La grande solitudine di Scossicci:
“Presi in giro da 10 anni”

PORTO RECANATI - Una surreale aria invernale regna nel litorale nord. Spiagge deserte e nessun passante. I bagnini, intenti a riparare i danni della mareggiata, hanno perso ogni fiducia nelle istituzioni: "La costa maceratese è figlia di un dio minore, nessuno ci sostiene e stiamo in piedi solo con le nostre forze". Ombrelloni e sdraio sui marciapiedi per chiedere maggiore pianificazione in difesa della costa
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Foto Scossicci protesta 20 giugno 2016 (22)

Scossicci dopo la mareggiata

 

Foto Scossicci protesta 20 giugno 2016 (18)

Tre persone sul lungomare di Scossicci

 

di Marco Ribechi

Sembra una giornata invernale a Porto Recanati, uno di quei giorni di novembre in cui il mare lascia una sensazione di lontananza e solitudine. Uno scenario, quello di oggi, che ricorda il più famoso romanzo di Dino Buzzati, “Il deserto dei tartari”, in cui l’uomo non sa come sopravvivere alla desolazione. Purtroppo invece si tratta di una mattinata di giugno inoltrato, periodo in cui l’alta stagione dovrebbe essere già decollata con decine se non centinaia di turisti intenti a prendere la tintarella estiva e giocare con le onde del mare. Complici della “saudade” di Scossicci il sole, grande assente dell’estate, e la mareggiata che il 16 giugno ha duramente flagellato il litorale. Una mareggiata straordinaria che ha lasciato i segni su moltissimi stabilimenti di tutta la costa Maceratese.

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Gli operatori di uno stabilimento intenti a riposizionare gli ombrelloni

Oggi in spiaggia solo i bagnini a riparare i danni del mare e cercare di sistemare in fretta prima dell’arrivo dei villeggianti. Gli unici ombrelloni aperti sono sulla strada, quelli della protesta (leggi l’articolo e guarda il video) per dire alla Regione, ma di conseguenza anche alla Provincia e al Comune, che non ce la fanno più e senza un intervento strutturale presto il turismo a Scossicci e d’intorni finirà. «Chiedo le scogliere dagli anni ’80, quando ero uno dei pochi a essere stato colpito dall’erosione – spiega Mauro Monina dell’Acropoli – I problemi sono iniziati quando hanno costruito i porti di Civitanova e Numana. E’ cambiato il flusso delle correnti e l’azione erosiva si è concentrata a Scossicci. Prima qui la spiaggia era lunghissima. Regione e Provincia non collaborano da anni e fanno progetti parziali, solo per tamponare i danni una volta che ci sono già stati. Inoltre la provincia di Macerata è figlia di un dio minore, non è assolutamente ascoltata. La differenza si vede con Numana per cui sono stati spesi 8 milioni di euro».

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Espartero Rombini indica le scogliere non adeguate alla difesa della costa

Dall’inizio di Scossicci, balneare dopo balneare, il giudizio è quasi unanime: da troppi anni si buttano letteralmente via soldi per progetti temporanei senza dare un’identità alla costa e di conseguenza al turismo di Porto Recanati. «Continuano a fare mini interventi senza un minimo di pianificazione – spiega furioso Espartero Rombini dello chalet Lisetta – Tanto vale bruciare i soldi per scaldarsi. Serve una presa di posizione decisa per avere delle protezioni che ora non sono adeguate. I pennelli della costa devono essere lunghi un quarto di miglio, li hanno fatti di poche decine di metri, ma a cosa serve? A rifarli ogni anno? Ci prendono in giro da 10 anni. La cosa che fa ancora più male è che siamo abbandonati a noi stessi e alle nostre risorse. Mentre eravamo qui con le onde che si portavano via tutto e mezzo metro di sabbia nello stabilimento c’erano solo delle donne a tamponare con noi bagnini la violenza del mare. Non siamo stati aiutati da nessuno, non so che paese siamo diventati».

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L’atmosfera invernale che regna lungo la provinciale di Scossicci

Più fortunata La Baita che si trova a un livello più alto dei suoi vicini: «Non hanno portato via lo stabilimento perchè siamo più protetti – spiega uno dei soci – certo che per noi è impensabile l’idea di aprire un bar con i rischi che corriamo ogni estate. Abbiamo comunque dovuto togliere tutte le attrezzature, la spiaggia ora va sistemata di nuovo. Le scogliere vanno rinforzate, manca la sabbia le onde continuano ad avanzare. Non è solo un nostro problema, se non si contrasta il mare facendo infrangere le onde più a largo scomparirà anche la strada. Si tratta di tutela ambientale. Serve un progetto organico, anche a lungo tempo ma purtroppo non ci sono le teste. Lo scorso anno con il beneplacito del Comune hanno sversato le acque sudice del porto di Numana sulle nostre spiagge di Scossicci. A luglio. Una puzza che ha fatto scappare molti turisti. Non ci sono parole».

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I dipendenti dello chalet Massi mostrano i danni provocati dalla mareggiata e già riparati

Stessa sorte anche per altre realtà ma c’è anche chi accetta la furia del mare. Nonostante i suoi dipendenti abbiano passato una notte infernale spostando attrezzature, spalando la sabbia e cercando di salvare il salvabile Massimo Tomassini dello chalet Massi dice che non è il caso di drammatizzare: «Io ogni anno tolgo lo stabilimento e poi lo rimonto. Questa mareggiata ha fatto qualche danno perché era imprevista e molto violenta. Credo che serva una programmazione maggiore ma non ho bisogno di 100 metri di spiaggia, io lavoro con due file di ombrelloni. Basta allungare un po’ di più i pennelli e farli con gli scogli, non con i sacchi di sabbia». In molti però pensano che forse gli chalet sono stati costruiti troppo vicini al mare e che forse sarebbe meglio chiuderli e riaprirli più distanti. 

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«Questa è un’idea assurda per vari motivi – continua Tomassini – Per prima cosa ognuno di noi dà lavoro almeno a 10 persone, quindi sono centinaia di dipendenti sul litorale. Poi ci sono tanti villaggi che vivono d’estate grazie al turismo e che creano lavoro a tutto il comparto grazie agli interventi di manutenzione che si ripetono ogni anno. C’è poi il comparto turistico vero e proprio che crea un ‘economia molto più grande di quello che si dovrebbe spendere per mettere in sicurezza la costa. Infine riguardo la colpa possiamo solo dire che quando gli stabilimenti sono stati aperti l’azione erosiva non era così forte e c’erano molti metri di spiaggia. Oggi a causa di vari interventi in altri litorali sono cambiate le correnti e per questo bisogna adeguare anche le barriere progettate 30 anni fa».

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I sacchi di sabbia bianchi fanno parte dell’intervento attuato dalla regione pochi mesi fa. Alcuni già iniziano a presentare i segni dell’usura e dovranno essere presto sostituiti

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La Baita

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L’acqua ha danneggiato numerose cabine

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Le onde che rimbalzavano sullo chalet superavano il tetto

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L’operatore indica fin dove è arrivata la sabbia dopo la mareggiata

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Per salvare il pattino è stato necessario portarlo sopra gli scogli

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Altre riparazioni

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I lettini in strada per la protesta

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