: “Più risorse dal governo,
l’azienda ci ripensi”
La prossima settimana il direttore dell'azienda Alessandro Marini andrà nelle Aree vaste per spiegare le ragioni tecniche della rimodulazione al ribasso del fondo produttività del 2015. Il segretario generale della Fp Cisl: "Problemi anche per il 2016, che almeno una parte degli oltre 40 milioni di euro risparmiati sulla pelle del personale vada a ricompensare migliaia di infermieri ed operatori socio sanitari"

Da sinistra Luca Ceriscioli e Alessandro Marini
di Federica Nardi
Il direttore dell’Asur Alessandro Marini la prossima settimana incontrerà i sindacati e le Rsu in tutte e cinque le Aree vaste per spiegare le ragioni tecniche del taglio ai premi di produttività del 2015. A preoccupare però sono i fondi 2016, ancora non definiti e che rischiano di andare ancora più al ribasso, anche se in tutto il territorio i direttori di Area vasta stanno lavorando per mantenere gli accordi presi con i sindacati il più integri possibile. Le ragioni del taglio sono spiegate nero su bianco anche in un provvedimento dell’azienda, che ieri ha ribadito che la scelta di ricalcolare il fondo per la produttività 2015 dei dipendenti Asur nasce dall’applicazione di una circolare ministeriale che indicava la rimodulazione al ribasso dei premi rispetto agli accordi presi in precedenza nelle Aree vaste. La manovra taglia ai fondi oltre 2 milioni di euro. I sindacati, non convinti dalle ragioni di Asur e Regione, che di fatto ha lasciato la questione nelle mani dell’azienda (leggi l’articolo), hanno indetto una manifestazione congiunta il prossimo 26 ottobre ad Ancona.

Luca Talevi
Luca Talevi, segretario generale della Fp Cisl, mette in luce che «la Regione scrive espressamente in un una delibera di Giunta del 6 ottobre che “il maggior costo delle assunzioni (3000 per il 2016, ndr) verrà riassorbito con azioni di revisione dell’assetto organizzativo e di contenimento della spesa del personale (riduzione prestazioni aggiuntive, riduzione costi Co.Co.Co., revisione fondi contrattuali)”. Dato che però la legge di stabilità inserirà nuovi fondi proprio per le assunzioni e le stabilizzazioni, all’interno dei 113 miliardi di fondo Sanitario nazionale complessivo , non è il caso che la Regione, insieme all’Asur, ci ripensino e diano ai lavoratori quanto di loro competenza, nel pieno rispetto degli accordi 2015 sottoscritti in ogni Area Vasta?». Il problema inoltre, dice Talevi, «riguarda il 2016 e anni seguenti. Non si comprende perché la Regione non voglia sottoscrivere un accordo come quello firmato dai sindacati in Emilia Romagna e prevedere che almeno una parte degli oltre 40 milioni di euro risparmiati sulla pelle del personale dal 2011 ad oggi, vada a ricompensare la produttività e professionalità di migliaia di infermieri ed operatori socio sanitari».