Italia Nostra difende l’ex fiera:
“Un bene culturale da aprire alla città”

CIVITANOVA - "Il Palazzo delle Esposizioni. realizzato da Marone Marcelletti, è un capolavoro che ha segnato un'epoca"

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L'ex Fiera a Civitanova (foto: Federico De Marco)

L’ex Fiera a Civitanova (foto: Federico De Marco)

 

“Il Palazzo delle Esposizioni di Civitanova è un bene culturale e, in quanto tale, va tutelato”. Lo scrive il consiglio direttivo di Italia Nostra che lancia l’appello per quello che definisce “uno dei pochi elementi emergenti, capace di caratterizzare e rendere riconoscibile una determinata zona, in un contesto omogeneo di asfalto e cemento come quello che corre quasi ininterrotto dal Conero sino alla foce del Tronto”. 

“A Civitanova, – scrive Italia Nostra – la stretta longitudinalità della città di mare, imposta dal rincorrersi disordinato della linea della costa con quelle tracciate dall’autostrada e dalla ferrovia, si dilata in corrispondenza della direttrice verso Foligno per dar spazio a quel grande segno trasversale costituito dalla successione: Palazzo del Comune, piazza XX Settembre, Lido Cluana, Palazzo delle Esposizioni. Questo sistema di spazi pubblici, allineati ortogonalmente rispetto alla città, hanno rappresentato la connessione fisica di tutta la vallata del Chienti con i flussi e i traffici che normalmente corrono lungo la costa, ruolo che ha di fatto determinato la leadership provinciale (e non solo) nel campo economico e produttivo di Civitanova. Il Palazzo delle Esposizioni è un’estesa piazza coperta, realizzata alla fine degli anni cinquanta del secolo scorso per ospitare una delle attività principali che si svolgono nelle piazze: il mercato, le esposizioni appunto. Marone Marcelletti, il progettista principale, con il Palazzo delle Esposizioni realizzò l’ennesimo capolavoro di cui è costellata la sua opera (che, tra l’altro, sarebbe presente in tutti i libri di storia dell’architettura se solo fosse stato realizzato in un centro più importante) e un edificio all’avanguardia: Pier Luigi Nervi, della cui opera è facile individuare le influenze (si vedano le similitudini con il palazzetto dello sport di Roma), iniziava a costruire i suoi capolavori proprio in quegli stessi anni”.

Da qui la richiesta dell’associazione ambientalista per una tutela che renda lo spazio accessibile per un uso attivo: “Il Palazzo delle Esposizioni aperto di nuovo alla città, magari mettendolo a disposizione di giovani attività culturali o imprenditoriali, sarebbe forse la prova del recupero di quella sensibilità e di quella apertura oltre il proprio orticello con le quali è stata costruita la ricchezza e la forza della Civitanova odierna”.


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