Italia Nostra difende l’ex fiera:
“Un bene culturale da aprire alla città”
CIVITANOVA - "Il Palazzo delle Esposizioni. realizzato da Marone Marcelletti, è un capolavoro che ha segnato un'epoca"
“Il Palazzo delle Esposizioni di Civitanova è un bene culturale e, in quanto tale, va tutelato”. Lo scrive il consiglio direttivo di Italia Nostra che lancia l’appello per quello che definisce “uno dei pochi elementi emergenti, capace di caratterizzare e rendere riconoscibile una determinata zona, in un contesto omogeneo di asfalto e cemento come quello che corre quasi ininterrotto dal Conero sino alla foce del Tronto”.
“A Civitanova, – scrive Italia Nostra – la stretta longitudinalità della città di mare, imposta dal rincorrersi disordinato della linea della costa con quelle tracciate dall’autostrada e dalla ferrovia, si dilata in corrispondenza della direttrice verso Foligno per dar spazio a quel grande segno trasversale costituito dalla successione: Palazzo del Comune, piazza XX Settembre, Lido Cluana, Palazzo delle Esposizioni. Questo sistema di spazi pubblici, allineati ortogonalmente rispetto alla città, hanno rappresentato la connessione fisica di tutta la vallata del Chienti con i flussi e i traffici che normalmente corrono lungo la costa, ruolo che ha di fatto determinato la leadership provinciale (e non solo) nel campo economico e produttivo di Civitanova. Il Palazzo delle Esposizioni è un’estesa piazza coperta, realizzata alla fine degli anni cinquanta del secolo scorso per ospitare una delle attività principali che si svolgono nelle piazze: il mercato, le esposizioni appunto. Marone Marcelletti, il progettista principale, con il Palazzo delle Esposizioni realizzò l’ennesimo capolavoro di cui è costellata la sua opera (che, tra l’altro, sarebbe presente in tutti i libri di storia dell’architettura se solo fosse stato realizzato in un centro più importante) e un edificio all’avanguardia: Pier Luigi Nervi, della cui opera è facile individuare le influenze (si vedano le similitudini con il palazzetto dello sport di Roma), iniziava a costruire i suoi capolavori proprio in quegli stessi anni”.
Da qui la richiesta dell’associazione ambientalista per una tutela che renda lo spazio accessibile per un uso attivo: “Il Palazzo delle Esposizioni aperto di nuovo alla città, magari mettendolo a disposizione di giovani attività culturali o imprenditoriali, sarebbe forse la prova del recupero di quella sensibilità e di quella apertura oltre il proprio orticello con le quali è stata costruita la ricchezza e la forza della Civitanova odierna”.

Il comune l’ha acquistato per spianarlo, così non ci vanno più a dormire i vari senzatetto e ci si può fare un bel parcheggio. Già da anni si doveva pensare a dargli una rinfrescata ed usarlo in cento modi. Abbatterlo è una delle tante degenerazioni amministrative di cui ogni tanto abbiamo sentore. Quando si ha un sindaco che non ha realizzato niente del suo ” partecipato ” programma elettorale, possiamo parlare di fallimento dell’uomo o del politico o dell’amministratore? Io opto per quella dell’uomo che ha dimostrato di non avere quel minimo di onesta intellettuale che gli avrebbe permesso di realizzare almeno una piccola percentuale di tante di quelle cose che in cinque anni si potevano fare invece di passarle in ciarlatanate di cui anche il vice sindaco è campione e in assurdi articoli di stampa di cui il più assurdo, il più vuoto, il meno coerente perlomeno con il titolo del capolavoro è: ” Vi spiego perché sono comunista “. Adesso non andiamo sulla falsariga di comunismo uguale stalinismo che in Italia per fortuna non abbiamo avuto e non so se abbiamo mai rischiato di averlo, quindi si potrebbe fare riferimento ” al comunismo dal volto umano ” che fu soffocato tempo addietro. Facendo allora questo nesso e andando a leggere le motivazioni che hanno portato nel corso di chissà quali eventi epocali ( parola spesso usata da questa amministrazione ) ” il primo cittadino portorecanatese di Civitanova Marche ” politicamente a sinistra per dar sfogo al suo amore per le classi meno abbienti. Ebbene sfido chiunque abbia letto quest’articolo di averci trovato qualcosa di sinistro, non nelle accezioni tipo pauroso, orrido, terrificante ecc. ma politico e di essere arrivato alla fine del pezzo di grosso spessore giornalistico e non si sia chiesto: “ E le Ragioni? Quali sono? C’è un’altra puntata? Forse non ho colto l’essenza? Mi è sfuggita qualcosa ? Forse dovrei rileggerlo e perdere altro tempo in futili motivi? Ecc. ecc. ecc. ecc. e ce ne metto un altro per intero, eccetera”.