Il comune abbatte gli alberi,
cittadini sul piede di guerra

PENNA SAN GIOVANNI - Stamattina un flash mob e una raccolta firme contro l'ordinanza emanata dal sindaco Mancinelli che ha determinato il taglio di 12 lecci sulle vie di ingresso al paese. Il sospetto dei manifestanti: "Dietro al provvedimento la volontà di realizzare parcheggi auto al posto delle piante". Il residente Paolo Cecchetti: "In futuro interventi che tengano conto anche dell'estetica"
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La protesta di alcuni cittadini contro l’abbattimento dei lecci

 

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Uno dei lecci tagliati

Cittadini sul piede di guerra a Penna San Giovanni contro l’abbattimento dei lecci sulle strade di ingresso al centro del paese. A manifestare contro l’ordinanza emessa dal sindaco Giuseppe Mancinelli lo scorso 5 ottobre – che ha determinato il taglio di 12 piante (di cui 9 secche e 3 ritenute dannose per le abitazioni) in viale Burocchi e viale Beato Giovanni – un gruppo di pennesi che stamattina ha organizzato un flash mob con annessa raccolta firme. Alla base della protesta la richiesta della revoca del provvedimento e l’immediato reimpianto di nuovi alberi al posto di quelli ormai tagliati

“Le motivazioni del provvedimento sono ritenute capziose e non giustificative da una consistente schiera di residenti e da numerosi turisti che in estate trascorrono le vacanze a Penna – dice Alberto Vitali – Pare infatti che, dietro al provvedimento, ci sia la volontà dell’amministrazione locale di realizzare parcheggi auto al posto delle piante “incriminate”. Volontà che per quanto non dichiarata apertamente, emerge sempre più a seguito di affermazioni di residenti nelle zone interessate e da fumose “ammissioni” dello stesso sindaco”.

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Come si presenta dopo l’abbattimento l’ingresso del paese da viale Burocchi

Contestata anche la decisione dell’amministrazione di potare “fino ad eventuale capitozzatura non drastica” 22 piante. “Gli oppositori del provvedimento – continua Vitali – contestano anche al Comune tale sistema di “potatura selvaggia”, che come ormai comprovato da diversi esperti, causa gravi stress vegetativi e attacchi patogeni alle piante. Si rimprovera inoltre all’amministrazione comunale il mancato coinvolgimento della cittadinanza su un problema così attuale e delicato come quello della tutela paesaggistico-ambientale. I cittadini pennesi, infatti, sono venuti a conoscenza della questione solo il 12 ottobre, giorno in cui è iniziato l’abbattimento di diversi lecci. Questa mattina sono già state raccolte diverse decine di firme per chiedere la revoca dell’ordinanza e l’immediato reimpianto di nuovi alberi al posto di quelli ormai rasi al suolo. Nei giorni seguenti si andrà avanti per incrementare il numero di coloro che vorranno sottoscrivere la petizione”.

L'avvocato Paolo Cecchetti

L’avvocato Paolo Cecchetti residente del centro storico

Critico l’avvocato Paolo Cecchetti, residente del centro: “Premetto subito che io sono assolutamente consapevole del fatto che il cambiamento fa parte della vita. Detto ciò stigmatizzo l’intervento al nuovo parco Burocchi, a seguito del primo restyling dei primi anni 2000, con l’abbattimento della fontana delle brocche eretta da zio Ruggero Cecchetti e il taglio dei lecci operato in questi giorni. Il problema non è il merito della cosa, non sono i se, non mi interessano le motivazioni, che certamente ci sono state e non voglio essere polemico. Dico solo che le vie che immettono al paese, sia da Macerata che dal fermano, ad oggi sono sostanzialmente brutte. Da una parte dove c’era un giardinetto con una bella (sicuramente da ristrutturare) fontana, oggi c’è una colata di cemento con una indegna pozza squadrata, dall’altra parte c’è un viale monco e asimmetrico. Auspico interventi futuri che tengano anche conto dell’estetica dei luoghi e non solo della funzionalità degli interventi”.

 

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Una cartolina dagli anni ’80



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