Mareggiate, polemiche senza fine
E Rovazzani presenta interrogazione
PORTO RECANATI - Il comitato della zona nord fa il punto della situazione dopo le proteste: "I sacchi utilizzati come barriere e costati 42mila euro sono da buttare, i lavori promessi da Sciapichetti non partono. La responsabilità è della Regione o del provveditorato?" . Intanto il consigliere di "Porto Recanati a cuore" chiede risposte al sindaco

Alcuni turisti osservano la spiaggia di Scossicci dopo i danni apportati dalla mareggiata

Una riunione del comitato Porto Recanati Nord
di Marco Ribechi
Mareggiate a Porto Recanati, il comitato nord, che raccoglie gli operatori turistici della zona di Scossicci, fa il punto della situazione e cerca i responsabili del mancato controllo della costa. Intanto il consigliere della lista civica “Porto Recanati a Cuore” Alessandro Rovazzani interroga il neo sindaco Roberto Mozzicafreddo su quali provvedimenti pensa di attuare per contrastare il problema.
La forza del mare, di violenza straordinaria per il mese di giugno (leggi l’articolo), ha colpito duramente il litorale ma la domanda è: sarebbe successo lo stesso con le difese adeguate? «La mareggiata del 16 giugno ha rischiato di compromettere tutta la stagione estiva di Scossici – spiega il Comitato Porto Recanati nord – costringendo i gestori degli stabilimenti balneari a salvare il salvabile nella speranza che le fondamenta degli chalet e la strada provinciale non cadessero. A distanza di due giorni il mare si è poi ritirato. Ancora una volta si è constatato che la costa è estremamente vulnerabile in molti tratti e che il rischio dei cedimenti è elevato. Basterebbe fare una passeggiata verso nord dall’inizio del cavalcavia per vedere chiaramente che, in corrispondenza delle tre scogliere orizzontali, la spiaggia è perfettamente protetta, mentre a sud e a nord di tali scogliere hanno inizio due ampie insenature a conferma delle ragioni favorevoli al l’aggiunta progressiva di altre scogliere orizzontali».

I sacchi di sabbia ormai danneggiati costati 42mila euro pochi mesi fa sono già danneggiati e non svolgono più alcuna funzione
Le scogliere però, nonostante le richieste quasi quotidiane fatte durante l’inverno dall’Abat alla Regione, non sono state messe. «Risulta incomprensibile il mancato rafforzamento dei tre ordini di scogliere sommerse che qualche decennio fa erano state collocate con il sistema a stella- prosegue il comitato – Ovviamente tra le prime tre scogliere e le tre scogliere sommerse sarebbe consigliabile il posizionamento di un’altra scogliera orizzontale, in modo da dare continuità all’intero tratto. In riferimento ai 42mila euro spesi quest’anno per le scogliere verticali, cioè i pennelli, (leggi l’articolo) non si può negare che probabilmente siano stati utili almeno per salvaguardare parzialmente lo chalet “Anna”, ma i primi sacchi di difesa si sono già rotti, gli altri stanno per fare la stessa fine e le due file di sacchi sono diventate inutili perché sono state superate dalla spiaggia. I pennelli sono troppo corti e i sacchi non sono adeguatamente resistenti. Altri quattrini buttati in mare».

Una delle riunioni in prefettura tra Abat, Regione e comune di Porto Recanati. Al termine della serie di incontri l’assessore Angelo Sciapichetti ha promesso che i lavori per il lungomare sud inizieranno a settembre
La speranza per Scossicci, come promesso anche dall’assessore regionale Angelo Sciapichetti, riguarda l’inizio dei lavori per la zona sud che dovrebbero portare dei fondi anche per la parte nord. Ma in questo caso sembra che le opere, che dovevano cominciare a settembre, siano ancora in alto mare.«Per quanto riguarda i fondi per gli interventi urgenti del tratto nord di Porto Recanati – conclude il comitato – sappiamo che essi dovrebbero derivare dal 50% del ribasso d’asta dei lavori programmati per il tratto sud. Dato che siamo ormai a giugno inoltrato, come mai noi si sa ancora nulla degli appalti? Di chi è la responsabilità di questo ulteriore ritardo? Provveditorato o regione Marche?». Intanto sul versante della politica la questione arriva in consiglio comunale tramite l’interrogazione presentata dal consigliere della lista civica “Porto Recanati a Cuore” Alessandro Rovazzani che sprona il sindaco Mozzicafreddo, eletto il 5 giugno, ad intervenire. «Mentre lei attende che qualche suo interlocutore ci degni d’interesse, ricordiamo che i nostri concittadini, per salvare i loro beni, sono costretti a rischiare la vita. Urge avere conferme sulla data di inizio dei lavori per il litorale sud e conoscere l’esistenza di un progetto per Scossicci e le eventuali tempistiche. Le barriere servono anche per la zona Centro quindi bisogna capire se la Regione ha intenzione di intervenire. Infine sarebbe importante sostenere con qualche iniziativa i balneari più colpiti. Questo è il momento di dimostrare che la campagna elettorale è stata basata su dati reali e non solo su fantomatiche promesse». Proprio qualche giorno fa il sindaco aveva chiesto alla Regione lo stato di calamità (leggi l’articolo).















Questo è il risultato dei PDIOTI, quelli che promettono e non mantengono….ma come si fa a votare i Ceriscioli, gli Sciapichetti, che sicurezza possono dare???? E infatti continuano a prendere per il sedere Porto Recanati….